Musica e discografia, tornano le divisioni che danneggiano gli artisti.
Di: comunicato stampa
Pubblicato il 24 giugno, 2009
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La Fistel – Cisl segnala con piacere una ritrovata unità di intenti e di azione nel mondo della produzione musicale del nostro paese.
Nella prima parte del 2008 abbiamo assistito ad una razionalizzazione del settore, con la creazione di un sistema di filiera che ha radunato oltre 30 sigle del settore in rappresentanza di circa i 3/4 del fatturato musicale italiano. Questa nuova rete, che ha visto la FISTel CISL soggetto trainante e promotore, ha iniziato ad operare affrontando sinergicamente problemi che in passato avevano registrato forti divisioni tra gli operatori del settore.
E’ il caso del Decreto Ministeriale sull’Enpals per le quote dovute dai cantanti in sala di registrazione; o come il positivo avvio di dialogo per la costituzione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore discografico che vede sedere a uno stesso tavolo Cgil, Cisl e Uil, insieme alla discografia di Confindustria e alla discografia indipendente.
Purtroppo dobbiamo registrare che, dopo il promettente inizio, siamo tornati alle vecchie divisioni che male fanno all’intero settore aumentandone le difficoltà in questo periodo di crisi.
E’ il caso del tentativo, da parte delle grandi case discografiche, di escludere da ogni circuito la virtuosa e positiva presenza delle piccole imprese della discografia indipendente.
I recenti Wind Music Awards, apparsi in tre serate su Italia 1, potevano essere l’occasione di una festa dell’intera discografia italiana. In realtà l’iniziativa è risultata monca, in quanto è stata volutamente censurata AudioCoop, l’associazione dei discografici indipendenti riconosciuta da tutti i livelli, istituzionali e di mercato e che promuove una manifestazione importante come il Mei (Meeting Etichette Indipendenti).
Che ci fossero problemi lo si era già capito dall’iniziativa della FIMI e di alcune grandi case discografiche che hanno disdetto il positivo accordo per la promozione della musica italiana all’estero siglato e ben gestito per il 2008 da AudioCoop e che stanno proseguendo a boicottare. Anche in questo caso a farne le spese non saranno le major, ma le piccole e medie imprese italiane interessate a a sostenere i prodotti musicali italiani sul mercato estero.
Tali azioni danneggiano tutti; invitiamo tutti i protagonisti ad invertire la rotta delle loro azioni e a riprendere una collaborazione per la salvaguardia di un settore visti i tempi non sereni che ci attendono.
Bologna 24 giugno ’09
FISTel CISL Emilia Romagna
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