siamo già morti (2) Casotto, di Sergio Citti – il film che i critici non hanno visto (tranne uno) -

“Gli unici due che non vedono il film sono i critici e il regista che lo gira; tutti vedranno il film, ma i registi non vedranno mai i loro film, non riuscirò mai a vedere un film mio: lo faccio, già ce l’ho in mente, già l’ho visto; e i critici: perché ne vedono troppi, o perché…ti faccio un esempio, parlo per segni:te dico magna sta minestra e tu ti metti lì e cominci a sentì: qui ce sta olio, un po’ de sale, un po’ d’origano…hai finito la minestra ma non ti sei accorto del sapore della minestra,hai cercato di capire quello che c’è dentro la minestra e il sapore della minestra non l’hai inteso più, per cercà; e così il critico va al cinema già prevenuto: “quello no! Quell’altro no!quello…quell’altro…” e il cinema è passato.” (Sergio Citti)

L’11 Ottobre 2005 Sergio Citti Muore in un ospedale di Ostia alle 6 di mattina. Quattro anni esatti dalla cremazione del regista Romano, un anniversario ancora troppo fresco per essere ricordato e un cinema, il suo, così violentemente scellerato da convincerci ad innaugurare una nuova (non) rubrica di Straneillusioni legata alle immagini dei morti. Nessuna celebrazione, nessun ricordo tramutato in playlist. All’inizio di ogni nuovo anno la stampa si inventa gli elenchi di (s)gradimento per “vendere” qualche copia in più; piccoli necrologi inutili. Siamo già morti. Sara del Santo aveva innaugurato la sezione con un approfondimento su Mortacci; Elisa Baldini prosegue con questo articolo su “Casotto” di Sergio Citti

Adam Resurrected – di Paul Schrader – Berlino 59 – Special

“You’ve been a good dog”, dice il comandante Klein, piccolo come il suo nome, a un cane. O meglio, a un uomo fattosi cane. Un divenire animale degno del Kafka riletto e interpretato da Gilles Deleuze. Uomo, figlio d’un cane è la traduzione letterale del bestseller pubblicato nel 1968 dall’autore israeliano Yoram Kaniuk, che ora Paul Schrader ha trasformato in un film co-prodotto da Israele, Stati Uniti e Germania. Le fette della torta produttiva saltano subito all’occhio. Americani i protagonisti Jeff Goldblum (Adam Stein), Willem Dafoe (Klein), Derek Jacobi (Gross, il direttore della clinica). Tedeschi molti dei comprimari di lusso (in testa, il sanguigno Moritz Bleibtreu) e gran parte del denaro investito. Israeliano prima di tutto lo spirito, e in seconda battuta il set [...] Con Adam Resurrected, Paul Schrader torna alla forma smagliante di Autofocus (2002) dopo la prova un po’ fiacca di The Walker (2007), il suo American Gigolo gay – con un Woody Harrelson sorprendentemente in parte – passato anch’esso alla Berlinale. Lo fa con un film debordante e fantasioso, sfacciato e terragno…Simone Buttazzi direttamente da Berlino 59