mercoledì, Giugno 23, 2021

Hygiène sociale di Denis Côté: recensione

Cinema e distanziamento sociale, Jane Austen e zombi. Uno scherzo bello finché corto. Sul nuovo film di Denis Côté visto nella sezione Encounters della Berlinale 71, evento estivo di giugno

Sette attori, massimo tre nel quadro, all’aria aperta. È l’estate del 2020 e ci troviamo su enormi prati con un tendaggio d’alberi. Tra un attore e l’altro, almeno due metri di distanza. Si fa così una parodia di Jane Austen in tempi pandemici?
Denis Côté è un nome noto alla Berlinale grazie a Vic + Flo ont vu un ours e Boris sans Beatrice. Stavolta il suo sguardo sardonico s’aggrappa alla messa in scena – e al contesto generale, che finisce per connotarla in maniera incontrovertibile.

A detta dell’autore, la sceneggiatura – con tanto di distanziamento sociale – era già pronta prima del marzo 2020, anche se considerata incompleta. L’improvviso sconvolgimento delle regole d’interazione a livello planetario l’avrebbe tuttavia convinto a realizzare il film nella sua forma grezza. Ecco allora la storia di un ladruncolo con la passione del cinema (Maxim Gaudette) che si confronta con vari personaggi nel tentativo di riscattarsi. Tutti vestiti in maniera antiquata o dandy, a debita distanza, dediti a dialoghi forbiti che contengono però riferimenti alla contemporaneità (i social, frasi spiazzanti del tipo “Ti amo come zombi!”).

Côté alterna sette inquadrature fisse, molto lunghe, rette dai dialoghi, con brevi scene di raccordo. Fa eccezione un ballo scatenato nella foresta al ritmo di Lebanon Hanover. Una porzione di schermo è sempre volutamente fuori fuoco, e l’audio funge da personaggio a sé pompando in primo piano rumori naturali e altri captati presumibilmente in uno zoo e in un cantiere.

I comandamenti del social distancing vengono sempre rispettati o quasi: tre persone in lontananza, assembrate, osservano una delle scene. In un anno che vede l’Orso d’oro mascherinato, l’esperimento goliardico di Côté rientra in una strategia festivaliera di sopravvivenza e schiacciamento sul presente.

Il materiale sarebbe bastato per metà del minutaggio, ma vista la carestia di titoli forti la legge non scritta dell’audiovisivo contemporaneo prevede l’annacquamento.

Da questo punto di vista, Hygiène sociale spicca per potenziale ipnotico.

Hygiène sociale di Denis Côté (Canada 2021, 75 min)
Interpreti: Maxim Gaudette, Larissa Corriveau, Évelyne Rompré

Simone Buttazzi
Simone Buttazzi è nato a Bologna nel 1976 e ora vive in Germania. Si è laureato con una tesi sull’immagine-pulsione di Gilles Deleuze e le sue occorrenze cinematografiche. Dal 2002 lavora in campo editoriale come traduttore (dall’inglese e dal tedesco), redattore e consulente. In rete, oltre che su Indie-eye Network scrive per numerose testate di Cinema e Letteratura.

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