Death Proof – la macchina ammazzacattivi
Di: Michele Faggi
Pubblicato il 2 giugno, 2007
In Experimental, Generi-ci, re-visioni |
Ancora note su Death Proof. Rossellini Tarantino Bava, o forse la mutazione della soggettiva, in Rossellini e Bava. Nessuna intenzione teoricobelligerante, ma non si può affrontare l’ultima fatica (anche in senso produttivo) di Quentin Tarantino senza pensare ad una voragine ancora più estrema di quella che si forma durante le visioni di Kill Bill; al contrario, lo si digerisce bene se ci si arrende ad una visione anestetizzante della solita superficie ludicocinefila; ci si può anche commuovere (c’è chi ne sarebbe capace) sul filo sonoro di Franco Micalizzi ma il movimento sta altrove e ha una forza che si avvicina davvero alla commozione quando quel montaggio di scarti, code, raccordi femminili risucchia il film dentro i sorprendenti titoli di coda. E’ quella biforcazione che in pulp fiction esaltava gli entomologhi del postmoderno, appagati dal giochino ad incastri, e da una prospettiva rovesciata permetteva di perdersi nei cluster, nei dis-accordi, o dis-astri, nel colore e nella luce, veri magneti di Pulp Fiction. Death proof ha la stessa potenza astratta, e ancora una volta, cluster, anche in senso strettamente musicale, mi sembra possa essere una delle suggestioni possibili. Per piccoli scarti e slittamenti, alla combinazione attualmente distribuita continuo a preferire la versione inclusa nel double-feature spartito con Rodriguez, quella di 85 minuti; dove il senso di perdita, di disorientamento, di deviazione, di viaggio nel tempo e nello spazio, è davvero terrifico e non rischia neanche per un istante di essere decodificato dal fantasma della perfezione, o peggio ancora dal gioco vintage.
Articoli simili...


Sisterworld, l’ultimo e recentissimo album dei Liars, Federico Fragasso ce ne parla e conclude il suo speciale in 5 parti dedicato ai Liars…
Jealousy Party, Ensemble fiorentino violenta le suggestioni della musica free più radicale (jazz e non solo), l’avant-rock più torbido, l’elettronica trasversale disturbata e scontrosa maneggiando cut-up eretici, bandistici sabba di percussioni muscolari; 4 date tra Roma e Firenze, i dettagli…
Fabio Pozzi Intervista Örvar Þóreyjarson Smárason dei Mum; foto di Francesca Pontiggia
John Cale e una versione rivista e corretta del suo tributo a Nico a Roma, 11 aprime 2010 in occasione del M.I.T, tra gli ospiti Laetitia Sadier, My brightest diamond, CocoRosie; tutti i dettagli su Meet In Town…
Da Acqui terme, Alessandria, Tom Ton Band con Brutal, britpop, retrogusto vintage, la recensione di Michele Baldini…
Odd Blood esce a tre anni di distanza da All Hour Cymbals, scarica due tracce in anteprima
La Wounded Bird Records pubblica una nuova versione CD di Church of Anthrax, album del 1971 che John Cale realizza in collaborazione con Terry Riley.
Quarta parte dello speciale in cinque puntate dedicato ai Liars e curato da Federico Fragasso…
Il debutto full lenght delle PENS su De Stijl records, i dettagli e un video…
Il nuovo contest di indie-eye è dedicato a Squarepusher; vinci un biglietto per la data di roma del 19 aaprile 2009!!!