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	<title>Indie-eye - Straneillusioni &#187; colonne sonore</title>
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		<title>Cinestesia, il tour: bianco e nero a stellestrisce</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 12:32:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunicato stampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img class="size-full wp-image-3113 alignleft" title="stelle" src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/stelle.jpg" alt="stelle" width="60" height="60" />Cinestesia riporta il cinema ai suoi esordi, quando la colonna sonora era un vero accompagnamento musicale suonato dal vivo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-3109 alignleft" title="cinestesia" src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/cinestesia.jpg" alt="cinestesia" width="192" height="440" />Cinestesia riporta il cinema ai suoi esordi, quando la colonna sonora era un vero accompagnamento musicale suonato dal vivo. Ma Cinestesia rilegge e riaggiorna i classici del muto con sensibilità, linguaggi musicali e sonorità decisamente contemporanee, mescolando generi, stili e influenze. Dal 2006 Cinestesia è ospite fisso del cartellone di SpazioMusica Pavia (via Faruffini 5) il secondo martedì di ogni mese all&#8217;interno di SpazioAperitivo (apertura locale ore 19, spettacolo ore 21).</p>
<p><strong>&#8220;Bianco e nero a stellestrisce&#8221; è il titolo della rassegna 2009-10, dedicata al grande cinema muto americano, tra commedia, melodramma, western e road movie.</strong></p>
<p>Calendario stagione 2009-10:<br />
BIANCO E NERO A STELLESTRISCE<br />
Il grande cinema muto americano</p>
<p>mart 13 ottobre 2009<br />
The Circus (Il Circo), 1927, Charlie Chaplin, 68&#8242;</p>
<p>mart 10 novembre 2009<br />
The Crowd (La Folla), 1928, King Vidor, 90&#8242;</p>
<p>mart 8 dicembre 2009<br />
The winning of Barbara Worth, 1926, Henry King, 89&#8242;</p>
<p>mart 12 gennaio 2010<br />
The Black Pirate (Il Pirata Nero), 1926, Albert Parker, 83&#8242;</p>
<p>mart 9 febbraio 2010<br />
Beggars of life, 1926, William A. Wellman, 102&#8242;</p>
<p>mart 9 marzo 2010<br />
The Wind (Il Vento), 1928, Victor Seastrom, 78&#8242;</p>
<p>mart 13 aprile 2010<br />
Broken Blossoms (Giglio Infranto), 1919, David Wark Griffith, 88&#8242;</p>
<p>mart 11 maggio 2010<br />
Underworld (Le notti di Chicago), 1927, Josef von Sternberg, 82&#8242;</p>
<p>mart 8 giugno 2010<br />
The Cameraman (Il cameraman), 1928, Edward Sedgwick, 76&#8242;</p>
<p>Su Facebook:  <strong>http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=60085160364&amp;ref=ts</strong><br />
Su Myspace: <strong>http://www.myspace.com/bluesforce</strong></p>
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		<title>Don Camillo, le colonne sonore integrali di Alessandro Cicognini</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 10:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunicato stampa</dc:creator>
				<category><![CDATA[colonne sonore]]></category>
		<category><![CDATA[italianstrax]]></category>
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		<description><![CDATA[<img class="size-full wp-image-3102 alignleft" title="dc2" src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/dc2.jpg" alt="dc2" width="60" height="60" />Cinevox Record presenta, per la prima volta in assoluto, le colonne sonore composte da Alessandro Cicognini per i cinque film della serie di Don Camillo, i dettagli...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="size-full wp-image-3101 alignleft" title="dc" src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/dc.jpg" alt="dc" width="452" height="309" />Cinevox Record presenta, per la prima volta in assoluto, le colonne sonore  composte da Alessandro Cicognini per i cinque film della serie di Don Camillo, tratti dalle novelle di Giovannino Guareschi  (&#8220;Don Camillo&#8221;, &#8220;Il ritorno di Don Camillo&#8221;, &#8220;Don Camillo e l&#8217;Onorevole Peppone&#8221;, &#8220;Don Camillo Monsignore ma non troppo&#8221;, &#8220;Il compagno Don Camillo&#8221;).</p>
<p style="text-align: left;">La Suite è eseguita dall&#8217;Orchestra Sinfonica del Conservatorio &#8220;A.Vivaldi&#8221; di Alessandria, diretta da Marcello Rota.</p>
<p style="text-align: left;">La pubblicazione di quest&#8217;opera è stata resa possibile dal lavoro del Maestro Federico Ermirio, Direttore del Conservatorio di Alessandria, e di Fabrizio Francia, trascrittore ed arrangiatore, che hanno ricostruito le partiture originali partendo dalla registrazione sonora degli spezzoni dei film.  Infatti, delle colonne sonore composte da Cicognini non è purtroppo rimasta alcuna traccia scritta, cosa che, sino ad oggi, ne rendeva impossibile l&#8217;esecuzione dal vivo.</p>
<p style="text-align: left;">Molti compositori del passato, infatti, non si preoccupavano di catalogare e archiviare i materiali o di trattenere dei canovacci. L&#8217;esistenza di molte composizioni terminava alla fine della sessione di registrazioni, in diretta sullo scorrere della pellicola. La scrittura della notazione ha richiesto tempo, pazienza e impegno compositivo, dal momento che alcune parti risultavano tagliate per la presenza di dialogo. La ricostruzione ha finalmente permesso di dare nuova vita ad  uno dei capolavori della nostra musica da film del Novecento.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="text-decoration: underline;">Il CD verrà presentato il 15 ottobre 2009, alle ore 18.00 presso l&#8217;Auditorio &#8220;Pittaluga&#8221; di Alessandria. Saranno presenti Franco Bixio, Nuccio Lodato, Marcello Rota, Fabrizio Francia, Federico Ermirio. Lo stesso giorno alle 21, l&#8217;Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Alessandria si esibirà presso il Teatro Comunale Alessandrino. </span></p>
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		<title>Nick Cave &amp; Warren Ellis &#8211; White Lunar (Emi music &#8211; 2009)</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 17:46:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Faggi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Venezia 66]]></category>
		<category><![CDATA[colonne sonore]]></category>
		<category><![CDATA[strana-illusione]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="size-full wp-image-2979 alignleft" title="white-lunar" src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/white-lunar.jpg" alt="white-lunar" width="452" height="452" />La collaborazione tra Nick Cave &#38; Warren Ellis supera ormai il lustro e al di là dei progetti più noti ha permesso alla coppia di sperimentare forme più dilatate e narrative grazie ad un numero non indifferente di colonne sonore realizzate a partire dal 2005; White Lunar è un doppio Cd che raccoglie quasi integralmente la musica scritta per il cinema, inclusa la partitura composta per il nuovo film di John Hillcoat tratto da un romanzo di Cormac McCarthy, <em>The Road</em>, recentemente visto a Venezia 66 tra i titoli del concorso ufficiale e recensito su straneillusioni <a href="http://www.indie-eye.it/cinema/strana-illusione/venezia-66-the-road-di-john-hillcoat-usa-2009/">da questa parte</a>...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-2980 alignleft" title="nick_cave_and_warren_ellis_white_lunar" src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/nick_cave_and_warren_ellis_white_lunar.jpg" alt="nick_cave_and_warren_ellis_white_lunar" width="300" height="300" />La collaborazione tra Nick Cave &amp; Warren Ellis supera ormai il lustro e al di là dei progetti più noti ha permesso alla coppia di sperimentare forme più dilatate e narrative grazie ad un numero non indifferente di colonne sonore realizzate a partire dal 2005; <strong>White Lunar</strong> è un doppio Cd che raccoglie quasi integralmente la musica scritta per il cinema, inclusa la partitura composta per il nuovo film di John Hillcoat tratto da un romanzo di Cormac McCarthy, <em>The Road</em>, recentemente visto a Venezia 66 tra i titoli del concorso ufficiale e <img class="size-full wp-image-2978 alignleft" title="road4" src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/road4.jpg" alt="road4" width="200" height="133" />recensito su straneillusioni <a href="http://www.indie-eye.it/cinema/strana-illusione/venezia-66-the-road-di-john-hillcoat-usa-2009/">da questa parte</a>. Le prime 4 tracce del primo CD si riferiscono allo score composto per <em>The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford</em>, un sottovalutato western crepuscolare diretto nel 2007 da Andrew Dominik, il regista di <em>Chopper</em> attualmente al lavoro con un nuovo neo-western tratto ancora da un romanzo di Cormac McCarthy e intitolato <em>Cities of The Plain</em>. La musica per <em>The Assassination</em> percorre i toni e tempi di un folk rurale messo insieme in modo