venerdì, Febbraio 13, 2026

I lungometraggi della Sala Web a Venezia 82

Grazie a Biennale Cinema Channel e a MYmovies One, 22 lungometraggi di Venezia 82 saranno visibili via streaming durante le giornate della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Con un abbonamento accessibile, sarà possibile vederli comodamente da casa. Tutti i dettagli

La Sala Web della 82ª Mostra della Biennale di Venezia mette a disposizione del pubblico italiano una selezione di film in esclusiva e in prima mondiale, disponibili per lo streaming in contemporanea con la programmazione ufficiale del festival dal 27 agosto al 6 settembre.
L’accesso avviene attraverso le piattaforme MYmovies ONE e Biennale Cinema Channel e per vedere i film è necessario disporre di un abbonamento: si parte da un trimestrale da circa € 12, oppure si può optare per quello annuale. L’abbonamento non solo apre le porte ai film della rassegna, ma anche ad una vasta library che include film di edizioni passate, grandi classici, più di 1.000 titoli tra lungometraggi, corti e serie TV. La visione è consentita solo in territorio italiano e i titoli saranno disponibili fino a dopo la fine del festival, con una deadline stabilita all’11 settembre.

La Sala Web della 82ª Mostra di Venezia offre un panorama ampio e diversificato del cinema contemporaneo, permettendo di scoprire opere di registi emergenti e autori affermati, italiani e internazionali. Dalla memoria storica di Film di Stato di Roland Sejko alla poesia visiva di Laguna di Sharunas Bartas, dalle riflessioni sul sociale in Il quieto vivere di Gianluca Matarrese alla creatività generativa di Indietro così! di Antonio Morabito, ogni film racconta mondi ed esperienze percettive uniche.

L’indirizzo per accedere ai pacchetti di abbonamento è il seguente: https://www.mymovies.it/one/scopri/

I film in programma

Sono 22 i titoli complessivi e provengono tutti dalle sezioni Biennale College – Cinema e Giornate degli Autori. Per agevolare la visione, vi proponiamo le schede complete delle opere disponibili, con un profilo artistico degli autori.

BIENNALE COLLEGE – CINEMA, I FILM IN STREAMING

Secret of a Mountain Serpent – Nidhi Saxena (India, Sri Lanka, 2025, 108′)

Ambientato durante la guerra di Kargil in un villaggio himalayano remoto, il film segue Barkha, insegnante con il marito al fronte. Il suo equilibrio quotidiano viene scosso dall’arrivo di Manik Guho, un misterioso forestiero. La sua presenza risveglia desideri sopiti nelle donne del villaggio, mentre la leggenda di un serpente che abita un fiume proibito prende corpo come metafora del desiderio non corrisposto. Tra silenzi fragili e miti ancestrali, il film tesse una riflessione intensa su desiderio, appartenenza e trasformazione.
Disponibile dal 28 agosto (ore 19.00) al 2 settembre (ore 19.00)

Nidhi Saxena, artista multidisciplinare originaria di Jaipur, è al secondo lungometraggio dopo Sad Letters of an Imaginary Woman (2024). Fondatrice della Forest Flower Films, esplora intimamente il femminile, la memoria e la mitologia sensoriale. Le attrici Bollywoodiane Richa Chadha e Ali Fazal partecipano al progetto come produttrici — un endorsement del cinema indipendente e visionario di Saxena.

Becoming Human (Chiet Chea Manusa) – Polen Ly (Cambogia, 2025, 99′)

Thida è lo spirito guardiano di un antico cinema sui cui logo incombe la demolizione. Quando incontra Hai, un giovane vivo, si confronta con il limite tra vita e morte e con la possibilità di rinascita. Il loro legame diventa uno specchio dei cambiamenti in atto nella Cambogia contemporanea: un paese alle prese con memorie traumatiche e desiderio di rinnovamento.
Disponibile dal 29 agosto (ore 19.00) al 3 settembre (ore 19.00)

Polen Ly è un’autodidatta e filmmaker basata in Cambogia, il cui lavoro s’ancora ai temi sociali e naturali. Ha impiegato il Biennale College Cinema per sviluppare Becoming Human, affinando uno stile che vibra tra poetica del quotidiano e metamorfosi spirituale.
princeclausfund.nl

One Woman, One Bra – Vincho Nchogu (Kenya, Nigeria, 2025, 80′)

Nel villaggio di Sayit, i suoi abitanti stanno per ricevere titoli di proprietà sulle terre comunali. Star, 38 anni, è in pericolo di perdita della casa: senza linee parentali riconosciute e celibe, non rientra nelle regole ereditarie. Scopre una foto della sua infanzia con un marchio tribale sulla mano: potrebbe essere sua madre. Una ricerca identitaria che la porta a interrogarsi su radici, legami e diritti. L’incontro ravvicinato con questioni di genere, comunità e giustizia personale si mescola con l’umorismo e la resistenza.
Disponibile dal 30 agosto (ore 19.00) al 4 settembre (ore 19.00)

Vincho Nchogu firma il suo debutto da regista con questa produzione Kenya-Nigeria. Ha sviluppato il film grazie al supporto del Biennale College Cinema, con finanziamenti e coaching. Girato in Kenya con la maggior parte della troupe locale, mescola impegno socio-culturale e storytelling femminista, segnando un nuovo corso per il cinema africano.

