IO?DRAMA – Da consumarsi entro la fine (ViaAudio records, 2010)
Di: Redazione IE
Pubblicato il 24 giugno, 2010
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Da consumarsi entro la fine, seconda prova dei milanesi IO?DRAMA, si presenta come un lavoro diviso e che con alta probabilità finisce per dividere anche il giudizio dell’ascoltatore. In buona sostanza quello che ascoltiamo è un disco di pop song con mature velleità cantautorali e un fondamentale legame nelle radici rock a un sound che potremmo definire post-Muse. A livello prettamente musicale gli IO?DRAMA sanno convincere, specie, è il caso di dirlo subito, per un uso attento, sapiente e non sporadico del violino che sa conferire anche a pezzi dalle armonie non propriamente originali, un suono nuovo. Ciò detto è però necessario puntalizzare che molto altro di questo lavoro pulitissimo e prodotto impeccabilmente (produzione affidata a Paolo Mauri già con Afterhours, Verdena, Prozac+, Calibro35) non convince. Non convincono anzitutto i testi che sembrano autolimitare le potenzialità autorali del disco: testi che appaiono a tratti come la versione più colta di quelli di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro e finiscono di frequente per ricalcarne solo il fastidioso buonismo e apparire anche più pesanti e leziosi degli originali. Non convincono poi, almeno su disco, i ripetuti momenti d’esplosione di chitarra, appunto a-la-Muse, che finiscono col rendere l’album nettamente datato.
L’abbiamo detto sopra, insomma, divide questo disco, perchè se da una parte abbiamo la hit Musabella che sembra ricordare qualcosa de Le Vibrazioni che furono e risulta essere un singolo potentissimo e un’ammiccante quanto riuscita canzone pop, dall’altra abbiamo un pezzo come Fosse stanotte l’ultima, dal testo opinabilissimo e dal romanticismo che finisce solo per risultare stucchevole, un pezzo che se non ci fosse, ancora una volta, il violino di Vito Gatto, non ci lascerebbe alcunchè. Se abbiamo un buon pezzo in chiusura come Gli ultimi versacci di Gregor Samsa che oltre a citare, in essenza, La metamorfosi di Franz Kafka, strizza l’occhio nell’ordine a Il Teatro degli Orrori e Verdena, senza dimenticare nel cantato, ancora una volta, i Negramaro, dall’altra parte c’è un pezzo debolissimo, ancora una volta soprattutto nel testo, come Saverio. Prova non riuscitissima, in definitiva, per gli IO?DRAMA, una band che con questo lavoro potrebbe comunque appassionare molti per via dell’essenza pop e dei rimandi commerciali ma anche per via di un’innegabile bravura con gli strumenti, qualcosa di così essenziale da mancare molto spesso a molti loro colleghi. (Giulia Cavaliere)
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