disfunzionale e in grado di disegnare spazio e tempo con una dilatazione estrema dei suoni che si riverbera anche nella musica scritta per <em>The Proposition</em>; ed è proprio la title track del Western dipinto con il sangue e diretto da John Hillcoat nel 2005 che introduce i drones minacciosi e cupi che caratterizzeranno il suono del duo fino alla musica per The Road. Elementi di un marchio riconoscibile, che in forma diversa fanno parte del repertorio Bad Seeds e Grinderman vengono defunzionalizzati e utilizzati come per tratteggiare paesaggi ancestrali; è una musica che descrive benissimo lo spazio come strana fusione tra l&#8217;estetica del deserto e quella del sogno. <em>Martha&#8217;s Dream</em>, brano scritto per <em>The Proposition</em> è un esempio molto chiaro di questo minimalismo scabro e fatto di sangue; lo score scritto per il film di Dominik in un certo senso anela ancora alla forma canzone ed esplode nelle due versioni di <em>The Rider</em> in <img class="size-full wp-image-2977 alignleft" title="proposition_200" src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/proposition_200.jpg" alt="proposition_200" width="200" height="128" />una ballad dalla struttura classica e crepuscolare. Tutto il lavoro per <em>The Proposition</em> è un preludio alla musica scritta per <em>The Road</em>, una minacciosa suite innestata su un tune pianistico decadente e post-romantico; la Title Track ha una forza funerea e struggente davvero molto rara e ci presenta Cave &amp; Ellis perfettamente a loro agio con le strategie cinematiche più navigate, con quella forza iconoclasta in più che permette loro di massacrare generi e temi generici. La bellezza ancestrale di <em>The Road</em> lascia spazio al pianto di <em>The Mother</em>, la traccia dedicata alla breve apparizione di Charlize Theron nel film di Hillcoat, natura ambigua che attraversa tutto <em>The Road</em> e che Cave &amp; Ellis rappresentano con un breve drone fatto d&#8217;archi che mantiene ancora uno stretto contatto con le radici. <em>The Father</em> è invece un flebile gioco tra drones e fiati, una lontana reminiscenza aborigena capace di disegnare lo spazio di una natura distrutta. Il cupo incedere di <em>The Journey</em> è un preludio ad una nuova apertura, quella di <em>The Boy</em>, fusione sonora tra tutti gli elementi dello score, una reincarnazione fatta dalle visioni oscure della maternità e dal sangue del padre. Il cuore di tenebra che pulsa nei suoni di <em>The Road</em> si ripete in forma tragica e algida nella colonna sonora scritta da Cave &amp; Ellis per <em>The Girls <img class="size-full wp-image-2976 alignleft" title="the_girlsof_p_p" src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/the_girlsof_p_p.jpg" alt="the_girlsof_p_p" width="200" height="200" />of Phnom Penh</em>, il film diretto da Matthew Watson nel 2009 che indaga il traffico sessuale in Cambogia; la musica del duo fonde suoni tradizionali con la loro personale visione delle radici, annegando tutto in una serie di drones mortuari e minacciosi che trovano il momento più oscuro e claustrofobico in <em>Window</em> e nuovamente un&#8217;apertura dolorosa nelle struggenti <em>Sorya Market</em> e <em>Cheata</em>. Le tracce dalla 6 alla 11 si riferiscono al lavoro di Cave &amp; Ellis per il documentario di Geoffrey Smith dedicato al neurochirurgo Henry Marsh e intitolato <em>The English Surgeon</em>; è probabilmente il gruppo di tracce più deboli dell&#8217;intera raccolta, tutte giocate tra dinamiche narrative e i soliti elementi folk che si affacciano in una struttura costituita da un minimalismo più tradizionale. Al contrario, risultano assolutamente straordinarie le tracce &#8220;prelevate&#8221; dagli archivi del duo, 4 viaggi sonori estremi, <em>Halo</em> risente ancora delle atmosfere di <em>The Girls of Phnom Penh</em> tanto da sembrare un out-take estrema di quella raccolta, con il violino a disegnare un lamento spettrale; <em>Zanstra</em> è un&#8217;incubo antropologico australiano, confine aspro tra il folk e un trattamento metallico dei suoni trascinato da un drone tagliente e durissimo, <em>Daedalus</em> è una delle tracce più belle di tutto <strong>White Lunar</strong>, davvero rievoca una luce lunare con piano e flauto che emergono da un drone ossessivo in un recupero assolutamente anomalo di alcune sonorità cinematiche tra il &#8217;60 e il &#8217;70, il John Barry di Walkabout e di The Whisperers, le suite astrali di Michael Small (Klute) e andando più a fondo anche il lavoro di Patrick Gowers sulla tradizione inglese (The Virgin Gipsy). Il brano che chiude <strong>White Lunar</strong> fa ancora parte degli &#8220;scarti&#8221; del duo ed è la bellissima <em>Magma</em>, un coro di Ellis sovrimpresso e modulato con un pitch, un drone fatto di voce, sangue e polvere.</p>
