venerdì, Settembre 24, 2021

The Power of the dog, la colonna sonora di Jonny Greenwood

Jonny Greenwood racconta il suo lavoro sulla colonna sonora di The Power of The Dog, il film di Jane Campion in concorso a Venezia 78.

Jonny Greenwood, già chitarrista dei Radiohead e candidato all’oscar, ha realizzato le musiche per numerose colonne sonore. Ricordiamo quelle per Norwegian Wood, The Master, Vizio di Forma, Il filo Nascosto, Il Petroliere. Per The Power of the dog, il film di Jane Campion in concorso a Venezia 78, ha lavorato a distanza, dalla sua casa Inghilterra, a causa delle restrizioni imposte dal COVID: “Sono felice di aver scritto e registrato questa colonna sonora- ha affermato Greenwood – Jane è di mente aperta e si fida molto, infatti non ho creato demo vere e proprie per gran parte delle mie idee e le registrazioni finali sono state spesso le prime che ho fatto.”

Il corno per il riverbero nelle scene paesaggistiche e il pianoforte meccanico atonale sono state tra le prime proposte. Secondo Greenwood, quest’ultimo “è sembrato la scelta più sensata” per rievocare la discesa di Rose nell’abisso della paranoia e dell’alcolismo.

Emile Sherman, produttore e fondatore della See Saw Film, racconta come la sua casa di produzione avesse in passato provato a collaborare con Jonny, ma è servita Jane Campion per convincerlo. Ha accettato il progetto molto presto, dando il suo tono straordinario all’intera produzione. “Il mio pensiero ricorrente era questo: il film è ambientato in epoca moderna”, sottolinea Greenwood. “Spesso invece pensiamo che le storie di cowboy siano legate all’Ottocento. Phil è un personaggio colto, ha uno spiccato talento per il banjo e non è difficile immaginarlo con gusti musicali sofisticati. Quello che amo di più dei personaggi così intricati e repressi è la possibilità di accompagnarli a una musica altrettanto complessa. D’altro canto ho scelto musiche più semplici e dolci per suo fratello, che è l’esatto opposto. Passare dall’uno all’altro personaggio è stato molto stimolante. E durante tutto il processo ho potuto contare sull’entusiasmo gentile di Jane e del suo team, che mi hanno ispirato e hanno reso i mesi di lavoro non solo produttivi ma piacevoli.”

Tanya Seghatchian, produttrice del film ha confessato di non veder l’ora di lavorare insieme a Greenwood: “Cercavamo la sua intensità e originalità. La musica è a suo modo una voce, un personaggio vero e proprio. Jonny ha avuto idee davvero creative. Il violoncello suonato come un banjo e il pianoforte atonale per la trasformazione di Rose hanno creato una colonna sonora unica nel suo genere. Il corno e gli archi hanno espresso tutto il dolore della storia e trasmesso un senso di struggimento al film”

Fabiola Destrieri
Critico cinematografico. Si occupa della relazione tra arte e cinema. Ha collaborato con alcune riviste del territorio milanese e con alcune gallerie d'arte.

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