Indie-eye Podcast con Barbara Morgenstern

Abbiamo chiesto a Barbara Morgenstern di presentarci uno dei brani contenuti nel suo nuovo album; lei ha scelto The Operator, e ce ne parla in questo nuovo numero di Indie-eye Podcast;

Indie-eye Podcast: Satanicpornocultshop Dj-set/session

l’incredibile collettivo di Osaka tra turntablism e montaggio deturnante ha realizzato in esclusiva per Indie-eye Podcast un Dj-set/session di circa 15 minuti; materiale potentissimo che raccoglie vecchie, nuove, future release della band giapponese

Indie-eye Podcast: aonami Vodcast; aonami(x)

Aonami è un demone giapponese dedito alla micromusic più spinta. Compone utilizzando un Nintendo Gameboy, vari giocattoli, campionamenti a 8bit e processando il tutto con Little Sound Dj li abbiamo chiesto uno dei suoi DjSet; aonami ha fatto molto di più, ci ha inviato aonami(x), uno sguardo della sua digitale dentro i suoi “set”. Indie-eye ne ha prodotto un Vodcast che si può vedere solamente attraverso Itunes; buona visione.

Indie-eye Podcast: con The Creeping Nobodies

questo numero di Indie-eye Podcast è un piccolo segno di supporto potenziato da un saluto rumoroso della band dedicato a tutti gli ascoltatori di Indie-eye, buon ascolto

Indie-eye Podcast: Reico

Zero Gravity Sounds System, un cd contenente due tracce davvero singolari e degne di nota, soprattutto perchè non hanno niente a che vedere con l’universo popular che Reico affronta con successo in altri campi. Sakura, questo il titolo del cd, è il materiale di questo numero di Indie-eye Podcast che Reico ci ha permesso di utilizzare insieme ad un suo saluto speciale dedicato a tutti gli ascoltatori di Indie-eye Podcast; rumorismo, sovrimpressioni, psichedelia aggiornata, buon ascolto con la musica di Reico Matsumoto.

Indie-eye Podcast con Debora Petrina

Debora ci ha donato l’ascolto esclusivo diDebora Petrina a Indie-eye Podcast un estratto dal progetto Don’t Forget Amnesiac, ovvero Life in a Glass House, più altre due tracce dal repertorio ri-composto dei Radiohead, Exit Music e Morning Bell, River Man di Nick Drake, uno standard Jazz come Angel Eyes e un estratto da Niente dei ricci, una sua composizione originale. Debora, in un lungo intervento, ci parla del suo essere musicalmente apolide, delle porte che il piano, la voce e il corpo hanno aperto nella sua carriera, della necessità di resistere e proteggere la propria libertà creativa, oggi più che mai, da contratti strangolanti e direzioni artistiche imposte, della necessità di farsi occhio indipendente.