Alessandro Stefana: Poste e Telegrafi
Di: Michele Faggi
Pubblicato il 16 febbraio, 2007
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Western Cinematografico, blues rurale e Psichedelia; si autopresenta in questo modo il quasi debutto solista di Alessandro Stefana, chitarrista ec-centrico che proprio del suo strumento fa territorio di transito, superficie da violare con un approccio illusionistico e archeologico alla materia del suono. In realtà, l’immaginario che viene tenuto a maggior distanza è proprio quello Morriconiano, piuttosto che al romanticismo cinecentrico di Dead Combo, le sette tracce strumentali di Poste e Telegrafi materializzano un universo di nostalgia ambient in orbita con il country-side di Apollo Soundtracks, nella polvere con il Ry Cooder congelato di Paris Texas
e sulle tracce del folk impossibile e apolide che attraversa gli intrecci di Bill Laswell e Niki Skopelitis in quel capolavoro dimenticato che è Hear no evil
. Western cinematografico allora, ma non quello immaginato dai suoni di Bruno Nicolai, Carlo Rustichelli
, Stelvio Cipriani
, verrebbe in mente piuttosto il John Williams decostruzionista di The Missouri Breaks
, o l’immaginario astratto di Monte Hellman
. Che l’interesse di Stefana risieda oltre certe stereotipie vintage è confermato dalla traccia centrale dell’album, che agglutina le collaborazioni di Leo Abrahams
, Marc Ribot
e Marco Parente alle prese con il suo passato di percussionista visionario, Poste e Telegrafi Blues è un intreccio ossessivo di laptop guitars che sfrutta la sovrimpressione di più livelli di potenza per creare una progressione crudele e tesa dove la scrittura di Stefana e il drumming di Marco Parente costruiscono una bizzarra versione pre-moderna di Yoo doo right. La costruzione dei possible worlds di Stefana passa attraverso la tessitura di field recording, o meglio ancora, loops vinilici a bassa
definizione che si tengono ben lontani dall’effetto di abbellimento; la scrittura si fonde con una percezione deterritorializzata e crepuscolare di questi elementi, come se si trattasse di una performance allo specchio che cerca di fissare sguardo e suono nel tentativo di disancorarsi dal peso del tempo che la opprime. Chiudono i Titoli di Coda, episodio sintetico e mimetico di certo Eno anni ’80. Il bel cd di Alessandro Stefana esce per Important records a marzo; nell’attesa è possibile ascoltare uno streaming-mp3 di alcune tracce presso questa pagina del suo sito ufficiale, mentre attraverso questa è disponibile un video di Marc Ribot insieme ai Ceramic Dog catturato durante un’esibizione live di Poste e Telegrafi Blues. Per consultare il lungo e notevole percorso discografico di Alessandro “Asso” Stefana, c’è una discografia esaustiva da questa parte.
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