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Alice nel paese delle Meraviglie di Tim Burton (USA 2010)

Burton trasforma il Paese delle Meraviglie in una Narnia qualsiasi, riorganizzando il millimetrico caos di paradossi satirici, nonsense e calembour dei libri di Carroll in un più tradizionale intreccio epico; la recensione di Alfonso Mastrantonio…

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Revanche – ti ucciderò di Gotz Spielmann (Austria – 2008)

Revanche, seppur non privo di difetti, resta un’opera potente e solenne, un teorema visivo sugli interrogativi sollevati dal desiderio di vendetta; giunge adesso nelle sale dopo una valanga di premi, la recensione di Alfonso Mastrantonio…

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Invictus di Clint Eastwood (Usa – 2010)

Il nuovo Eastwood sembra arrendersi ad una forma narrativa meno impervia, più solare; con una certa disattenzione e con gli occhi tappati potremmo dire, maggiormente conciliante, ma è semplicemente una sensazione restituita da una visione marcata stretta, forse da appassionati dell’ultima ora, sulla sola superficie di Invictus…

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Art By Chance, partecipa al più grande festival di cortometraggi urbani

E’ un festival di cortometraggi davvero rivoluzionario Art By Chance; coinvolge tutto il mondo, ed ha un metodo di diffusione delle opere assolutamente capillare e potente, sfrutta gli spazi urbani ed è aperto a tutte le nazioni, sarebbe un errore non tenerlo in considerazione; tutti i dettagli per partecipare!!

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Le ultime "Strane illusioni"




Antonio Bruschini parla di 32 spaghetti western seminali in 32 videopallottole!

Riflessi / approfondimenti:

[ Gli approfondimenti e gli speciali curati dalla redazione di "straneillusioni" ]

Nicolas Roeg – Un film contro un altro (….continua….)

nicola-roeg-macchie-1Sobrietà e delirio. Due polarità estreme sin troppo facili da chiamare in causa quando si parla del cinema di Nicolas Roeg; eppure, nel rischio di rappresentarne la tomba, sono gli elementi che meglio di altri raccontano la discontinuità di un Cineasta che non permette mediazioni, anche quando lo si affronta a partire dalle sue opere apparentemente più brutte o semplicemente appiattite dalle condizioni produttive; si può allora parlare del cinema di Nicolas Roeg in termini cronologici come converrebbe ad un’analisi esaustiva? Ovvero, vale la regola di un percorso influenzato da se stesso, esaminato in termini evolutivi, tanto da farci cadere in quell’equivoco che distingue quasi sempre la verginità creativa degli esordi da un appiattimento sulle strategie produttive del presente? Innauguriamo un gioco ipertestuale “militante” e attivo, un modo per rivedere la dipendenza dal contenuto in termini di connessione, processo, evento. Il Cinema di Nicolas Roeg è tra quelli che si presta meglio di altri ad una “distruzione” interna che sia anche ri-creazione, un sistema ricchissimo di connessioni e ri-connessioni che ci permettano di seguire una lettura simultanea e di avvicinarsi alle immagini di uno dei maggiori cineasti ancora viventi; proprio per questo, nell’accumulo di materiali che costituiranno i prossimi “capitoli” dedicati al regista inglese, gli strumenti e le risorse cambieranno di volta in volta…

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Gli ultimi "riflessi"