domenica, Ottobre 25, 2020

Girlfriends, il film dimenticato di Claudia Weill in Blu Ray

Girlfriends, il film dimenticato di Claudia Weill che ha ispirato le visioni di Greta Gerwig e di Lena Dunham. Realizzato in piena seconda ondata femminista, quella di Gloria Steinem, viene finalmente pubblicato in Blu Ray per il mercato Europeo, da Criterion Collection.

Mentre Woody Allen codificava una particolare mappatura newyorchese anche in termini relazionali, “Girlfriends” di Claudia Weill veniva praticamente dimenticato, anche se era uno dei primi film a cogliere le sfumature e le complessità dell’amicizia femminile. Prima che il territorio fosse esplorato in lungo e in largo da Nora Ephron, Lena Dunham o da serie culto come Sex and the City, la Weill aveva già offerto un contributo importante. 

Susan (Melanie Mayron) è una fotografa in difficoltà. Vive con la sua migliore amica in un appartamento della città, l’aspirante poetessa Anne (Anita Skinner). Una vita in simbiosi interrotta dall’annuncio di Anne: presto si sposerà e si trasferirà con il marito per iniziare una nuova vita. Il film si concentra sulla loro rottura, mentre Susan dovrà pensare carriera, inanellando una serie di inutili avventure sentimentali. D’altra parte Anne scoprirà che non esiste felicità domestica e si sforzerà di interpretare i nuovi ruoli che le sono stati assegnati, ruoli che la costringeranno a mettere da parte la passione per la scrittura. 

La generazione successiva a quella degli anni sessanta, in piena seconda ondata femminista, combatte con la ridefinizione dei ruoli e la ricerca di un’autonomia creativa e affettiva. 
Sullo sfondo ci sono le idee di Gloria Steinem, tra le fondatrici della rivista Ms. e tra le femministe della seconda ondata che hanno messo al centro la legalizzazione dell’aborto, i diritti delle donne, il loro ruolo nei media, tra gestione dell’informazione e sfruttamento dell’immagine, la necessità di un’educazione anti-sessista e multirazziale, la possibilità di scegliere il proprio destino, oltre e soprattutto al di là di quello già definito dalla società patriarcale, come donne-madri o donne-compagne. 

Codici che si infrangono  e che sembrano far parte di un’antropologia comune a certo cinema americano, ma che provengono direttamente dal film della Weill, basta pensare a Frances-Ha e a Girls, la serie HBO della Dunham, indiscutibilmente debitori di Girlfriends.

Il mondo creato da Susan e Anne è un mondo da cui sono esclusi i mariti, i fidanzati occasionali, i padri, il sistema sociale che assegna compiti e ruoli. La formazione delle due donne è in questo senso reciproca e non promana da una dimensione relazionale preordinata. Il film della Weill, uscito nel 1978, era assolutamente di rottura per quegli anni e ha aperto la strada ad un diverso modo di percepire le scelte e i desideri delle donne. 

Kubrick, a due anni dall’uscita, descrisse il film come uno dei più interessanti del periodo. Nonostante un assist così illustre, il film non ricevette il successo meritato.

La Weill sceglie uno stile vicino al cinema “ed directe” tra i sessanta e i settanta, in pieno accordo con il cinema americano indipendente del decennio, a partire dall’approccio di John Cassavetes. La vita, catturata o rimessa in scena mediante la vicinanza, flagrante, all’attimo e alla dimensione intima. Il dramma scaturisce dall’impercettibile quotidiano, una scelta adesso più ovvia, ai limiti con una ricerca manierista, ma che negli anni settanta significava imboccare una via difficile e non così battuta. 
Personaggi complessi quelli descritti dalla Weill in Girlfriends, attraversati da una luce ambigua, sospesi nello spazio possibile della propria autodeterminazione. 

La divisione europea di Criterion Collection, pubblicherà il prossimo 16 novembre il Blu Ray di “Girlfriend” (Regione 2 quindi visionabile anche con un comune lettore Blu Ray italiano) in una splendida edizione che consentirà anche agli appassionati italiani di recuperare un film seminale e virtualmente sconosciuto nel nostro paese. 

L’edizione Criterion conterrà 

  • Un nuovo trasferimento digitale in 4k, approvato e supervisionato dalla regista Claudia Weill e dal direttore della fotografia Fred Murphy. La traccia audio è la versione mono originale, in forma non compressa
  • Nuove e inedite interviste con la Weill
  • Interviste con la Weill e gli interpreti Melanie Mayron, Christopher Guest, Bob Balaban
  • Intervista inedita con lo sceneggiatore Vicki Polon
  • Intervista con la Weill e la scrittrice/regista Joyce Chopra
  • “Commutrs”, cortometraggio della Weill girato nel 1973
  • Trailer originale
  • Il Blu Ray include i sottotitoli inglesi
  • Booklet Criterion con un saggio critico di Molly Haskell e Carol Gilligan

Il film può essere pre-ordinato sul sito di BFI

Fabiola Destrieri
Fabiola Destrieri
Critico cinematografico. Si occupa della relazione tra arte e cinema. Ha collaborato con alcune riviste del territorio milanese e con alcune gallerie d'arte.

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