Mystery Jets – Serotonin (Rough trade, 2010)

Di:
Pubblicato il 31 agosto, 2010
In newREC[s], News, Pop, RECensioni, RecNews |

Faccio coming out. Ho iniziato ad ascoltare Serotonin, terzo album degli inglesi Mystery Jets, all’incirca un mese fa, poco dopo la sua uscita, portandomelo da tutte le parti, lasciandolo in loop sia a casa sia sul lettore mp3. Non che sia sempre e necessariamente una cosa disdicevole, sia chiaro, ma oggi, dopo davvero numerosi ascolti di questo disco che, da titolo, si autoproclama all’insegna del summer party e dell’allegria, non riesco ancora ad associare ai suoi brani nulla di più profondo di una brocca di mojito di quelle che si ordinano sulla spiaggia per berne tutti insieme da lunghissime cannucce colorate. Un sound tanto accattivante quanto privo di spessore farebbe pensare che tre album in soli quattro anni siano un po’ troppi per questi ragazzi, soprattutto alla luce delle idee che sembrano decisamente latitare. Nemmeno la super produzione di Chris Thomas, uno che, per limitarci a una sola citazione, oltre ad aver lavorato, tra gli altri, con Elton John e i Pulp, ha prodotto I want you (she’s so heavy) e innumerevoli altri brani dei Beatles, è riuscita a regalare sostanza a un disco che trascina con sé, brano dopo brano, un costante senso di già sentito. La produzione, d’altronde, è l’abito, e se manca la forma anche l’abito non può che soffrirne. Impossibile non pensare ai Keane, fortunata formazione inglese che anche da noi si impose nelle classifiche pop qualche anno fa, grazie ad alcuni singoli che, seppur in forma più rock e meno pianistica, con l’aggiunta, sempre un po’ vaga e di non precisa connotazione, di alcune scelte elettroniche, sembra che i Mystery Jets ricalchino piuttosto fedelmente. Pop: è questo il complimento migliore che possiamo fare a Serotonin, un disco che sembra non avere alcuna pretesa intellettuale di ricercatezza e di profondità e che a tratti, epidermicamente, per qualche ragione forse legata a una simile vocalità dei cantanti, ricorda gli indimenticati The Ark. Tra uno stentato tentativo di sperimentare un po’ su melodie essenziali come avviene in Lorna Doone, brani perfetti per una festa in spiaggia come Show me the light e la title-track Serotonin e altri incalzanti singolini come Dreaming of another world, trovano spazio anche abbozzi di ballate e reminiscenze 60s (rispettivamente Melt e Lady Grey). La sensazione, tuttavia, è che nulla permanga e tutto tenda a perdersi ascolto dopo ascolto e che quindi, di base, non ce ne fosse davvero bisogno. (Giulia Cavaliere)

Mystery Jets su myspace

Licenza Creative Commons
Mystery Jets – Serotonin (Rough trade, 2010) by http://www.indie-eye.it/recensore/2010/08/mystery-jets-%e2%80%93-serotonin-rough-trade-2010/questo articolo è protetto da licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported License.

© 2010 – 2011, Indie eye REC. Tutti i diritti riservati salvo ove diversamente specificato. Il materiale audiovisivo prodotto da www.indie-eye.it viene regolato secondo le indicazioni segnalate nelle note legali della testata.Indie-eye.it è un quotidiano online registrato al tribunale di Firenze n. 5757 e al Registro Operatori della Comunicazione n. 21322 – indie-eye.it 2005 – 2012

Per contattare la redazione di Indie-eye scrivi a info@indie-eye.it. Oppure vieni a trovarci su Facebook attraverso questi profili: Indie-eye Pagina Fan su FB | REC su Facebook | Straneillusioni su Facebook | Indie-eye su Twitter | Indie-eye su Youtube | Indie-eye su Vimeo
Redazione IE
Redazione IE
Leggi tutti gli articoli di Redazione IE

Articoli simili...