Leaving di Vaclav Havel è il film di chiusura del Trieste Film Festival
Di: Redazione IE Cinema
Pubblicato il 21 dicembre, 2011
In news, strana-illusione
Il Trieste Film Festival 2012 è in programma dal 19 al 25 gennaio 2012 e quello che sappiamo per il momento del programma relativo al principale appuntamento cinematografico italiano dedicato alle produzione dell’Europa centro-orientale, è che l’esordio (tardivo) alla regia cinematografica di Vaclav Havel, politico e drammaturgo scomparso domenica all’età di 75 anni sarà il film di chiusura della kermesse cinematografica organizzata da 23 anni da Alpe Adria Cinema. Il 25 gennaio prossimo quindi, appuntamento da non perdere con la proiezione di Odcházení (Partenza / Leaving)
Il «rivoluzionario di velluto» che da ragazzo aveva lavorato come macchinista in alcuni teatri di Praga, aveva studiato drammaturgia per corrispondenza. Il primo lavoro messo in scena fu La festa in giardino (1963), mentre l’opera più conosciuta in Occidente è il Largo Desolato. Sull’onda della repressione seguita alla fine della Primavera di Praga nel 1968 fu bandito dal teatro e iniziò un’intensa attività politica, culminata con la pubblicazione del manifesto Charta 77, la cui scrittura prese spunto dall’imprigionamento dei componenti dei Plastic People of the universe, band ceca di musica psichedelica. Il suo attivismo politico di dissidente gli costò 5 anni di prigione.
Havel lasciò la carica di Presidente della Repubblica Ceca dopo il secondo mandato, nel 2003. Nel 2007, dopo una pausa di quasi vent’anni, tornò alla scrittura per il teatro, con Leaving, una tragicommedia andata in scena, per la prima volta al Teatro Archa di Praga, il 22 maggio 2008.
Il film omonimo che verrà presentato a Trieste è la trasposizione su grande schermo della piece teatrale e del quale Havel ha scritto anche la sceneggiatura. E’ la storia di un signore anziano, azzimato e vivace, che ha occupato la poltrona di Cancelliere per molti anni. Dopo la sua estromissione, non riesce ad accettare la notizia benchè cerchi di nasconderlo. Obbligato a lasciare la villa che è sede del Governo, deve anche subire l’umiliazione di dividere quello che appartiene allo Stato da quello che è suo. A condividere la dimora con Rieger ci sono la sua pluriennale fidanzata Irena, la sua amica Monika, sua madre, la giovane figlia Zuzana e un maggiordomo. Unica figura di raccordo col mondo esterno, il giardiniere, che porta notizie fresche su quello che accade al di fuori della villa.
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