Dan O’Bannon – 1946-2009
Di: Indie-eye cinema >> Straneillusioni
Pubblicato il 5 gennaio, 2010
In news, recensioni, strana-illusione
Sono i primi anni 70 quando Dan O’Bannon insieme a John Carpenter, suo compagno di studi all’USC, concretizza il progetto Dark Star, il film diretto dallo stesso Carpenter e scritto, in parte montato e interpretato da O’Bannon. Un piccolo miracolo che anticipa e riassume meglio di qualsiasi altra cosa le capacità multiformi del nostro. Dagli effetti speciali per la sequenza dell’attacco finale alla Death Star nel primo Star Wars, una delle prime propaggini di computer animation, fino agli effetti speciali per la versione di Dune che avrebbe dovuto esser diretta da Jodorowsky con la fantasia di Moebius a far da supporto passando per la sceneggiatura di Alien scritta a a quattro mani insieme a Ronald Shusett. E’ una sintesi solamente introduttiva dei talenti di O’Bannon, attore, produttore, sceneggiatore, autore di fumetti, regista, esperto di effetti speciali, una combinazione vastissima di applicazioni della scrittura, elemento che rimarrà centrale nel corso di tutta la sua carriera. Basta pensare alla storia sofferta di un film come Dead And Buried, all’episodio più bello dell’Heavy Metal Concepito da Potterton, quel B-17 che sintetizza molto bene l’amore per la “morte” a metà tra Corman e Romero. E ancora la sceneggiatura per Blue Thunder, uno dei film più belli di John Badham, l’eroticissimo Lifeforce di Tobe Hooper, una delle reinvenzioni più vitali dell’immaginario “non morto” degli anni ‘50 che fa il paio con il meno riuscito Invaders from mars, sempre di Hooper. Siamo tra l’85 e l’86, ed è in questo spazio che O’Bannon debutta dietro la macchina da presa con una delle revisioni Romeriane più potenti, il suo Return of the living dead che prende il testo originale di Russo e lo trasforma in un delirio tra commedia, rock’n'roll, horror totalmente freak-out. E’ sicuramente lo spirito di Corman più che quello di Romero ad alitare sul risultato, una scelta ben precisa che in un certo senso ha alimentato l’anima migliore dei suoi lavori.
Ci Fermiamo qui; Dan è morto il 17 dicembre 2009 e ci sembrava doveroso ricordarlo nel modo che preferiamo:
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