Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Giunto alla 36ma edizione, il Festival Internazionale di Cinema e Donne quest'anno si articola in sei serate dedicate a sei cinematografie nazionali. Tra gli ospiti, Costanza Quatriglio, Margarethe Von Trotta, Micheline Lanctot, Ines Oliveira, Lorenza Mazzetti 

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Sono ben 36 le edizioni del Festival Internazionale di Cinema e Donne, un lavoro rigoroso e costante portato avanti da Paola Paoli e Maresa D’Arcangelo sin dal 1978, quando gli anni “ruggenti” delle rivendicazioni erano ancora molto vicini e la discussione sull’aborto stava raggiungendo l’apice tra leggi disattese o incomplete, l’occupazione del Policlinico di Roma e altri episodi che hanno segnato tappe importanti nella storia Italiana; ma non solo, perchè in ambito cinematografico, le prime teorie sul cinema affrontate da una prospettiva legata agli studi di genere si stavano sviluppando in quegli anni, e un testo seminale come “Visual pleasure and narrative cinema” scritto da Laura Mulvey, era stato pubblicato solo tre anni prima rispetto alla nascita della rassegna di Paola e Maresa.

Proprio per questo, un festival come quello Internazionale di Cinema e Donne è diventato negli anni un osservatorio importante per raccontare complessi processi identitari, politici e teorici, senza il rischio che perdesse forza e attualità.

L’origine del mondo” ha detto Paola Paoli oggi durante la conferenza stampa di presentazione del festival spiegando il titolo tematico della 36ma edizione “può essere un luogo importante, come un festival, dove si mette in pratica quella cultura delle donne, che trova un significato preciso nella rappresentazione, nella discussione e nella valorizzazione di tutto quello che è emerso con grande urgenza in un contesto sociale più ampio, aspetti tutt’ora urgenti perchè si parla di donne solo quando sono vittime di violenze, mentre noi vorremmo parlarne quando raccontano un mondo nuovo e diverso, attraverso il loro sguardo e la loro presenza

Il festival quest’anno presenta sei diverse cinematografie nazionali, suddivise per le sei giornate complessive di programmazione, si comincia con la Svezia, già protagonista di una vecchia edizione del festival nel 1982 e che ritroviamo dopo 30 anni con uno sfondo sociale completamente diverso ” quello Svedese è un punto di vista che ci interessa molto” ha aggiunto Paola Paoli “proprio perchè quello di cui parlano le autrici di questa cinematografia riguarda i rapporti e le relazioni di potere nella nostra società. Teniamo conto che la svezia ha un programma molto articolato e di effettiva parità promosso dallo Swedish Film Institute dove la quota di assegnazione dei fondi non è certo quella “rosa”, ma rappresenta esattamente il 50 per cento

La sezione di riferimento per la Svezia si chiama Guerriere del Genere, ricognizione sulla nuova generazione di registe svedesi, occasione per fare il punto della situazione insieme all’ambasciatore di Svezia a Roma Ruth Jacoby, giovedi 6 novembre in Sala degli Specchi presso il cinema Odeon di Firenze, dove appunto si racconteranno le scelte e la prassi dello Swedish Film Institute. sarà la stessa ambasciatrice a introdurre la serata inaugurale, sempre il 6 novembre alle ore 21:00, quando sarà proiettato Stockholm Stories, commedia corale che racconta lo stile di vita della città.

Dobbiamo offrire esempi positivi” ha detto Maresa D’Arcangelo “perchè scegliere dei film e farli vedere è già di per se un’azione precisa contro la violenza, è un modo per dare forza alle donne, perchè non è sufficiente parlarne solo quando si raccontano gli episodi di violenza. Per questo la 36ma edizione del festival ha scelto nazioni dove la presenza e il segno delle donne è molto forte e presente, si tratta di paesi prevalentemente Europei, perchè la cinematografia di questi luoghi è fortemente improntata al multiculturalismo

Si prosegue quindi con L’Olanda, protagonisa della giornata del 7 Novembre con il film di Tatjana Bozic intitolato Happily Ever After (alle 15:30), documentario autoriflessivo su un’autrice cresciuta in Croazia e stabilitasi in Olanda e che in questo film racconta la storia dei suoi amori perduti, uno sguardo intimo che diventa anche un’analisi approfondita dell’Europa stessa attraverso stereotipi e sedimentazioni culturali; la stessa Bozic sarà presente alla proiezione per raccontarci il suo film.

