Davide Pepe e Diamanda Galás – Schrei 27 – Silk Street Theatre, Barbican Centre, Londra 22 Aprile

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Pubblicato il 26 aprile, 2011
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In anteprima mondiale per lo SPILL Festival of Performance di Robert Pacitti, quest’anno dal tema “Infections”, il Barbican Centre ha ospitato per due giorni consecutivi il corto Schrei 27, primo “film” ufficiale della straordinaria Diamanda Galás, ideato e realizzato a quattro mani con il regista di Brindisi Davide Pepe. Il progetto Schrei 27 nacque nel 1994 come performance radiofonica commissionata dalla New American Radio di Staten Island e dal Walker Art Center di Minneapolis, dove fu registrato; due anni dopo il lavoro tornò a vivere nelle performance dal vivo dal titolo Schrei X, eseguite in completa oscurità a Portland, New York, Praga e Columbus. Mute documentò l’opera altamente sperimentale di Diamanda, senza dubbio una delle sue più estreme, pubblicandola su disco, mentre nel 2006 e nel 2007 Schrei trovò un’altra significativa collocazione nella rassegna Switch On The Power: Noise and Musical Policies, dove fu curata dall’artista Xabier Arakistain in due location spagnole; sempre nel chiuso di una buia stanza gli esperimenti vocali dilanianti di Diamanda, frutto di un lavoro di ricerca iniziato nel lontano 1979, venivano riproprosti all’audience dal vivo, in quadrifonia, come esempio di rumore “parlante”, forma di espressione primigenia, manifestazione incontrollata quanto la sofferenza e lo strazio, elemento disturbante in grado di intervenire su un sistema o un organismo e di modificarlo. Nasce quindi “postuma” e si alimenta di tali riletture questa collaborazione sinergica con Pepe, attivo come regista indipendente dal 1995 e recentemente alla sessantesima edizione della Berlinale con il film Giardini di Luce. L’incontro tra i due risale al 2004, quando Pepe ottenne l’autorizzazione a riprendere due concerti dal vivo in Italia di Diamanda e lei decise, estasiata dalla vista del corto di Pepe Little Boy e colpita non solo dalle sue capacità registiche, ma dalla sua sensibilità musicale, di sceglierlo Little Boy - Davide Pepecome co-autore di Schrei 27. Dal 1994 ad oggi il cuore del progetto Schrei è rimasto lo stesso e nulla ha perso del suo rigore sperimentale. Obiettivo dell’opera è confrontarsi con lo stato mentale e fisico di un soggetto costretto a subire una tortura mediante manipolazione chimica e meccanica del cervello, soggetto confinato nello spazio asfittico di un manicomio in cui è sottoposto a bagliori improvvisi, elettroshock e punizioni corporali. L’urlo, shreik, Shrei (termine centrale nella tradizione del teatro espressionista tedesco, nato nelle periferie del paese) è un suono corporeo, che descrive, esasperandola, non solo la tortura in sé in quanto sofferenza del torturato, ma diventa mezzo espressivo per devastare la percezione dello spettatore, spinto da una parte alla compartecipazione, dall’altra al rifiuto istintivo della tragedia dell’altro, quasi in risposta a una sorta di meccanismo di autodifesa dall’orrore. (continua a pagina 2...)

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Giuseppe Zevolli
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