Julie Doiron: woke myself up
Di: Michele Faggi
Pubblicato il 5 aprile, 2007
In Experimental, Folk, Indie, Pop, RECensioni, multimediocri |
Il nuovo Julie Doiron, pubblicato per Jagjaguwar e distribuito in Italia da Widerecords, è un lavoro la cui leggerezza ferisce nel momento in cui l’occhio del visionario si libera di tutti gli abbellimenti considerati necessari allo sviluppo di un racconto. Prendete la title track in apertura, e Swan pond la terza traccia del cd; la tensione elettrica è sottopelle e mentre si rifiuta di esplorare, coinvolge in una sfera satura le voci di Julie, tese a superare quel limite asettico di qualsiasi cristallo pop, But to hold him and sing / may be just what i need / to hold him and sing /may be just what i need E’ sull’ultimo inciso che Julie sfrutta la meraviglia della sovrimpressione, come un gioco semplice, fuori tempo e luogo, trascinando l’ultimo minuto del brano in un disequilibrio vertiginoso che per strane dinamiche attrattive si riverbera nella coda di Yer Kids, increspatura di chitarre di forza e semplicità, capace di far impallidire i giochi texturali dell’ultima Tara Jane O’neil, distratta dal tessuto e poco attenta alle derive feconde dell’ordito. Questa oscillazione semplificata e sensoriale trova spartiacque in quello che potrebbe essere l’anti-anthem di Woke Myself up, Nomore/ Nomore, capolavoro di pop residuale, conciso e senza soluzione, cesura che ritrova la stessa sottrazione nella traccia successiva, don’t wanna be / liked by you dove lo scioglimento nel but i might play music for you conserva la flagranza privata, intima e familistica di una straordinaria aurea mediocritas che si fa beffe di tutta l’eiaculazione punk del primo minuto e cinquanta. Leggevo da qualche parte di Woke Myself up come l’arrancare disperato di una ri-scrittura noisepop (ma che cazzo vuol dire?!) marcita nel passato, quando mi pare che il disfarsi della scrittura sia invece la luce assolutamente sorprendente di questa raccolta di intime illusioni.
I open my eyes in Horror
to see what i’ve done
it was the wrong guy
it was the wrong guy
stranillusioni.
Articoli simili...


Sorella Maldestra, una delle band seminali del punk Italiano, Francesco Cipriano non è d’accordo e vi spiega perchè…
AVILive è il nuovo volto di Cuoio e Nuvole e Indie TIme, ovvero due dei più importanti concorsi per band emergenti della Toscana; ecco le band selezionate e le serate ad eliminazione; dal 24 Marzo, tutti i dettagli…
Fabio Pozzi Intervista Örvar Þóreyjarson Smárason dei Mum; foto di Francesca Pontiggia
Il secondo appuntamento con Glorytellers è di quelli da non perdere; Guano Padano, ovvero il progetto di Alessandro “Asso” Stefana e Zeno de Rossi, da anni compagni di viaggio di Vinicio Capossela; dal vivo a Firenze il 27 Febbraio i dettagli
Da Acqui terme, Alessandria, Tom Ton Band con Brutal, britpop, retrogusto vintage, la recensione di Michele Baldini…
Odd Blood esce a tre anni di distanza da All Hour Cymbals, scarica due tracce in anteprima
La Wounded Bird Records pubblica una nuova versione CD di Church of Anthrax, album del 1971 che John Cale realizza in collaborazione con Terry Riley.
Quarta parte dello speciale in cinque puntate dedicato ai Liars e curato da Federico Fragasso…
Il debutto full lenght delle PENS su De Stijl records, i dettagli e un video…
Il nuovo contest di indie-eye è dedicato a Squarepusher; vinci un biglietto per la data di roma del 19 aaprile 2009!!!