Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Tutti i premi della 37ma edizione di Asolo Art Film Festival con le motivazioni della giuria di qualità costituita da Roberto Pisoni, Philippe U. del Drago, Helena Kritis, Piero Deggiovanni, Silvia Calderoni e Virgilio Villoresi. Il festival diretto da Cosimo Terlizzi si è concluso ieri e per tre giorni ha trasformato Asolo in un centro mondiale del Cinema D'Arte. Tutti i dettagli 

Di

Si è conclusa ieri la 37ma edizione di Asolo Art Film Festival, la rassegna più longeva dedicata al rapporto tra cinema e arti figurative, nata nel 1973 e prima tra tutte ad indagare ibridazioni e nuovi linguaggi. Il direttore artistico Cosimo Terlizzi ha portato a casa un’edizione rinnovata e assolutamente innovativa, che ha sfruttato al massimo la suggestiva cornice della città e i tutti i luoghi intorno al Teatro Duse, dove è andata in scena una particolare versione di “Cenere”, l’unica interpretazione per il cinema della divina Eleonora Duse, rivista per la regia dello stesso Terlizzi con una performance nata e sviluppata dal connubio tra narrazione, rimusicazione, cinema e reading teatrale. In programma dal 20 al 23 giugno, il festival ha trasformato Asolo in un vero e proprio centro mondiale del Cinema D’Arte, indagato attraverso forme che escono dai confini imposti di entrambe le cornici. Le opere selezionate dal festival erano una cinquantina su circa 500 provenienti da 45 paesi del mondo.  Terlizzi ha inoltre introdotto alcune nuove categorie tra cui quella dedicata alla Post Internet Art, (selezionatore, Piero Deggiovanni) che esamina il modo in cui la rete entra nella dimensione quotidiana e di come gli artisti siano in grado di trarre linfa da questo scambio tra individuo e presenza tecnologica. Altra nuova categoria, la sezione fuori concorso chiamata Affioramenti, frutto della relazione con le università e le Accademie di Belle arti e che porta quindi il punto di vista delle nuove generazioni.  Le altre sezioni erano Films on Art (selezionatori Vito Contento, Riccardo De Cal e Valeria Raho) Art films & Video art (selezionatori Davide Mastrangelo, Milo Adami, Muna Mussie) ed infine  la sezione non competitiva Videoclip (selezionata Da Michele Faggi) 

La giuria internazionale del festival era costituita da Roberto Pisoni, Philippe U. del Drago, Helena Kritis, Piero Deggiovanni, Silvia Calderoni e Virgilio Villoresi.
Le opere vincitrici della 37ma edizione del festival, con le motivazioni della giuria, sono le seguenti

 

GRAN PREMIO ASOLO 2019

Gli Indocili di Ana Shametaj.

Motivazione: Per l’abilità di catturare il processo creativo in modo onesto e immediato, non storicizzando, bensì accompagnando lo scorrere del tempo collettivo della creazione.

Il premio è stato consegnato da Virgilio Villoresi.

Il Film narra di un processo di creazione, di un gruppo di 12 giovani attori performer che sotto la guida dei maestri Cesare Ronconi e Mariangela Gualtieri del Teatro di Valdoca hanno passato tre mesi di vita insieme e studio comune, per divenire un sol coro e un corpo unico e compatto in scena.

Ana Shametaj, gran premio Asolo 2019 per “Gli indocili”

PREMIO ASOLO – MIGLIOR FILM SULL’ARTE – LUNGOMETRAGGIO

Five Sesons: The Garden of Piet Oudolf di Thomas Piper.

Motivazione: Per la sua capacità di rendere simbolicamente il mondo poetico del grande paesaggista penetrandolo con sensibilità fin dentro le sue creazioni.

Il premio è stato consegnato da Piero Deggiovanni.

Five Sesons: The Garden of Piet Oudolf di Thomas Piper.

PREMIO ASOLO – MIGLIOR FILM SULL’ARTE – CORTOMETRAGGIO

Landing, di Shirin Sabahi

Motivazione: Per una camera che accarezza un’opera labirintica, per la leggerezza e l’originalità dello sguardo su un’architettura magnificente e misteriosa. Per la qualità della produzione che rivela la poetica dell’oggetto filmato.

Il premio è stato consegnato da Philippe U. del Drago.

PREMIO ASOLO – MIGLIOR FILM D’ARTE

The Hymn of Moscovy, di Dimitri Verkov

Motivazione: Suggerisce come un semplice gesto, come quello di capovolgere una camera, possa ricreare un mondo nuovo a tre dimensioni. L’architettura e lo spazio urbano della metropoli di Mosca si svuota di retorica e di gravità lasciando lo spazio a nuove rivoluzioni galattiche.
Il premio è stato consegnato da Silvia Calderoli.

