giovedì, Gennaio 21, 2021

France Odeon 2016: Una rassegna e una competizione. L’intervista a Francesco Ranieri Martinotti

Ai nastri di partenza l’edizione 2016 di France Odeon che si tiene dal 28 ottobre al 1 novembre. Il festival segna l’inaugurazione del Cinema della Compagnia, il nuovo spazio nel centro città realizzato e gestito da Fondazione Toscana destinato ad ospitare La Casa del Cinema. Tra gli ospiti, grande attesa per l’arrivo di Gérard Depardieu, protagonista di Tour de France.

Indie-Eye: Direttore, un’edizione decisamente importante questa del 2016. Una nuova location, nuove sezioni e, soprattutto, una nuova formula.

Francesco Ranieri Martinotti: Sì, da quest’anno France Odeon non è ‘solo’ una rassegna, ma una vera e propria competizione. Abbiamo creato una giuria composta da Margherita Buy, dal critico Fabio Ferzetti e dal produttore Angelo Curti che assegnerà il premio Foglia d’Oro a quello che sarà ritenuto il miglior film della selezione. Un riconoscimento simbolico, certo, ma anche con un valore economico non trascurabile.

Indie-Eye: Un’altra novità riguarda l’istituzione di una sezione cortometraggi (in proiezione il 1 novembre a partire dalle 15,30), palestra obbligata per qualunque regista che aspiri a dirigere produzioni più impegnative ma che, al di fuori del circuito dei festival in Italia non trova distribuzione. E’ così anche in Francia?

Francesco Ranieri Martinotti: Decisamente no, in Francia c’è una maggiore attenzione al prodotto cortometraggio, spesso inserito nella programmazione dalle emittenti televisive. Abbiamo deciso di istituire una Sezione Cortometraggi proprio perché, essendo spesso film girati da giovani autori, riteniamo che il loro linguaggio abbia la capacità di raggiungere più facilmente gli spettatori di una fascia d’età simile e avvicinarli a France Odeon.

Indie-Eye: La cinematografia francese ha da sempre una connotazione stilistica molto forte: è un film ‘francese’ è un’espressione che prescinde da precisi confini geografici, linguistici e culturali.

Francesco Ranieri Martinotti: Era vero qualche anno fa, in maggior misura. Oggi il panorama è cambiato e, in alcuni casi, l’espressione rischia di diventare una gabbia e limitare la lettura di tutte le potenzialità espressive del cinema francese del presente. Nella realtà, grazie all’apertura a giovani autori che fanno parte di famiglie di immigrati di seconda generazione, i linguaggi si sono aggiornati in maniera significativa. E’ il caso di un film presente al festival, Tour de France di Rachid Djaidani (in proiezione il 30 ottobre alle ore 18,30), interpretato da Gérard Depardieu e dal rapper Sadek. Un film che racconta la realtà con linguaggi nuovi, tecniche innovative e una libertà espressiva molto forte e che, proprio per questo, non rientra nella categoria ‘francese’ così come la si è intesa fino a qualche tempo fa.

Indie-Eye: Quali sono i nuovi registi del cinema francese a cui ci consiglia di prestare attenzione?

Francesco Ranieri Martinotti: Tra gli autori presenti al festival citerei Thomas Lilti, regista di Médecin de campagne (in proiezione il 29 ottobre alle ore 19), interpretato da François Cluzet. Lilti, al suo secondo film dopo Hippocrates, di professione medico, è senz’altro da tener d’occhio.

France Odeon
Cinema La Compagnia, via Cavour 50/r Firenze
Dal 28 ottobre; consulta il calendario delle proiezioni sul sito ufficiale del festival

Beatrice Rinaldi
Al Rischiatutto porterebbe Alfred Hitchcock, a cena Daniel Auteil.

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