Scout Niblett, Londra, 12 Maggio 2011, la foto intervista @ Cargo

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Pubblicato il 23 maggio, 2011
In Folk, InterWD, News, noise, RECensioni, Rock, Roots, Weekly REC |

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Ci si aspetterebbe una presenza indomabile. Invece no. Emma Louise Niblett, classe 1973, mette subito a proprio agio, si racconta con pacatezza e regala sorrisi ad ogni occasione. Tornata in tour in Europa per poche settimane, Scout approda a Londra per una data unica al Cargo, accompagnata alla batteria dall’ormai fedele Daniel Sigmund Henry Wilson, che presenta come “suo figlio”. L’adrenalinico show di Scout è a tutti gli effetti uno spettacolo a quattro mani: la loro sinergia è assoluta e un brano dopo l’altro i due si osservano e si incitano vicendevolmente, alla ricerca di un suono grezzo e tonante, valvola di sfogo per le adorate radici grunge che Emma continua ad esplorare e riaggiornare dal primo album Sweet Heart Fever, che quest’anno festeggia dieci anni dalla sua uscita. Preceduto da una roboante performance della nuova artista del South Dakota EMA, il set di Scout riserva più di una sorpresa. I pezzi dell’ultimo, ruvido album The Calcination of Scout Niblett (recensito da questa parte su indie-eye network) si riconfermano travolgenti e massicci, su tutti Cherry Cheek Bomb, in cui all’incisivo riff heavy di Scout la batteria di Daniel risponde perforante, quasi provocatoria: a concerto appena inziato, i due sembrano voler sfogare subito tutte le energie, senza tanti preamboli. Due cover, tra cui il classico reggae Uptown Top Ranking, richiesto dal pubblico ed eseguito da sola alla chitarra, e una Kidnapped By Neptune impeccabile, una sorta di rito propiziatorio ultraterreno, un inno alla creatività artistica cantato ad occhi chiusi, con la nota finale prolungata ad oltranza, quasi Scout stesse ululando in cerca di una risposta dal pianeta. Giubba di salvataggio e capelli raccolti a codini, è impossibile non intravedere in Emma l’atteggiamento di una bambina sorridente nel pieno del suo gioco preferito. Non è un caso che il suo nome d’arte sia ispirato alla voce narrante di To Kill a Mockingbird di Harper Lee, la piccola eroina Scout. L’abbiamo incontrata a soundcheck avvenuto, in completo relax su un divano del Cargo. Tra alchimia, rinascite, pianeti e progetti futuri ecco cosa ci ha raccontato. (continua alla pagina successiva...)

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Giuseppe Zevolli
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