Ariana Delawari – Lion of Panjshir (David Lynch MC – 2009)
Di: Michele Faggi
Pubblicato il 10 febbraio, 2010
In Experimental, Folk, News, Pop, Psychedelia, RECensioni, Weekly REC |
Le registrazioni di Lion of Panjshir cominciano a Kabul, nella casa di Ariana insieme a tre musicisti del luogo, Mohammad Wali – Tabla, Ghulam Hussain – Rabab e Ustad Almruddin – Deirubah; e si concludono a Los Angeles con una produzione più complessa, l’aggiunta di un sostegno orchestrale e la guida di David Lynch al banco. Se la produzione di Lynch si limita alla sola Suspend Me la sua influenza si fa sentire un po’ ovunque, soprattutto nella costruzione di un mondo sonoro che gioca a dadi con il tempo, non così distante da quelli esplorati insieme a Julee Cruise e Jocelyn Montgomery. Ciò che li rende tre attraversamenti simili e assolutamente unici è quel processo di avvicinamento che partendo da un riferimento specifico, gli anni ’50, il cantus firmus, la psichedelia Californiana, trova la sua sede in una terra di mezzo semplice e radicale come il sistema nervoso di un film diretto dal regista Americano. L’elemento che rende questa forma come uno tra i connubi più riusciti e stimolanti nella carriera musicale di Lynch è la scrittura di Ariana, e-radicata dalle sue origini e sottoposta ad un’oscillazione costante tra viaggio interiore e scultura sonora. La splendida Be gone taliban è uno degli episodi che preleva linfa da due mondi in un crossover visionario non così facilmente districabile, sviluppato lungo il racconto feroce della voce di Ariana; una tensione verso l’essenziale che ricorda Five Ways of disappearing di Kendra Smith, con la stessa estrema intimità a fare da guida. Magia astratta che si ripete nel folk velvetiano di The East, in un certo senso memore della lezione di Badalamenti sull’involucro country di Straight Story, oppure in quella strana fusione tra anni ’50 e derive ambient che è Don’t Fight the love, bellissima revisione del suono twang Lynchiano, e ancora We lived on a Whim, piano e voce in quella direzione ossessiva amata da John Cale. Suspend Me, come si diceva l’unico brano firmato da Lynch nel ruolo di produttore, è ovviamente una ballad sospesa e abbandonata nel tempo, cosi pura da fondere la voce di Ariana con un drone orchestrale quasi impercettibile.
Il teaser trailer di Lion of Panjshir diretto da David Lynch
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