Crocodiles: Endless Flowers, la foto-intervista @ Indie-Eye.it
Di: Fabio Pozzi
Pubblicato il 7 agosto, 2012
In InterWD, News, Pop, Psychedelia, RECensioni, shoegaze, Wave, Weekly REC |
Quest’anno uno degli album più interessanti, per chi ama le sonorità che traggono ispirazione dalla new wave e dalla psichedelia, è sicuramente Endless Flowers dei Crocodiles. La terza prova della band di San Diego è infatti un ulteriore passo avanti, dopo i già buoni Summer Of Hate e Sleep Forever, nella definizione di un suono personale ma dalle radici ben chiare, posizionate tra la Manchester di inizio anni 80 e New York. Abbiamo incontrato Brandon e Charles per sapere qualcosa di più sull’evoluzione della loro musica, nell’attesa di vederli dal vivo in Italia a fine estate, per uno show che sicuramente non deluderà.
Iniziamo parlando del vostro nuovo album, Endless Flower, che arriva dopo Summer Of Hate e Sleep Forever. Sembra che abbia un titolo più solare rispetto ai precedenti, quasi hippy. Avete un nuovo mood hippy o il titolo ha altri riferimenti, ad esempio I Fiori Del Male di Baudelaire?
B: Più probabile che siano i fiori del male, ho una passione per la poesia francese. Ma può voler dire tutto, basti pensare che ci sono fiori sia ai matrimoni che ai funerali. È un titolo aperto, ogni interpretazione è possibile.
Per lavorare all’album vi siete spostati a Berlino. Cosa vi ha fatto andare via da San Diego?
B: Come molti artisti, abbiamo romanticizzato Berlino, la musica che lì è stata fatta e l’ambiente della città, che è anche oggi perfetto per fare musica. Inoltre la nostra etichetta ha sede proprio lì, quindi anche dal punto di vista finanziario e organizzativo è stato tutto più facile.
C: Avevamo considerato anche le possibilità di registrare a San Diego o a New York, ma non volevamo essere distratti. In quelle città abbiamo le nostre famiglie e i nostri amici e questo avrebbe potuto frenarci nel lavoro in qualche modo.
E se invece aveste la possibilità di scegliere una città in cui registrare solo sulla base della sua storia musicale, quale scegliereste?
B: Probabilmente New York, tra il 1972 e il 1982
C: per me non so, dipende, cambierebbe da quinquennio a quinquennio. Cerco di pensare anche a una città contemporanea, forse Los Angeles ha un buon numero di ottime band e una scena interessante; anche noi forse, venendo da San Diego, risentiamo in qualche modo di quello che accade lì. (continua nella pagina successiva…)
© 2012, Indie-eye REC. Riproduzione riservata. Tutti i diritti riservati
Indie-eye.it è un quotidiano online registrato al tribunale di Firenze n. 5757 e al Registro Operatori della Comunicazione n. 21322 – indie-eye.it 2005 – 2012










Seguici su: