Okkervil River @ urbino – Frequenze disturbate – 10 agosto
Di: Fabio Pozzi
Pubblicato il 29 agosto, 2008
In Concerti/eventi, Festival, Frequenze disturbate 2008, RECensioni, liveD |
[ Foto di Francesca Pontiggia; per il set fotografico completo del concerto di Okkervil River @ Frequenze Distrubate, vai da questa parte ]
Quella di Urbino è stata l’unica data estiva in Italia per gli Okkervil River, a concludere l’ultimo breve spezzone europeo del tour di supporto a “The Stage Names” e, in parte, di anticipazione di “The Stand Ins”, in uscita a settembre. Ottimo concerto quello della band capitanata da Will Sheff, da considerarsi ormai garanzia di qualità e divertimento.
Inizio abbastanza morbido con “Plus Ones”, stupenda ballata contraddistinta da un testo ironico e al tempo stesso profondo. Con il secondo ed il terzo pezzo, “A Hand To Take Hold Of The Scene” e “Black”, i texani dimostrano di essere realmente irresistibili quando il ritmo aumenta. Will Sheff si muove come un pazzo per il palco spinto da chissà quale forza e crea un gran rapporto con il pubblico, praticamente obbligato a saltare e cantare dai ritmi incalzanti dei due brani. Si torna su cadenze più lente con la successiva “A Girl In Port”, per poi ascoltare in anteprima il nuovo singolo, “Lost Coastlines”, assimilabile ai brani più veloci di “The Stage Names”, con gran lavoro di fiati e piano nel finale. Spazio poi per due tra i brani più drammatici dell’intera produzione degli Okkervil River, entrambi da quel gioiello che è stato “Black Sheep Boy”, cioè “A Stone”, che eseguita in acustico assume se possibile ancor più capacità di colpire e viene ascoltata da tutti in religioso silenzio, e “So Come Back, I Am Waiting”, ricca ed elaborata anche in questa dimensione live. Dopo “John Allyn Smith Sails” Sheff e compagni, sempre più padroni del palco, si buttano in una travolgente esecuzione di “Our Life Is Not A Movie Or Maybe”, a cui è impossibile assistere restando fermi. Le due anime della band trovano espressione anche nei brani posti in finale di set: “For Real” è intensa ed emozionante, frutto di una capacità di scrittura eccezionale, mentre “Unless It’s Kicks” è festosa e trascinante, senza per questo perdere in qualità.
C’è purtroppo tempo per un solo bis; la scelta cade su “Westfall”, ballata dalle tipiche sonorità alt-country tratta da “Don’t Fall In Love With Everyone You See”. Perdiamo così l’occasione di sentire un altro inedito, “Blue Tulip”, per cui aspetteremo le date di novembre a Milano, Roma e Bologna.
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