<p><a href="http://www.nickcaveandwarrenellis.com/works">Nick Cave &amp; Warren Ellis in rete</a></p>
<p><a href="http://www.thegirlsofphnompenh.com/">The Girls of Phnom Penh</a></p>
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		<title>5 bambole per la luna d&#8217;agosto &#8211; Piero Umiliani (Cd Cinevox &#8211; 1970 &#8211; 2008)</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 09:40:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Faggi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<img class="size-full wp-image-2463 alignleft" title="cover_336878_65" src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/cover_336878_65.jpg" alt="cover_336878_65" width="60" height="60" />Tra le ultime ristampe Cinevox, 5 Bambole per la luna d'agosto è l'indispensabile Colonna Sonora di Piero Umiliani per l'omonimo film di Mario Bava. Divertente, estrema, astratta, visionaria e Kleistiana...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-2461 alignleft" title="5_bambole" src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/5_bambole.jpg" alt="5_bambole" width="300" height="300" />Tra le ultime e rare (anche in senso qualitativo) ristampe Cinevox quella di 5 bambole per la luna d&#8217;agosto è sicuramente tra le più stimolanti, non solo per il recupero di un insieme di brani tra i più ispirati di Piero Umiliani ma anche per un&#8217;operazione di tipo filologico che per la prima volta include 34 tracce comparse in modo dissipativo attraverso le ristampe che negli anni si sono susseguite alla versione vinilica mono del 1970, costituita da 14 brani complessivi. Per il film di Mario Bava, Umiliani mette in piedi il suo mix di Jazz e musica d&#8217;intrattenimento in versione incendiaria, al di là della forma atmosferica, dei marchi di fabbrica tra &#8220;Mah Nah Mah Nah&#8221;, il supporto dei Cantori Moderni, il fischio di Alessandroni, Hammond e Fender Rhodes, il maestro Fiorentino si muove sugli stessi binari estremi ed astratti del regista Sanremese costruendo una tessitura sonora che in senso Kleistiano affonda un&#8217;atmosfera tragica in un contesto circense, o viceversa; come se fosse il maestro di cerimonie di un teatrino di marionette, Umiliani tira fuori dal cilindro divertimento, orrore, grand guignol e un senso minaccioso di astrazione. L&#8217;incedere prog-jazz della sezione ritmica, in diretta comunicazione con &#8220;Ti risveglierai con me&#8221;, la traccia 34 del cd che recupera il brano del <em>Balletto di Bronzo</em> scomparso da tutte le edizioni, viene geneticamente modificato dall&#8217;introduzione di strumenti e timbriche non convenzionali; tracce come &#8220;Bambola Omicida&#8221; e &#8220;Interludio Azzurro&#8221; rappresentano solo alcuni esempi; due estremi opposti, tra saturazione e sospensione, dove clavicembalo, arpa, piano, vengono comunque utilizzati per minare l&#8217;idea più diffusa di Lounge music. Umiliani esalta le differenze, la ripetizione spiraliforme ( la bellissima &#8220;Notte di luna # 2&#8243;), fa totalmente sua la lezione di Raymond Scott non dimenticandosi quindi ingengeria e architettura dei brani  e della musica d&#8217;intrattenimento mette in evidenza il gusto combinatorio e sperimentale, per intenderci non solo il senso del bizzarro che passa come (im)probabile forza attitudinale di questo tipo di scelte, quanto gli effetti visionari di un disorientamento prospettico; &#8220;The sound your eyes can follow&#8221; per l&#8217;appunto. Particolarmente perversa la riduzione circense e bandistica di   &#8220;Fantoccio grottesco&#8221;, la dirompente tempesta brasiliana di alcuni episodi, oppure brasile e india che si affacciano in modo straniante e defunzionalizzato (&#8220;Danza Citar Free&#8221; e la potentissima &#8220;Cinque Bambole # 7&#8243;); segni di un Umiliani meno conosciuto che si affaccia senza pudore e limitazioni in alcune librerie sonore o in capolavori estremi come <em>Angeli Bianchi&#8230;Angeli Neri</em>, infernale danza percussiva, non a caso appena successivo a 5 bambole.  Quello che rimane, al di là di quasiasi analisi, è la colonna sonora per un horror definitivo, un disorientamento sonoro e affettivo che esamina la paura e il grottesco quotidiano con un ghigno divertente e minaccioso.</p>
