Armando Trovajoli – Rapporto Fuller Base stoccolma
Di: Michele Faggi
Pubblicato il 22 settembre, 2007
In colonne sonore, italianstrax, recensioni, s-trax
Beat Records pubblica per la prima volta su cd la colonna sonora integrale di Rapporto Fuller Base Stoccolma composta da Armando Trovajoli, alcuni brani erano già comparsi su una serie di compilations limitandosi in realtà alla proposta delle varie versioni di The Touch of a Kiss, il tema d’apertura cantato da Lara Saint Paul, un seducente mood tra John Barry e Bacharach, attrattore simbolico per un soundtrack che del bond style riproduce in realtà pochissimi elementi elaborando una serie di variazioni in puro stile Trovajoli, nella sperimentazione e ricerca di mondi sonori apparentemente lontani tra di loro. E’ il 1967, l’anno di altre due grandi colonne sonore per il compositore Romano, Il Grande Colpo Dei Sette Uomini D’Oro che spara tutte le cartucce di un hammond sound impazzito, e Operazione San Gennaro, che di questa contaminazione è probabilmente uno degli esempi più vitali e importanti. She, Dangerous stuff, la seconda traccia di Rapporto Fuller Base Stoccolma, annega da subito uno standard Jazz dalle radici ben riconoscibili in un incipit splendido che si serve di arpa, flauto, organo per costruire il brevissimo ingresso in allusioni sonore che evocano altro cinema di genere o semplicemente quell’astrazione di elementi che in alcune colonne sonore di Fusco è capace di materializzare spazi e geometrie. E’ il caso di Feeling like a Ball, la bellissima Just a Ballet Just a Fist, Unexpected Note, dove il rapporto di forze è invertito, e il propellente tematico ridotto quasi a zero da una serie di elementi che dallo shake, dal Jazz, dalla Lounge music prendono solamente alcune reminiscenze per tracciare percorsi armonici ben più complessi e concreti. Probabilmente solo all’interno di queste intime connessioni è possibile evocare un confronto con John Barry , ovvero nella forzatura dei generi di consumo, Jazz compreso, verso livelli di astrazione minimale, perchè di analogie sonore ce ne sono davvero poche; anche il Jazz più inquadrato di The Stockholm Baths offre una collocazione importante all’hammond nella distribuzione delle parti soliste insieme a sax e tromba, una visione tra Standard e lounge popolare che permette di percepire i margini di un genere come un territorio aperto e fecondo. Il cd chiude con due out take, di cui Qualcosa più grande di noi è la rielaborazione orchestrale e full range di Touch of a kiss. Rapporto Fuller Base Stoccolma si acquista direttamente da questa pagina di Beat Records.
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