Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Nel ’31 Vigo filma per dieci minuti Jean Taris, ventinove volte campione di nuoto nella Francia degli anni ’30 e medaglia d'argento nei 400m alle Olimpiadi di Los Angeles nel ‘32. 

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Nel ’31 Vigo filma per dieci minuti Jean Taris, ventinove volte campione di nuoto nella Francia degli anni ’30 e medaglia d’argento nei 400m alle Olimpiadi di Los Angeles nel ‘32. E’ un corto didattico, girato su commissione della Gaumont-Franco Film-Aubert, per illustrare le tecniche natatorie di Taris, le sue innovazioni idrodinamiche, quel tipico scatto della testa, sempre molto alta sull’acqua, nell’eseguire la respirazione da entrambi i lati, le virate dopo aver toccato con la mano il bordo della vasca e i tuffi che affidano allo slancio delle braccia la spinta propulsiva di maggior efficacia, mentre le mani sembrano rompere la superficie dell’acqua ad ogni bracciata. Esperimento figurativo di forte impatto per la novità di concezione impressa dalla regia e per l’arditezza e la perizia di Boris Kaufmann alla fotografia, Taris ou la natation introduce le prime riprese subacquee della storia del cinema, facendo di un semplice documentario un’opera insolita e originale, che cattura nell’atto stesso del guardare, per le qualità iconico-diegetiche incommensurabili nel trasformare Taris in un vrai roi de l’eau, creatura acquatica che s’immerge nel suo elemento naturale, si avvolge in esso come in morbida placenta e lo domina con falcate veloci. Nelle immagini subacquee Vigo mise a punto capacità teniche e potenza visionaria che confluiranno poi ne L’Atalante, quando le possibilità espressive dell’acqua e del movimento corporeo che vi è immerso divennero funzionali  alle intenzioni comunicative dei personaggi. Slow-motion in immersione e fulminei ritorni in superficie, luce subacquea che crea contrasti cromatici e suggestivi passaggi chiaroscurali nella scia lasciata dal corpo in movimento, una forte carica drammatica si sprigiona nel susseguirsi di propulsione, appoggio e presa della mano che entra in acqua, trazione e infine spinta, mentre la massa d’acqua resta indietro spumeggiante. Lo speaker commenta instancabile col suo megafono dal bordo piscina, sentiamo il rumoreggiare  della folla, poi la voce dell’acqua prende il sopravvento, ogni movimento di Taris è registrato, il ralenti interviene a tratti a guidare la visione, stile libero, dorso e rana si alternano mentre il viso dell’atleta emerge in primo piano nel cono di luce che lo circonda, la spinta delle gambe nella virata crea un bianco mulinello subacqueo, il corpo si avvita e la macchina lo segue da angolazioni multiple. Fuochi d’artificio sott’acqua, il campione ha concluso la sua performance, si avvicina all’occhio che lo riprende, colonne tremolanti di bolle lo avvolgono, sorride, piccole gag su fondo piscina e via, torna sul podio con un balzo ma … indossa cappotto e bombetta, saluta e si avvia camminando sull’acqua. Come non pensare a Chance, il giardiniere di Oltre il giardino, tanti anni dopo?

Paola Di Giuseppe

Jean Vigo
Taris ou la natation
Francia - 1931

Durata 10 min
Origine e anno Criterion Collection - 2011