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		<title>Movie on Air, le colonne sonore alla radio</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 18:41:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunicato stampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img class="size-full wp-image-2394 alignleft" title="movieonair" src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/movieonair.jpg" alt="movieonair" width="60" height="60" />Dal 1 luglio 2009, sulle emittenti del circuito radiofonico nazionale Le 100 Radio, va in onda Movie On Air, programma interamente dedicato al mondo del cinema e delle colonne sonore...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-2393 alignleft" title="movieonairbig" src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/movieonairbig.jpg" alt="movieonairbig" width="220" height="215" />Dal 1 luglio 2009, sulle emittenti del circuito radiofonico nazionale Le 100 Radio, va in onda <strong>Movie On Ai</strong>r, programma interamente dedicato al mondo del cinema e delle colonne sonore.<br />
La trasmissione è condotta da Julian Borghesan, voce nazionale, ed è prodotta dalla <strong>Cinevox Record</strong>, negli Studi Trafalgar di Roma, luogo storico per la musica da film in Italia.</p>
<p><strong>Movie On Air </strong>è un appuntamento settimanale di mezz’ora che vi farà rivivere i più bei momenti dei capolavori cinematografici di sempre attraverso le loro colonne sonore. Un’occasione per riascoltare le soundtrack di successo, ma anche per scoprire preziose rarità. Un viaggio sonoro dai temi orchestrali al jazz, dal lounge al rock.</p>
<p>Ogni puntata inizia con uno spazio dedicato ad un tema specifico: generi cinematografici e musicali, compositori, registi etc. Il programma ospiterà, inoltre, alcuni tra i più noti protagonisti del mondo della soundtrack.<br />
Nella prima puntata di Movie On Air, il tema sarà il cinema horror, che verrà raccontato attraverso un’intervista a Claudio Simonetti (autore, con i Goblin, di soundtrack come Profondo Rosso).</p>
<p>La trasmissione prevede, inoltre, una rubrica dedicata ai film in noleggio da non perdere e una classifica molto particolare. Saranno, infatti, gli ascoltatori di Movie On Air a segnalare, tramite l’indirizzo email <strong>movieonair@cinevox.it</strong> , le loro tre soundtrack preferite. La migliore “Top 3” verrà mandata in onda.<br />
<strong>ecco dove e quando ascoltare Movie On Air:</strong></p>
<p>Radio Azzurra (Marche-Abruzzo)<br />
Giovedì 14.30<br />
Frequenze:<br />
<strong>http://www.radioazzurra.it/frequenze.html</strong></p>
<p>Radio Sole (Puglia)<br />
Giovedì 12.30<br />
100.400 Mhz</p>
<p>Radio Alcamo Centrale (Sicilia)<br />
Domenica 17.20-Martedì 13.10<br />
101 Mhz</p>
<p>Radio Gorizia (Friuli Venezia e Giulia)<br />
Venerdì 13.10 Domenica 18.00 Martedì 13.10<br />
103.8-91.700 Mhz</p>
<p>Radio L&#8217;Olgiata (Lazio)<br />
Sabato 13.30<br />
96.400-96.600 Mhz</p>
<p><strong>Movie On Air, inoltre, è scaricabile in Podcast su www.cinevox.it.<br />
Da Martedì prossimo la prima puntata!</strong></p>
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		<title>Jerry Goldsmith &#8211; in harm&#8217;s way &#8211; (1965 / Intrada CD 2009)</title>
		<link>http://www.indie-eye.it/cinema/recensioni/jerry-goldsmith-in-harms-way-1965-intrada-cd-2009/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 14:35:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Faggi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img class="size-full wp-image-2302 alignleft" title="in_harms_way_goldsmithth" src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/in_harms_way_goldsmithth.jpg" alt="in_harms_way_goldsmithth" width="60" height="60" />1965, Jerry Goldsmith pubblica lo score per "in harm's way" di Otto Preminger, una produzione Paramount che per il compositore americano rappresenta un momento produttivamente alto della sua carriera...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-2301 alignleft" title="in_harms_way_goldsmith" src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/in_harms_way_goldsmith.jpg" alt="in_harms_way_goldsmith" width="300" height="300" />1965, Jerry Goldsmith pubblica lo score per &#8220;in harm&#8217;s way&#8221; di Otto Preminger, una produzione Paramount che per il compositore americano rappresenta un momento produttivamente alto della sua carriera, molti dei suoi capolavori arriveranno dopo questa data, nonostante lo si potesse già considerare un veterano della scena.  