giovedì, Settembre 16, 2021

America Latina di Fabio D’Innocenzo, Damiano D’Innocenzo: recensione, #Venezia78 – Concorso

Non c’è niente di rassicurante o di consolatorio in America Latina, un dramma oscuro concepito con velenosa intelligenza per catturare i nostri tormenti e le nostre paure. L'ultimo film dei fratelli D'Innocenzo in concorso a #Venezia78

America Latina è una favolaccia, insidiosa ma dal calore travolgente. Damiano e Fabio D’Innocenzo dalla periferia di Roma si spostano a Latina, dai quartieri popolari a una lussuosa villa con piscina, ma l’atmosfera resta nauseante.

Il protagonista è ancora Elio Germano, ancora padre ma Massimo a differenza di Bruno, non è animato da quella mascolinità nociva che caratterizzava il suo personaggio in Favolacce. È un professionista, un uomo tranquillo, capace di conservare la propria rispettabilità in un estenuante esercizio di autocontrollo.

Il suo è un tenace tentativo di normalizzazione rispetto a ciò che ha vissuto, il passato, per quanto lo si possa solo immaginare, incombe su ogni angolo del suo corpo. La casa vissuta all’inizio come spazio di incontenibile gioia diventa il luogo di una cupa paranoia, questo mutamento spinge il film quasi sull’orlo di un thriller, caratterizzato da uno stato di tensione sempre più manifesto.

La realtà di Massimo viene scossa e attaccata da un nemico, da un minaccioso altro che permea tutto il tessuto a lui intorno, allontanandolo ogni giorno di più dalla sua vita.
Tutto quello che succede potrebbe essere vero ma potrebbe allo stesso tempo essere un’allucinazione, un pericoloso autodafé di Massimo frutto di una pressione ideologica e normativa.

Il collasso di un sogno, la testimonianza di una resa di fronte all’effervescente instabilità che si nasconde dietro ognuno di noi.

Il racconto volutamente enigmatico lascia libertà interpretativa allo spettatore, catalizzando l’attenzione sulle splendide inquadrature che i fratelli D’Innocenzo orchestrano e sulle onde di una narcosi ritmica e una pazzia riflessa che scaturiscono dalle note dei Verdena a cui è stata affidata la colonna sonora.

Non c’è niente di rassicurante o di consolatorio in America Latina, un dramma oscuro concepito con velenosa intelligenza per catturare i nostri tormenti, le nostre paure, le nostre debolezze lasciandoci con più interrogativi che risposte.

America Latina di Fabio e Damiano D’Innocenzo (Italia, Francia 2021 – 90 min)
Interpreti: Elio Germano, Astrid Casali, Sara Ciocca, Maurizio Lastrico, Carlotta Gamba, Federica Pala, Filippo Dini, Massimo Wertmüller
Sceneggiatura: Damiano e Fabio D’Innocenzo
Fotografia: Paolo Carnera
Montaggio: Walter Fasano
Scenografia: Roberto De Angelis
Costumi: Massimo Cantini Parrini
Musica: Verdena
Suono: Maricetta Lombardo
Effetti visivi: Chromatica

Francesca Fazioli
Laureata nelle discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo, ha frequentato un Master in Critica Giornalistica all'Accademia d'arte drammatica Silvio D'Amico e una serie di laboratori tra cui quello di scrittura cinematografica tenuto da Francesco Niccolini e Giampaolo Simi. Oltre che con indie-eye ha collaborato e/o collabora scrivendo di Cinema e Spettacolo per le riviste Fox Life, Zero Edizioni, OUTsiders Webzine

ARTICOLI SIMILI

Voto

IN SINTESI

Non c’è niente di rassicurante o di consolatorio in America Latina, un dramma oscuro concepito con velenosa intelligenza per catturare i nostri tormenti e le nostre paure. L'ultimo film dei fratelli D'Innocenzo in concorso a #Venezia78

INDIE-EYE SU YOUTUBE

Advertismentspot_img

FESTIVAL

ECONTENT AWARD 2015

spot_img