Alle 21:00 dello stesso giorno è in programmazione Jackie, road movie di Antoinette Beumer; caldamente consigliato da Paola e Maresa, il film è interpretato da Carice van Houten (Black Book, Valkyrie, Game of Thrones) e da sua sorella Jelka van Houten, racconta di due gemelle cresciute da due padri che ricevono una telefonata da Jackie, la madre bilogica (Holly Hunter) ricoverata in un ospedale statunitense per una brutta frattura alla gamba, in attesa di affrontare il trasferimento in un centro di riabilitazione. Ecco che le due sorelle partiranno insieme alla bizzarra Jackie alla volta del New Mexico, verso un viaggio che cambierà per sempre le loro vite. Il film sarà introdotto dalla stessa Beumer, ospite del festival.

Micheline Lanctot, talentuosa attrice, regista, sceneggiatrice e musicista Quebechiana sarà l’ospite d’onore per il Canada e porterà al Festival di Cinema e Donne alcuni tra i suoi film più importanti tra sabato 8 novembre e domenica 9 novembre, segnaliamo in particolare la serata dell’8 dove a partire dalle 21:00 sarà possibile vedere Pour L’amor de Dieu (2011) e Sonatine (1984), entrambi preceduti dalla Serata dedicata al 17mo premio Sigillo della Pace del Comune di Firenze dove la vicesindaco Cristina Giachi consegnerà al Cinema Odeon il Sigillo alla carriera alla stessa Micheline Lanctot e quello per il film documentario a Palme delle svedesi Maud Nycander e Kristina Lindstrom.

Un secondo, importante premio che verrà assegnato durante le giornate del festival è quello Gilda; la serata di consegna è prevista per il 9 novembre, dove l’assessore alle pari opportunità del comune di firenze consegnerà i premi al film su Hannah Arendt diretto da Margarethe Von Trotta, ospite speciale del festival con un piccolo omaggio trasversale al festival, a Nada Malanima qui presente in veste di attrice con il film di Costanza Quatriglio, presente anche lei al festival e alla quale è dedicata una ricognizione su alcuni suoi lavori, incluso il recente “Con il fiato sospeso” visto anche a Venezia 70, ed infine il premio Gilda destinato al libro “Diario Londinese“, edito da Sellerio e scritto da Lorenza Mazzetti, autrice apolide Toscana, tra coloro che ha dato via al Free Cinema inglese e che nel 1956 realizzò un film come Together insieme a Lindsay Anderson. Proprio “Togheter” e il precedente “K”, saranno proiettati al festival lunedi 19 novembre rispettivamente alle ore 15:30 e alle 21:00 alla presenza dell’autrice.

Se la Germania è quindi protagonista del 9 novembre, con un convegno organizzato all’istituto Tedesco di Borgo Ognissanti, tutto incentrato sui tre film che la Von Trotta porta al festival (Hannah Arendt, Vision, Rosa L) alla presenza della grande autrice tedesca, la giornata conclusiva del festival prevista per Martedi 11 novembre, è dedicata al Portogallo con il film di Salomè Lamas intitolato Terra de Ninguèm e la splendida opera seconda di Ines Oliveira intitolata Bobô che indaga la complessa relazione del suo paese con la cultura Guineiana attraverso un film visionario, enigmatico e potentissimo, assolutamente da non perdere.

Tra gli appuntamenti da segnare, la tavola rotonda con tutte le autrici presenti al Festival Internazionale di Cinema e Donne, prevista per sabato 8 novembre all’istituto francese in Piazza Ognissanti 2 alle ore 10:30.

Il Festival prevede anche una pre-apertura il 5 novembre alle ore 17:00 all’Istituto Francese di Firenze con un omaggio dedicato a Marguerite Duras dove tra le altre cose sarà presentato “lettera a Marguerite Duras” girato da Ester de Miro, seguito da “Les mains négatives”. uno dei corti più famosi della scrittrice e regista francese. L’omaggio alla Duras continua lunedi 10 novembre, con la proiezione serale di “India song”, lungometraggio realizzato nel 1974.

Partners di quest’anno sono le donne Italiane titolari di imprese vinicole (Castello di Monsanto, Tenuta il Corno, Tenuta di Capezzana, Marchesi dé Frescobaldi, Badia a Coltibuono) “sono ottantamila le donne italiane titolari di imprese vinicole” ha detto Paola Paoli in conferenza stampa, “ovvero il 35 per cento del totale“. Emanuela Stucchi Prinetti, di Badia a Coltibuono, ospite della conferenza stampa insieme a Tiziana Frescobaldi ha aggiunto che arrivare al 50 per cento sarebbe un bell’obiettivo, augurandosi che il vino presente al Festival con gli aperitivi in programma quasi ogni sera alle 19:00 in Sala degli Specchi al Cinema Odeon, possa “scaldare l’immaginazione e preparare la visione“.

Michele Faggi