Per il dramma bellico di Preminger Goldsmith costruisce una partitura complessa e già ricca di elementi rivelatori di uno stile che diventerà un marchio di fabbrica. Il Jazz di Goldsmith lavora sui volumi e sull&#8217;impatto orchestrale, ne sono un esempio brani come <em>Liz in harm&#8217;s way</em> che si muove sul solco del Walter Scharf più indiavolato, oppure <em>The Rock</em>, una delle marce à la Goldsmith che caratterizzeranno il suono &#8220;bellico&#8221; del compositore in colonne sonore come The Sand Pebbles, The Blue Max, Patton, MacArthur, First Blood e cosi via, ovvero la capacità di rendere la forma epica e autoreferente della marcia in un impasto orchestrale che sembra provenire dall&#8217;inferno, grazie ad una tensione continua. Anche la bossa irresistibile di <em>Native Quarter</em> non è da meno, infestata com&#8217;è da orientalismi e una ritmica cronometrica che anticipa i successi televisivi di Lalo Schifrin; <em>Goodbye</em> sembra prelevata, in anticipo, dal repertorio di un John Barry di almeno tre anni dopo, stessa cosa per <em>Night on the Beach</em>, splendido e minaccioso Jazzin&#8217; di matrice Manciniana tra Mr. Lucky e Peter Gunn, distilla gli elementi più astratti e raggiunge risultati che alcuni compositori, anche tra quelli citati, raggiungeranno un po&#8217; di anni dopo; <em>The Rock and His lady</em> è un&#8217;esempio principe di come Goldsmith usava l&#8217;orchestra, spingendola al massimo nel tentativo di raggiungere una tensione potentissima favorendo l&#8217;impatto e i climax piuttosto che lo sviluppo; è una marcia Bellica ancora una volta, ma il tentativo e quindi anche il risultato è quello di svuotarla di qualsiasi retorica cosi da non rimaner nelle mutande mentre la si ascolta. La loungerie di <em>Hawaiian Mood</em> è un intermezzo notevole che ricorda quanto Goldsmith era in grado di fare con i timbri di una strumentazione &#8220;exotica&#8221;. <em>One Way Ticket</em> è una lotta da incubo tra piano e archi, nella tradizione di tutto quello che sarebbe stato anche il repertorio &#8220;Spy&#8221; di Goldsmith, un brano potente, violento e astratto allo stesso tempo che insieme a Bernstein si è inventato il doppio sonoro dell&#8217;immaginario di registi come Preminger. Da non perdere, senza falsi clamori; ed è per questo che conviene affrettarsi presso lo shop Intrada; la benemerita etichetta presenta per la prima volta in Cd l&#8217;album completo rimasterizzato digitalmente e reso disponibile in uno stock di sole 3000 copie limitate.</p>
<p><a href="http://store.intrada.com/">Intrada Records su web</a></p>
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		<title>Bruno Nicolai &#8211; Le cauchemars naissent la nuit &#8211; (Digitmovies &#8211; 2008)</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 19:47:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Faggi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img class="size-full wp-image-1616 alignleft" title="les_cauchemarsth" src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/les_cauchemarsth.jpg" alt="" width="60" height="60" />Digitmovies stampa integralmente e per la prima volta l'intera colonna sonora composta da Bruno Nicolai per Le Cauchemars naissent la nuit di Jess Franco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1615 alignleft" title="les_cauchemars" src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/les_cauchemars.jpg" alt="" width="294" height="294" />Digitmovies stampa integralmente e per la prima volta l&#8217;intera colonna sonora composta da Bruno Nicolai per <em>Le Cauchemars naissent la nuit</em>, il film girato da Jess Franco nel 1970, noto anche con i titoli di <em>Nightmares come at night</em> e <em>Les Yeux de la nuit</em>. Tre tracce delle diciotto complessive presenti nel CD avevano visto la luce all&#8217;interno di una libreria sonora pubblicata da Edipan; in questo senso il lavoro di recupero curato da Claudio Fuiano ed Enrico De Gemini è praticamente un restauro integrale dei nastri scovati negli archivi dell&#8217;etichetta Italiana. Nicolai per Franco è quasi sempre in bilico tra intrattenimento e sperimentazione ma in questo caso il risultato