River To River – Florence Indian Film Festival – 2007 – Joy Roy – video.

joyroy.jpgIl video dell’incontro tra il pubblico del River To River Indian Film Festival edizione 2007 e Joy Roy registrato il 13 dicembre 2007 al cinema Gambrinus a Firenze

River To River – Florence Indian Film Festival – 2007 – su Do Bigha Zamin e Bandini di Bimal Roy

bimalcover.jpgMomento centrale della Settima Edizione del River to River, Florence Indian Film Festival è stata la retrospettiva dedicata a Bimal Roy, uno dei registi più importanti del cinema classico indiano. Dalle interviste che il figlio, Joy Roy, porta sullo schermo nel bel documentario Remembering Bimal Roy in anteprima mondiale al festival emerge la profonda umanità e la grande sensibilità del regista, confermate per altro dai tre film proiettati: Do Bigha Zamin (1953), Devdas (1955) e Bandini (1963). Nelle tematiche a sfondo sociale, che saranno il segno tangibile della sua opera, riecheggiano gli insegnamenti di Gandhi e di Nehru, la convinzione dell’uguaglianza tra gli uomini e la necessità di una maggiore giustizia sociale. Sara Del Santo scrive su Do Bigha Zamin e Bandini. A Integrazione del riflesso/approfondimento scritto da Sara Del Santo, da questa parte è possibile vedere il video dell’incontro tra il pubblico del River To River Indian Film Festival e Joy Roy registrato il 13 dicembre 2007 al cinema Gambrinus a Firenze, in occasione della presentazione di Remembering Bimal Roy, il documentario realizzato da Joy Roy Stesso

River To River – Florence Indian Film Festival – Nayi Neralu (In the Shadow of the Dog) di Girish Kasaravalli

nayneralu_cover.jpgPatrizio Gioffredi su Nayi Neralu, Melodramma sottratto, straordinaria indagine sulle trasformazioni del corpo femminile, è l’undicesimo film di Girish Kasaravalli, uno dei massimi esponenti del cosiddetto “Cinema parallelo” indiano. Programmato durante l’ultima edizione del River to River Florence Indian Film Festival.

River To River – Florence Indian Film Festival – Maaty maay (a grave-keeper’s tale) / di Chitra Palekar

chitra_palekara_maaty_maay.jpgLa settima edizione di River to River. Florence Indian Film Festival si è conclusa giovedì 13 dicembre, con un grande successo di pubblico che ha contato circa 2.300 presenze; Indie-eye / Straneillusioni ha seguito le giornate del festival inserite nei 50 giorni complessivi di cinema internazionale a Firenze stanziate al cinema Gambrinus, un polo che speriamo sia capace di andare oltre la strategia del contenitore annuale e attivare un sistema dinamico di cui la città avrebbe bisogno. Da oggi fino alla prossima settimana pubblicheremo uno speciale giornaliero dedicato a River To River, incluso tutto il lavoro di documentazione multimediale svolto nelle giornate del festival. Per questo primo numero Elisa Baldini ci parla di Maaty maay, opera prima di Chitra Palekar, uno dei film più convincenti dell’intero festival. Insieme agli articoli integreremo materiale video e di documentazione multimediale filmati durante il festival e che pubblicheremo nella sezione specifica Re-view. Combinato e integrato all’intervento di Elisa Baldini, un video di 20 minuti costituito dall’incontro di Chitra Palekar con il pubblico del Gambrinus, registrato il 9 dicembre 2007 e visibile da questa parte

River To River – Florence Indian Film Festival – Chitra Palekar

chitra_p_th.jpgIl video dell’incontro tra il pubblico del Gambrinus e Chitra Palekar durante il River To River Festival, venti minuti di documentazione su Maaty Maay.

Sad Vacation in DVD

sadv_th.jpg E’ prevista per febbraio 2008 l’uscita di Sad Vacation in DVD, l’ultimo film di Shinji Aoyama.

Grifi e la filmografia impossibile # 5

grificover5.jpgGrifi avvia un ripensamento della sua opera, comincia a lavorare all’idea di montare materiali abbandonati da tempo, dare nuova forma ad altri, ma soprattutto si pone il problema di come preservare i tantissimi nastri che ha accumulato nella sua carriera di videoteppista. Quinta e ultima parte dell’analisi di Elisa Baldini dedicata alla filmografia impossibile di Alberto Grifi. E’ possibile leggere gli articoli precedenti (1,2,3,4) attraverso questa pagina dell’archivio di Indie-eye / Straneillusioni.

Grifi e la filmografia impossibile # 4

grificover4.jpgIl pianosequenza diventa la morfologia semplice di un cinema che aspetta che le cose succedano da sole, senza forzarle, tollerando, anzi, amando la loro apparente insignificanza: “In realtà il piano-sequenza è quello che non si vuole vedere nella realtà.” Quarta parte della lunga esplorazione di Elisa Baldini sulla filmografia impossibile di Alberto Grifi. E’ possibile leggere gli articoli precedenti (1,2,3) attraverso questa pagina dell’archivio di Indie-eye / Straneillusioni.

Grifi e la filmografia impossibile # 3

anna_cover.jpgE’ quando i processi rivoluzionari falliscono nella vita che la creatività ripiega sull’attività artistica. (…) Al contrario, in una società in rivoluzione è la realtà stessa che diviene il luogo della creazione permanente. A condizione che la nuova vita non cada mai al di sotto dell’intensità dei momenti più alti della vecchia arte; E’ con Anna, realizzata dal 1972-1975, che la presa di coscienza di Alberto Grifi si farà netta e irreversibile; l’analisi di Elisa Baldini sulla filmografia impossibile di Alberto Grifi continua, questo il terzo numero. E’ possibile leggere gli articoli precedenti (1,2) attraverso questa pagina dell’archivio di Indie-eye / Straneillusioni.

Grifi e la filmografia impossibile # 2

a_proposito_degli_effetti_speciali.jpgUn’arte che si ribella alla società non può assumerne il linguaggio, cambiando solo i contenuti, deve inventarne uno nuovo. Magari dalle ceneri del vecchio. E’ quello che faranno Baruchello e Grifi nel 1964, montando quasi per scherzo 150 000 metri di pellicola di scarto, provenienti da 47 film americani in cinemascope di quegli anni, ‘aquistati come rifiuti destinati al macero’. Continua l’analisi di Elisa Baldini sulla filmografia impossibile di Alberto Grifi; 5 articoli, uno al giorno, questa è la seconda parte. La prima si legge presso questo link

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