Nancy Elizabeth – Wrought Iron (Leaf label – 2009)
Di: Stefano Bardetti
Pubblicato il 17 settembre, 2009
In Folk, News, RECensioni, newREC[s] |
Il nuovo lavoro di Nancy Elizabeth ha un involucro meno barocco del precedente Battle And Victory, la songwriter polistrumentista di Wigan abbandona la presenza ingombrante dell’arpa, capace di assorbire tutto l’immaginario del suo comporre in una forma folk dalle caratteristiche epiche e sforna undici tracce essenziali e in buona parte trainate da una scrittura di tipo pianistico. L’intro strumentale e Bring on the hurricane, la traccia successiva, ci introducono in un mondo sonoro che ha più di un riferimento allo scheletro della scrittura di Shara Worden senza la stessa impalcatura sonora e probabilmente senza lo stesso talento. La stessa Bring on The Hurricane racchiude tutti i pregi e i difetti della musica di Nancy Elizabeth, spesso in cerca di un equilibrio espressivo tra l’accumulo e la sottrazione. L’intensità di Tow the line sgombra i dubbi ma è anche probabilmente la traccia che si avvicina maggiormente al minimalismo evocativo e scarno di Essie Jain in un modo piuttosto sfacciato. Feet of courage è un gran bel brano che gioca con sovrapposizioni vocali e una forma che si sposta da folk a pop con quell’idea di sperimentazione controllata che fa pensare a Kate Bush e in tempi più recenti a St.Vincent. Sono questi gli elementi che costituiscono Wrought Iron, un approccio semplice alla tradizione che funziona quando aderisce alla voce della Elizabeth e probabilmente eccede quando sovrappone abbellimenti stranianti (la tromba, fredda e distante, in Canopy e l’armonica, banalissima in The Act). Le splendide Ruins e Winter Baby ci raccontano come Nancy Elizabeth sia in grado di raggiungere un lirismo commovente per riduzione; ancora un passo e ci siamo.
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