non ha niente a che vedere con l&#8217;acume Jazz di <em>99 Mujeres</em> o con la sontuosa psichedelia della splendida musica scritta per <em>Marquis de sade (Justine)</em>. <em>Le cauchemars naissent la nuit</em> segue l&#8217;incedere estremo e radicalmente visionario del suo doppio cinematografico e dichiara sin da subito intenzioni e modalità con <em>Tra sogno e vita</em>, traccia che ritorna con cadenza tematica all&#8217;interno della raccolta, ma che in verità è un ossessivo anti-tema, dove un basso dalle reminiscenze prog rimane sullo sfondo con tetra ostinazione, mentre l’orchestra crea una tensione infinita, tappeto sonoro dal quale emergono macerie di temi solo accennati che faranno la loro comparsa completi e formati più avanti durante l&#8217;ascolto complessivo; si tratta di un relitto di bossanova accennato da chitarra e percussioni, disattesa dopo pochi secondi da spunti di vario tipo tra cui una serie di cluster pianistici e il residuo di un tema romantico, il tutto elaborato tra sogno memoria e realtà. Il successivo <em>le streghe</em> introduce un nuovo elemento che caratterizza uno degli elementi cardine della colonna sonora; nenia ossessiva ed ipnotica, è sostenuta da un piano in stile vaudeville e da un sax che trascina con se le note di un Jazz lontano. Gli stessi elementi senza la presenza del sax ma con l&#8217;introduzione di un ensamble di percussioni tribali, si riverbera  in <em>Climax</em> e in tutte le tracce successive fino all&#8217;introduzione di <em>Giostra</em>, tema da fiera per organetto e il solito piano sullo sfondo. Anche <em>Infrarosso</em> sfrutta questa decostruzione degli elementi ritmici e di quelli melodici;  è un jazz popolaresco di otto minuti sostenuto dal solito sax, il piano vaudeville sollo sfondo e un organo che disegna suggestioni astrali. La bellissima <em>lo specchio</em> mantiene una linea di basso lievissima con un sostegno del piano mentre quello che si riesce a sentire di batteria e archi crea un ambiente sonoro instabile e visionario, fanno da sfondo una serie di droni non facilmente percettibili realizzati attraverso una chitarra in feedback. Il primo momento prettamente lounge è ravvisabile in <em>Cocktail</em>, brano per chitarra classica e organo con una irresistibile batteria di matrice beat che fa emergere gli elementi di intrattenimento da presupposti atonali e contemporaneistici; guida il tutto una chitarra memore di Santana e un piano che tratteggia melodia e ballabilità sul solco del Morricone dei brani più festaioli di <em>Metti una sera a cena</em>. In questo senso è assolutamente sorprendente un pezzo come <em>Verde selvaggio</em>, incursione assolutamente latin con chitarra classica e percussioni ingaggiati in un contrasto scarno ed essenziale, sembra un episodio memore dei giochini bossa di Luis Enriquez Bacalov periodo Anice Nuraghi ma in versione assolutamente decostruita, con tempi e ritmi fratti, angolari, ossessivi, e la solita atmosfera visionaria che introduce piccoli strumenti non convenzionali, il lamento di un sax, e un genere fatto letteralmente a pezzi, cosi da perdere progressivamente i suoi connotati squisitamente bossa per trasformarsi in una session feroce tra sax e percussioni.<br />
<em>Amori</em> è il tema romantico che si affacciava all’inizio sotto forma di maceria all&#8217;interno della reverie <em>Tra sogno e vita</em>, in questo caso viene presentato nella sua forma compiuta e sostenuta dal romanticismo di un pianoforte la cui percezione è compromessa dalla presenza morbosa dell&#8217;organo; si tratta di un brano romantico contaminato da una malattia sensoriale che ne deforma la fruizione, tra l’altro il tema, a livello prettamente melodico, cita  beffardamente una stagione di epicismo western americano, con qualche riferimento al tematismo di Alfred Newman; del resto tutto il lavoro di Nicolai per <em>Le cauchemars naissent la nuit</em> occupa quello spazio scomodo e incerto che si materializza tra il residuo di una classicità lontana, elementi di tradizione popolaresca e una radicale e destrutturante visionarietà. Da riscoprire.</p>