Landing di Shirin Sabahi

PREMIO ASOLO – MIGLIOR OPERA POST INTERNET ART

Weeping on a Pile Carpet, di Désirée Nakouzi De Monte, Andrea Parenti

Motivazione: Questo film getta uno sguardo avvincente in un mondo dove regnano le sottoculture e le comunità fetish. Un particolare tipo di bellezza è evocato attraverso la banalità di una cucina sporca o di un letto disordinato. Per la capacità dei registi di catturare momenti fugaci di intimità, seduzione e vulnerabilità tra due persone che cercano di connettersi nel regno online.

Il premio è stato consegnato da Helena Kritis.

Menzioni Speciali.

Menzione speciale della Giuria data da Fabbian Ligthning, main sponsor di Asolo Art Film Festival 2019

Again di Mario Pfeifer, Germany, 2019.

Nella motivazione si legge “Per aver indagato con coraggio un caso di cronaca e, decostruendolo con gli strumenti della messa in scena televisiva, aver messo in evidenza la confusione contemporanea tra coraggio civile e giustizia privata”.

Il premio è stato consegnato da Damien Modolo, in rappresentanza di Roberto Pisoni.

Tre le Menzioni Speciali OPERAESTATE assegnate a opere sulla danza:

INNER FLAME Regia: Vidi Bilu . Il film è stato scelto perché “Inner Flame ci ricorda che la danza è un Diritto dell’Umanità. Invita a considerare diverse definizioni del concetto di eccellenza e a pensare alla danza come l’arte che connette, più di ogni altra, le persone al proprio corpo e all’umanità. La danzatrice Yaara Moses è, nel film, un’interprete strepitosa

NATION OF MASKS Regia: Patrice Sanchez, France, 2018.

Nella motivazione si legge che:  Nation of Masks con colori vivaci, ritmo e sapiente composizione coreografica, ci immerge nel mondo poco conosciuto degli spiriti sacri di Casamance dove un’intera comunità partecipa a un rito che si trasmette e perpetua nel tempo. Nel film il corpo diventa archivio della conoscenza collettiva, la danza è espressione di coesione sociale, strumento di protezione collettiva e catalizzatore di empatia ed emozioni. Inner Flame e Nation of Masks erano in concorso nella Categoria Short Films on Art.

MITTEN, di Olivia Rochette, Gerard-Jan Claes,Belgium, 2019.

Nella motivazione della giuria si legge che “Mitten seguendo le ultime settimane di prove di Mitten wir im Leben sind, offre un eccezionale sguardo sull’affascinante e articolato processo creativo e compositivo della coreografa belga Anne Teresa De Keersmaeker, della sua compagnia Rosas e del violoncellista Jean-Guihen Queyras. L’immersione in un universo dove si sviluppa uno studio attento della composizione coreografica e musicale, dove si pratica un rimodellamento e affinamento continuo dell’opera, dove la precisione e per il dettaglio sta alla base dell’impronta digitale artistica dell’autrice, è trasmessa dallo sguardo attento e paziente dei cineasti, capaci di cogliere e condividere dettagli e sfumature del lavoro della coreografa, del musicista e dei danzatori.

Menzione speciale La Festa di Cinema del reale

KEMP di Edoardo Gabbriellini

Motivazione: “Per la capacità di mettere in scena le narrazioni di un grande artista facendo immergere lo spettatore nei paesaggi del volto, della memoria, della creatività di un attore, danzatore, mimo e performer che supera le barriere e i confini del reale e della finzione”

Menzione Speciale Ibrida Festival delle Arti Intermediali di Forlì

Kemp di Edoardo Gabbriellini durante la proiezione. Foto di Annalisa Scarpa

OH BOY! di Hadi Moussally, France, 2019.

Nella motivazione si legge “Quando la danza si ibrida perfettamente con il video lascia un segno distintivo, immediato, universale, capace di esorcizzare le proiezioni negative che ci accompagnano nella quotidianità. Tecnicamente impeccabile, nella scelta delle inquadrature, dei close-up del corpo, nel montaggio che lascia il tempo e lo spazio necessario alla elaborazione delle immagini e, infine, l’utilizzo dello schermo che si espande lentamente fino alla catarsi nel campo di lavanda per poi ricomprimersi velocemente, diventando, così, un elemento chiave nella narrazione e poetica del video. Assistiamo finalmente alla manipolazione digitale che si mostra e non dimostra”.

Menzione Speciale IBRIDA Festival delle Arti Intermediali, Forli

INCAVI di Lisa Lamon per la Categoria Affioramenti.

Nella motivazione si legge che è “Un lavoro giovane, ma ricco di intuizioni ed energia. L’accostamento semplice e poetico tra natura e corpo, lascia spazio alla contemplazione e che non vincola lo spettatore ad un’unica prospettiva, ma lo lascia libero di esplorare tra le pieghe del corpo fino a sentirne il respiro profondo. Nota distintiva per l’utilizzo del suono e della musica che fanno da collante alle immagini, aggiungendo un tono intimo alla narrazione. Infine, con questo premio, nella sezione affioramenti, vogliamo stimolare la ricerca di giovani artisti di talento.”