Agnus Dei – Massimiliano Camaiti (Italia, 2025, 73′)

Nel cuore di Trastevere, il Monastero benedettino di Santa Cecilia custodisce un rituale antico: due agnelli vengono cresciuti con cura dalle monache, dalla cui lana si ricava il pallio papale. Nel Giubileo del 2025, mentre il Papa si ammala, il rito si compie in un silenzio sospeso, tra preghiera, lavoro e un tempo interiore immutato. Il film chiude uno spazio tra storia, fede e quotidiano immobile.
Disponibile dal 31 agosto (ore 19.00) al 5 settembre (ore 19.00)

Massimiliano Camaiti, autore e regista italiano, indaga la mistica del contemporaneo, con occhio poetico verso riti segreti e comunità silenziose. Con Agnus Dei, affina una narrazione visiva che si nutre di spiritualità sospesa e bellezza quotidiana, sostenuto da Biennale College e produttori come Rai Cinema e Chanel.

GIORNATE DEGLI AUTORI – CONCORSO, I FILM IN STREAMING

Memory – Vladlena Sandu (Francia, Paesi Bassi, 2025, 98’)

Il film nasce come opera fortemente autobiografica. Vladlena Sandu intreccia la propria esperienza di bambina cresciuta a Grozny durante la guerra cecena con un percorso di rielaborazione dei traumi personali e collettivi. Attraverso materiali d’archivio, ricostruzioni e testimonianze intime, Memory mette in scena la difficoltà di spezzare il ciclo dell’odio e della violenza, interrogandosi su come i ricordi d’infanzia restino ferite aperte anche nell’età adulta. Il film è un lavoro ibrido, sospeso tra documentario e finzione, che insiste sulla potenza evocativa delle immagini come luogo della memoria e del dolore.
Disponibile dal 27 agosto (ore 19.00) al 1° settembre (ore 19.00)

Vladlena Sandu, filmmaker russa naturalizzata europea, si è affermata con corti di forte impronta politica come Khaytarma e Holy God. Il suo cinema nasce da una prospettiva femminile e autobiografica, sempre legata alla memoria del conflitto ceceno e all’elaborazione di una storia collettiva cancellata.

Gli uccelli del monte Qaf – Morteza Ahmadvand e Firouzeh Khosrovani (Iran, Norvegia, Italia, 2025, 80’)

Il film racconta la fuga di Maryam dall’Iran nel 1979, anno della Rivoluzione islamica. Rifugiatasi negli Stati Uniti, la donna vive il trauma dell’esilio e laceranti nostalgie per la casa natale, che osserva a distanza tramite telecamere di sorveglianza. Gli uccelli del monte Qaf diventa così una riflessione poetica sull’impossibilità di ritorno, sull’occhio che guarda senza mai toccare e sull’identità sospesa tra due mondi. Il monte Qaf, nella tradizione persiana, è una montagna mitica: metafora del desiderio irraggiungibile.
Disponibile dal 1° settembre (ore 19.00) al 6 settembre (ore 19.00)

Firouzeh Khosrovani, documentarista iraniana, è nota per Radiograph of a Family, premiato ad Amsterdam (IDFA) per il suo stile diaristico e personale. Morteza Ahmadvand porta invece un approccio più legato all’arte visiva e alla sperimentazione narrativa. Insieme, intrecciano sguardi differenti ma complementari.

Anoche conquisté Tebas – Gabriel Azorín (Spagna, Portogallo, 2025, 106’)

Azorín firma un’opera sospesa tra mito e realismo: un gruppo di giovani amici, tra cui António e Jota, scopre le antiche terme romane di un villaggio iberico. L’acqua, elemento simbolico e iniziatico, diventa catalizzatore di confessioni intime, paure nascoste e desideri repressi. L’esperienza condivisa li spinge a confrontarsi con il tempo che scorre e con le fragilità delle loro relazioni. Il film dialoga apertamente con la tradizione mediterranea, evocando atmosfere liriche che uniscono Storia e quotidianità.
Disponibile dal 2 settembre (ore 19.00) al 7 settembre (ore 19.00)

Gabriel Azorín, classe 1981, è una delle voci più interessanti del nuovo cinema spagnolo. Ha lavorato con il collettivo Los Hijos e presentato i suoi corti in numerosi festival internazionali. Il suo stile predilige l’indagine del tempo, della memoria e dello spazio, in un equilibrio tra cinema sperimentale e racconto narrativo.