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		<title>Coeurs &#8211; di Mark Snow</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 12:40:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Indie-eye cinema &#62;&#62; Straneillusioni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/pfppth.jpg" alt="pfppth.jpg" align="left" />La colonna sonora dell'ultimo, bellissimo,  film di Alain Resnais, Coeurs, è stata pubblicata in versione integrale solamente adesso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/pfpp.jpg" alt="pfpp.jpg" align="left" />La colonna sonora dell&#8217;ultimo, bellissimo,  film di Alain Resnais, Coeurs, è stata pubblicata in versione integrale solamente adesso grazie alla statunitense <a href="http://buysoundtrax.com/">BSX Records</a>; alcune tracce dello score composto da Mark Snow erano comparse in una raccolta della Universal dedicata a Resnais e pubblicata nel gennaio 2008 (Alain Resnais, Portrait Musical). Il cd Pubblicato dalla BSX è catalogato con il titolo Americano del film, ovvero <strong>Private fears in public places</strong>. Snow è un compositore che ha lavorato principalmente per la televisione scrivendo le musiche per serial molto noti tra i quali si evidenzia sicuramente X Files; Resnais, come fan della serie, pare l&#8217;abbia contattato con l&#8217;idea di quel sound in testa. E in effetti il lavoro di Snow è una curiosa via di mezzo tra l&#8217;astrazione tipica dei compositori che hanno lavorato con Resnais (da Delerue a Henze) e l&#8217;esasperazione dei tempi retorici della soap. Si acquista <a href="http://buysoundtrax.stores.yahoo.net/prfeinpuplor.html">da questa parte</a>.</p>
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		<title>Francesco De Masi &#8211; Ritratto di un autore</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 12:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Indie-eye cinema &#62;&#62; Straneillusioni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/demasi2.jpg" alt="demasi2.jpg" align="left" />CAM Original Soundtracks ha appena pubblicato un tributo al Maestro Francesco De Masi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/demasif.jpg" alt="demasif.jpg" align="left" />CAM Original Soundtracks ha appena pubblicato un tributo a Francesco De Masi, intitolato Francesco De Masi &#8211; Ritratto di un autore. Una raccolta quasi impossibile, considerati i più di 300 film musicati dal maestro, e che è stata messa insieme con il propellente dell&#8217;amore; il cd è infatti curato dal figlio Filippo; include i temi più memoriabili presi da una varietà multiforme di generi. Si acquista da questa parte sul <a href="http://www.camoriginalsoundtracks.com/site/index.php?site=ost&amp;path=cd&amp;idcd=805">sito ufficiale CAM</a></p>
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		<title>Beat Recods pubblica le nuove colonne sonore in un formato deluxe!</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 11:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Indie-eye cinema &#62;&#62; Straneillusioni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[s-trax]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/beatlogoth.jpg" alt="beatlogoth.jpg" align="left" />Nuovi titoli e nuove confezioni per le prossime uscite di Beat Records]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.indie-eye.it/cinema/wp-content/uploads/beatlogo.jpg" alt="beatlogo.jpg" align="left" />La notevole <a href="http://www.beatrecords.it/">Beat Records</a> opta per un nuovo formato per la pubblicazione della colonna sonora di <strong>Milano Rovente</strong>, formato che nelle intenzioni dell&#8217;etichetta Romana dovrebbe diventare lo standard qualitativo per le fuure produzioni. La colonna sonora composta dal Maestro Carlo Rustichelli verrà quindi stampata in DIGIPACK a 2 ante con manifesto 24&#215;36 che si legge tipo pagina di un quotidiano (fronte italiano, retro inglese), con tanti articoli e foto, inclusi artwork originali.<br />
Le future produzioni Beat saranno in edizione limitata, numerate da 0001 a 1000 e ognuna avrà un contenuto multimediale. Verrà quindi abbandonata la plastica e il relativo Jewel box trasparente.<br />
I vecchi DIGIPACK a 2 ante venivano venduti da Beat Records a 15 euro (<a href="http://www.beatrecords.it/shop.asp?idprodotto=CDCR66&amp;lingua=i">Colpo Maestro al Servizio di Sua Maestà Britannica</a> &#8211; <a href="http://www.beatrecords.it/shop.asp?idprodotto=CDCR72&amp;lingua=i">Sesso Matto</a>), questo nuovo formato che ha un booklet superiore, numerazione progressiva e traccia ROM avrà il prezzo al pubblico fissato a 14 euro (IVA inclusa).<br />
Un notevole sforzo economico e qualitativo da parte di Beat Records.</p>
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