5 bambole per la luna d’agosto – Piero Umiliani (Cd Cinevox – 1970 – 2008)
Di: Michele Faggi
Pubblicato il 18 luglio, 2009
In colonne sonore, italianstrax, news, recensioni, s-trax
Tra le ultime e rare (anche in senso qualitativo) ristampe Cinevox quella di 5 bambole per la luna d’agosto è sicuramente tra le più stimolanti, non solo per il recupero di un insieme di brani tra i più ispirati di Piero Umiliani ma anche per un’operazione di tipo filologico che per la prima volta include 34 tracce comparse in modo dissipativo attraverso le ristampe che negli anni si sono susseguite alla versione vinilica mono del 1970, costituita da 14 brani complessivi. Per il film di Mario Bava, Umiliani mette in piedi il suo mix di Jazz e musica d’intrattenimento in versione incendiaria, al di là della forma atmosferica, dei marchi di fabbrica tra “Mah Nah Mah Nah”, il supporto dei Cantori Moderni, il fischio di Alessandroni, Hammond e Fender Rhodes, il maestro Fiorentino si muove sugli stessi binari estremi ed astratti del regista Sanremese costruendo una tessitura sonora che in senso Kleistiano affonda un’atmosfera tragica in un contesto circense, o viceversa; come se fosse il maestro di cerimonie di un teatrino di marionette, Umiliani tira fuori dal cilindro divertimento, orrore, grand guignol e un senso minaccioso di astrazione. L’incedere prog-jazz della sezione ritmica, in diretta comunicazione con “Ti risveglierai con me”, la traccia 34 del cd che recupera il brano del Balletto di Bronzo scomparso da tutte le edizioni, viene geneticamente modificato dall’introduzione di strumenti e timbriche non convenzionali; tracce come “Bambola Omicida” e “Interludio Azzurro” rappresentano solo alcuni esempi; due estremi opposti, tra saturazione e sospensione, dove clavicembalo, arpa, piano, vengono comunque utilizzati per minare l’idea più diffusa di Lounge music. Umiliani esalta le differenze, la ripetizione spiraliforme ( la bellissima “Notte di luna # 2″), fa totalmente sua la lezione di Raymond Scott non dimenticandosi quindi ingengeria e architettura dei brani e della musica d’intrattenimento mette in evidenza il gusto combinatorio e sperimentale, per intenderci non solo il senso del bizzarro che passa come (im)probabile forza attitudinale di questo tipo di scelte, quanto gli effetti visionari di un disorientamento prospettico; “The sound your eyes can follow” per l’appunto. Particolarmente perversa la riduzione circense e bandistica di “Fantoccio grottesco”, la dirompente tempesta brasiliana di alcuni episodi, oppure brasile e india che si affacciano in modo straniante e defunzionalizzato (“Danza Citar Free” e la potentissima “Cinque Bambole # 7″); segni di un Umiliani meno conosciuto che si affaccia senza pudore e limitazioni in alcune librerie sonore o in capolavori estremi come Angeli Bianchi…Angeli Neri, infernale danza percussiva, non a caso appena successivo a 5 bambole. Quello che rimane, al di là di quasiasi analisi, è la colonna sonora per un horror definitivo, un disorientamento sonoro e affettivo che esamina la paura e il grottesco quotidiano con un ghigno divertente e minaccioso.
Articoli simili...



Continua la ricognizione horror di Enrico Prosperi al Korea Film Fest 2010 di Firenze, la recensione di Antartic Journal…
Dream Home, il violentissimo slasher di Pang Ho-cheung in anteprima mondiale al Far East, tutti i dettagli…
Intrada stampa per la prima volta in cd la colonna sonora di Manhunter, il film diretto da Michael Mann nel 1986
Il debutto nel lungometraggio del 73enne Kazumi Kurigami, affermato fotografo giapponese; Gelatin Silver Love, i dettagli…
Tra i nuovi progetti di Sylvester Stallone, un bio-pic dedicato a Edgar Allan Poe…
Oggi 4 Marzo, la presentazione del libro di Italo Moscati alla presenza dell’autore seguita dalla proiezione del documentario “Via Veneto Set”, tutti i dettagli
Il presidente della giuria della 65ma mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia incontra la stampa dopo la consegna dei premi
Robert Cahen, pioniere ed esponente di spicco della videoarte europea e internazionale, è il protagonista, dal 23 ottobre 2009 al 10 gennaio 2010, della mostra “Robert Cahen. Passaggi. Video-installazioni 1979-2008″…