Italia a mano armata / Nati con la camicia – Franco Micalizzi
Di: Michele Faggi
Pubblicato il 16 novembre, 2007
In colonne sonore, italianstrax, news, recensioni, s-trax
Il Micalizzi sound ha un valore anche mnemonico e si riferisce soprattutto a quella stagione del cinema di genere Italiano legata ai film Polizieschi di registi come Umberto Lenzi, Fernando di Leo, Marino Girolami. Italia a mano armata è entrata nel frullatore Tarantiniano con una traccia, The no-peace pursuit, Jazz-funk urbano che estremizza in modo del tutto personale quella forma ritmica ed ossessiva nell’uso dei fiati che era già di Quincy Jones, Lalo Schifrin e altri autori che si sono cimentati con le de-compressioni del range orchestrale. Quello che ancora sorprende nella musica di Franco Micalizzi è la forza di un suono che comprime i volumi in un potente organismo sonoro costruito per colpire; al di là delle necessità Funk c’è un’anima che oscilla tra l’effetto tellurico di un racconto funzionale che deve raggiungere un risultato immediato e la sospensione astratta affidata ad un uso dell’orchestra molto vicino alla tradizione di Carlo Rustichelli. Tracce come Death in the cave si servono di una commistione di tutti questi elementi compreso quelli più popular con l’introduzione di un’elettronica di derivazione fusion, che in realtà precorre altri suoni e altre orchestre sintetiche; basta pensare al lavoro che John Carpenter farà sul suono dei suoi film dopo il 1976, anno di produzione di Italia a mano armata; il funk imbastardito di Assault on precint 13 lascerà il posto ad una forma residuale ed elettronica di rock e black music dove la funzione primaria è costituita da una rappresentazione inesorabile del tempo. Franco Micalizzi ci era già arrivato con un uso selvaggio e potente dell’orchestra lanciata verso l’esibizione dei volumi; in effetti tutta la colonna sonora gravita intorno all’esplosione di The no-peace pursuit, con un movimento di dilatazione e compressione. Il romanticismo esasperato di tracce come A snare for Betti; An angel a devil e la revisione del tema principale nel rallentamento di Detecting the Boss permettono di esplorare il talento di un compositore che con gli elementi di una scrittura urgente, riusciva a costruire dispositivi ad orologeria solidi e astratti allo
stesso tempo. Ne è un esempio una delle due colonne sonore scritte da Micalizzi per la coppia Spencer / Hill, Nati con la camicia; anche se rimangono poche tracce apparenti di quello stile in termini timbrici, se si prende un brano come Spies and guys, oltre alla funzionalità del gioco e della commedia, la fusione di generi è ancora una volta l’elemento principale, l’attacco questa volta è completamente elettronico e siamo ancora una volta dalle parti di Carpenter anche se in questo caso, il lavoro con Alan Howarth è di due anni prima; il brano si trasforma piano piano in cluster Jazz per poi finire verso lo scherzo sonoro. La colonna sonora non ha la forza del miglior Micalizzi, ma il country cartolinesco di alcuni brani, l’uso grottesco e kitch dell’elettronica rappresentano per certi versi l’astrazione di un procedimento giocoso e artigianale, che è assolutamente assente nel panorama, anche sonoro, delle asfissie cinematografiche attuali prodotte in Italia. Le due colonne sonore sono state recentemente ristampate da Beat Records; è possibile acquistare Italia a Mano armata da questa pagina Web, mentre per Nati con la camicia , stampata integralmente per la prima volta, è necessario seguire questo link.
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