Alla ricerca del Piacere – Teo Usuelli
Di: Michele Faggi
Pubblicato il 3 ottobre, 2007
In colonne sonore, italianstrax, recensioni, s-trax
Teo usuelli è autore ec-centrico, nell’accezione di chi si muove consapevolmente ai margini dei generi di consumo per trarne vitalità e creatività stimolanti. In questo senso nessuna ricerca dello strano e del bizzarro a tutti i costi nella sua vasta discografia, quanto un dialogo costante tra gli elementi della sperimentazione colta e un’attenzione ossessiva all’irregolarità del tessuto popolare, sia esso in ambito strettamente etnico e con i colori del folk locale, sia in quel territorio di possibilità che era rappresentato dalla discografia di supporto al cinema di genere Italiano degli anni ‘70, affrontato con una forte tendenza alla dislocazione di elementi storico musicali molto diversi tra loro. E’ molto frequente nelle composizioni del maestro emiliano, l’utilizzo di un’orchestrazione full range e dalla drammatizzazione molto marcata capace di riferirsi ad una cultura sonora tipica del cinema dei primi 60, strappata al suo tempo e adattata al melodismo corale abusato intorno agli anni ‘70. Alla Ricerca del Piacere è del 1972 e arriva esattamente un anno dopo il lavoro di Usuelli per uno dei Ferreri più sottovalutati e complessi, quell’Udienza che dalla ripetizione Kafkiana e dalla visione surrealista, attingeva più di una suggestione. In quel caso, come per Alla Ricerca del piacere, Usuelli elabora una partitura apparentemente classica e di pieni orchestrali, che rischia il collasso proprio con la fusione di più epoche, un procedimento assolutamente antiarcheologico che si serve della memoria come dispositivo imperfetto e disorientante. Nella colonna sonora composta per il film di Silvio Amadio c’è una maggiore stilizzazione della potenza strumentale, tanto che si affaccia solamente in alcune tracce, tra cui la bellisima sequenza 17, esempio di un melodismo alla David Raskin infettato da elementi di un astrattismo esasperato e deviante. L’incipit ha un vago sentore
Umilianesco, con una collocazione mnemonica molto precisa che è quella di un’applicazione sonora a quell’immaginario cinematografico erotico che in questo senso non esaurisce affatto le potenzialità della colonna sonora; la sequenza numero due, sono 50 secondi di pura astrazione metafisica che fanno da cesura all’incedere ostinato per chitarra e orchestra della traccia successiva, dove l’uso dei cori ha un’allure del tutto Usuelliana, contro ogni facile assimilazione con altre sperimentazioni corali. Nella musica di Usuelli la voce, pur rifacendosi a una genericità del tempo a cui era difficile sottrarsi per qualsiasi compositore costretto a fare i conti con la retorica nascente di un genere, subisce un’erosione talmente radicale da avvicinarsi in modo del tutto intangibile alla timbrica di un theremin nel disegno di variazioni sonore e spaziali astratte; Usuelli riusciva e riesce in questo caso, a creare una frizione davvero emozionale tra l’esplosione pop dei ‘70, l’ostinazione lounge degli elementi ritmici, un beat letteralmente cardiaco che pre-annuncia e si innesta in una stagione di suoni horror che diventerà normativa, e questa astrazione vocale che si distacca da Morricone e soci per riferirsi piuttosto alle sperimentazioni strumentali di Fusco, Gino Martinuzzi e certe cose di Herrmann dimenticate e pre-hitchcockiane che pur avendo una collocazione “classica” vivevano al contrario di una vitalità sperimentale fuori dal tempo. Con questa linea, Alla Ricerca del piacere procede con un equilibrio precario ed emozionale tra tutti gli elementi, attingendo di volta in volta dal repertorio bossa (seq 6), lounge, popular, con un approccio oscuro e una tensione sessuale inquietante in grado di delineare il percorso atipico e coraggioso di uno dei più grandi autori Italiani di Musica per il Cinema. Alla ricerca del piacere è stato integralmente riproposto da Beat Records, ed è acquistabile direttamente dal sito dell’etichetta presso questa pagina web, è una release assolutamente da non perdere.
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