Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Taschen pubblica un mastodontico volume di quasi 700 pagine dedicato al cinema di Alfred Hitchcock. Oltre al dettagliato saggio del curatore Paul Duncan, il volume presenta un vastissimo archivio di fotografie, alcune delle quali rarissime, tra backstage, foto catturate sul set e altri scatti, elaborando uno storytelling visuale che consente salti e attraversamenti dal testo all'immagine. Il volume è distribuito per l'Italia da Logos Edizioni 

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La bibliografia dedicata al cinema di Alfred Hitchcock è vastissima e copre un’altrettanto ampia varietà di combinazioni ermeneutiche, utili per accedere alla filmografia di uno degli autori di Cinema più analizzati. Taschen, la cui qualità delle pubblicazioni si lega soprattutto alla dimensione visuale e iconografica, mette in commercio un ottimo volume di documentazione che copre tutte le produzioni del cineasta britannico, a partire da “The Pleasure Garden” del 1925, fino a “Family Plot” del 1976. Più di 680 pagine ricche di fotografie, molte delle quali rarissime e scattate durante la lavorazione dei film. Diviso in due grandi sezioni, analizza da un punto di vista storico la carriera di Hitchcock nelle prime 215 pagine, affidando la parte più consistente del volume alle ampie schede dedicate ai 53 film.

La prima parte è costituita da un ampio saggio scritto da Paul Duncan, storico del cinema e autore Taschen per eccellenza, se si considera la quantità di volumi dedicati alla storia del Cinema, curati per la casa editrice tedesca. Il suo è un compendio utilissimo e un’introduzione tutto sommato esaustiva al Cinema di Hitchcock, con l’ago della bilancia spostato sugli aspetti e le occorrenze produttive. Senza sfiorare l’aneddotica tout court e con una buona bibliografia di supporto, Duncan elabora un percorso chiaro e divulgativo che allinea l’analisi teorica sul piano di quella tematica.
Una scelta accessibile e che consente di navigare nella sterminata proposta fotografica del volume, contestualizzando le immagini e avvicinando in modo più diretto e sensoriale gli aspetti pragmatici del cinema di Hitchcock.

Molto del lavoro narrativo del volume è affidato ad uno storytelling visuale che consente salti e attraversamenti dal testo all’immagine. Suddivisa in pochi, ampi capitoli, questa sezione aggancia le citazioni e gli statement dello stesso Hitchcock al discorso storico di Duncan, per stabilire connessioni dirette con le foto, che occupano ogni singola pagina del volume.

Gli still-frame, presenti comunque con un ampia selezione, dialogano quasi sempre con il disvelamento delle immagini realizzate sul set, già oltre l’occhio del réalisateur.

Tra i fotogrammi di “Blackmail” spunta una foto di Hitch mentre esegue un test audio con Anny Ondra per valutarne l’accento e l’inflessione Ceca, decisamente problematica per il ruolo di Alice White. Nella foto, che congela Hitch come un intruso entro lo spazio definito dall’attrice di origini Ceche, sembra rivelarsi tutta la tensione tra immagine e suono, in quello che rimane un fondamentale film di passaggio nella storia del cinema Inglese.

Sono numerosi gli esempi di questo tipo e assumono di volta in volta differente intensità narrativa o analitica. Uno degli aspetti più affascinanti è legato alla rivelazione della vita sul set, con le foto panoramiche che consentono di ricostruire la dinamica di una sequenza o più semplicemente l’organizzazione della scena; tra queste, uno scatto di “To Catch a Thief” realizzato sul tetto, uno che ingloba un’ampia prospettiva di lavoro durante le riprese di “Skin Game” (1931), tutte quelle che tra “Shadow of a Doubt“, “Rope” e “Rear Window” mostrano l’esoscheletro di una sequenza, come complessa sinergia collettiva. Il contributo più noto in questo senso è il servizio fotografico che Robert Capa realizzò durante la lavorazione di “Notorious“, documentando la sequenza della festa, qui riprodotto ad una qualità eccellente.

Ma è la dimensione umana, incagliata tra gli scatti pubblicitari e quelli realizzati durante le pause di lavorazione, a riservare le maggiori sorprese. Hitch che non visto, getta uno sguardo tra desiderio e curiosità verso Edna Best mentre questa, sul set di “The Man Who Knew Too Much” (1934), ripassa la parte appoggiata sulla spalla del protettivo regista; Marlene Dietrich che tenta di sedurre un reticente sir Alfred con l’ausilio del piede nudo impudicamente scoperto, durante una pausa sul set “Stage Fright” (1950); uno splendido interno di “Marnie” (1964) dove Tippi Hedren e Sean Connery parlano seduti su un divano e Hitchcock, esausto, si regge la testa, seduto su una poltrona dal lato opposto della stanza, quasi a sottolineare quella tensione emotiva che si manifestò sul set tra il regista inglese e l’attrice del Minnesota.

Alfred Hitchcock, The Complete Films” documenta anche gli aspetti promozionali legati ai film del grande regista, con l’inclusione di una serie di scatti pubblicitari e il backstage di alcuni trailer che vivono di vita propria, come quello realizzato per l’uscita di “Frenzy” dove Hitch galleggia supino a braccia conserte, sulle acque del Tamigi; le foto del volume aggiungono alcune suggestioni in più rispetto ad uno dei promo più belli della storia del cinema.

Più tradizionale la seconda parte del volume dedicata ai 53 film; ricca di fotografie, si limita agli still-frame, organizzati per ricostruire la sinossi, mentre l’ampia scheda di circa sei pagine per ciascun titolo, esamina gli aspetti produttivi, dedicando un info-box aggiuntivo ad attori, attrici, direttori della fotografia e tecnici che hanno collaborato alla realizzazione del film. 

La sezione conclusiva è dedicata alle apparizioni di Hitchcock nei suoi film. I Cameos documentati sono 42; il conteggio è ottenuto con le 39 apparizioni, di cui una doppia in “The Lodger” (1927), quella rimossa di “The Wrong man” è la meno nota comparsa sul set fotografico di “Have You Heard? (The Story of Wartime Rumors)“, servizio realizzato e diretto dallo stessso Hitch per Life Magazine con l’aiuto del fotografo Eliot Elisofon. Nel foto-drama commissionato dalla rivista per supportare lo sforzo bellico della nazione e pubblicato il 13 luglio del 1942, mentre si crea tensione crescente mostrando l’effetto negativo dei “rumors” per il compito degli Alleati, Hitch compare nella parte di un barista. Come quarantatreesimo cameo viene considerato anche l’esilarante scatto di Philippe Halsman dove una sorridente Alma Reville apre il frigo per conservare un bel pollo arrosto, mentre nel comparto più alto dell’elettrodomestico la testa (di cera) del marito guarda minacciosa il vuoto. 

I contributi fotografici del volume Taschen sono stati raccolti in gran parte grazie al contributo dell’archivio nazionale BFI e ad alcuni contributi di Corbis, Heritage Auctions, Herbert Klemens/Filmbund Fundus Robert Fischer, Hulton Getty Archive, The Kobal Collection, Magnum. 

Alfred Hitchcock The Complete Films può essere acquistato per 25 € sul sito di Logos Edizioni, distributore italiano per i volumi Taschen. Il volume è un bel cartonato rilegato in tela; le dimensioni sono cm 17,0 x 24,0. Le pagine sono 688, la lingua del volume è l’inglese.