Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Una commedia al femminile che snoda i punti cardine della vita di una donna in una soluzione di vincente ironia 

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Agnès Jaoui è Aurore, una donna che ormai arrivata al fatidico traguardo dei cinquant’anni si pone le insicurezze di un’età problematica per il genere femminile. Separata e nuovamente alla ricerca di un lavoro, ha due figlie che percorrono un cammino molto diverso fra loro: la prima, la più grande, è incinta, mentre la seconda ha perso la testa per un ragazzo con poco da dare. Aurore soffre la solitudine e le continue avvisaglie di un tempo trascorso troppo in fretta, fino al casuale incontro con un amore giovanile che, tra mille complessi, la risveglierà dal torpore dei suoi dubbi.

La regista Blandine Lenoir firma una pellicola tutta al femminile portando sul grande schermo una tematica dalla difficile narrazione emotiva, laddove il pericolo di un approccio banale e stantio è sempre dietro l’angolo. Grande merito per la riuscita del film è sicuramente nel talento di un’attrice come Agnès Jaoui, indubbiamente incline ad un ruolo che fa suo senza mezzi termini, portando in scena ogni sbalzo umorale della protagonista con incredibile naturalezza e donando al quadro totale un profondo senso di spontaneo coinvolgimento.

Lo scorrere del tempo e il sopraggiungere di un’età ‘mezzana’ dove la gioventù vive come ricordo e la vecchiaia è uno spettro che incombe, sono questioni che trovano un degno spazio nella cornice di una commedia in puro stile francese, arricchita da un impianto volutamente pluri accessoriato di contrasti che rendono gli aspetti divertenti, ma anche quelli tristi, di sicuro impatto. Così la commedia diviene dramma e il dramma sfocia in comicità, sottolineando nel suo stesso assetto la fenomenologia emotiva e ormonale che colpisce Aurore, portandola dal riso al pianto senza apparente logica.

Malgrado la pluralità di elementi che rendono 50 primavere una pellicola più che godibile, l’espediente dell’amore passato che torna a dar nuova verve alla vita di Aurore appare anacronistico e forzato, un accorgimento artificioso poco credibile e blasonato che rischia quasi di spezzare l’armonia di un contesto carico di elementi degni di nota.

Quel che è certo e inconfutabile resta la vincente presenza di un cast femminile dallo sguardo ampio e totalizzante, che scruta le tappe di un cammino ricco di ostacoli rimarcando le inesauribili potenzialità che ogni età può riservare senza perdere il gusto di una poetica grazia.

Blandine Lenoir
50 primavere
Francia - 2017

Con Agnès Jaoui, Thibault de Montalembert, Pascale Arbillot, Sarah Suco, Lou Roy-Lecollinet
Durata 89 min
Titolo originale Aurore