Vainilla – Mayra Hermosillo (Messico, 2025, 96’)

Ambientato negli anni ’80, Vainilla è visto attraverso gli occhi di Roberta, una bambina che assiste alla lotta delle sette donne della sua famiglia per salvare la loro casa. In questo conflitto domestico e sociale, la giovane protagonista impara a osservare i rapporti di potere, la solidarietà femminile e le fragilità dei legami. L’opera riflette sul femminismo e sulla trasmissione di valori tra generazioni, sullo sfondo di un Messico attraversato da trasformazioni culturali e tensioni economiche.
Disponibile dal 5 settembre (ore 19.00) al 10 settembre (ore 19.00)

Mayra Hermosillo è conosciuta come attrice – tra i suoi ruoli principali, quello in Narcos: Mexico – ma da alcuni anni si dedica anche alla regia, lavorando su corti e progetti indipendenti. Vainilla segna il suo debutto nel lungometraggio, con un approccio intimo e autobiografico che interroga le dinamiche familiari.

Inside Amir – Amir Azizi (Iran, 2025, 112’)

Il film esplora il dilemma di Amir, giovane di Teheran diviso tra il restare in patria o emigrare in Italia per raggiungere la fidanzata Tara. In bilico tra lutti familiari e legami affettivi, Amir trova conforto solo nella sua inseparabile bicicletta, simbolo di libertà e di resistenza. Il film unisce realismo urbano e sguardo interiore, trasformando la vicenda individuale in un’allegoria sulla condizione di una generazione iraniana stretta tra radici e fuga, appartenenza e desiderio di futuro.
Disponibile dal 6 settembre (ore 19.00) all’11 settembre (ore 19.00)

Amir Azizi, classe 1989, si è formato tra Iran e Germania. Già noto nel circuito festivaliero con cortometraggi come Babak, porta avanti un cinema che intreccia esperienza personale e riflessione politica, capace di mescolare registri realistici e poetici.

GIORNATE DEGLI AUTORI – EVENTI SPECIALI

Qui vit encore – Nicolas Wadimoff (Svizzera, 2025, 113’)

Il film mette in scena un dispositivo teatrale e cinematografico al tempo stesso: una mappa di Gaza tracciata sul pavimento diventa il luogo dove nove rifugiati palestinesi raccontano la propria vita. Sogni spezzati, lutti, memorie di guerra e frammenti di resistenza si intrecciano in un racconto corale. Non si tratta solo di testimonianza, ma di un atto performativo in cui i corpi, le voci e lo spazio scenico ricreano simbolicamente la geografia perduta di una terra. Wadimoff costruisce così un’opera che è al contempo documento politico e gesto di resilienza artistica.
Disponibile dal 4 settembre (ore 19.00) al 9 settembre (ore 19.00)

Nicolas Wadimoff (Ginevra, 1964) è una delle figure più note del cinema documentario svizzero. Ex militante della televisione indipendente, ha lavorato a lungo nei territori palestinesi e mediorientali, realizzando film come Aisheen – Still Alive in Gaza (2010). La sua cifra è unire cinema politico e ricerca formale, con una forte sensibilità per le storie marginali.

Laguna – Sharunas Bartas (Francia, Lituania, 2025, 102’)

Ambientato in Messico, il film segue un padre e una figlia in viaggio tra mangrovie e lagune, alla ricerca dei luoghi dove la giovane Ina Marija ha lasciato segni indelebili del proprio passaggio. Il percorso diventa un rito di elaborazione del lutto, un modo per confrontarsi con la morte all’interno del ciclo naturale di acqua, fango e vegetazione. Bartas, maestro del cinema lituano, torna a uno stile contemplativo e rarefatto, in cui gli spazi naturali si fanno specchio dell’interiorità dei personaggi.
Disponibile dal 2 settembre (ore 17.00) al 7 settembre (ore 17.00)

Sharunas Bartas (1964) è una voce centrale del cinema baltico, noto per film come Three Days (1991), The Corridor (1995), Frost (2017). Nei suoi lavori la narrazione è spesso minima, privilegiando atmosfere, silenzi e la relazione tra uomo e paesaggio. Laguna conferma il suo interesse per l’esperienza del viaggio e per la dimensione esistenziale del cinema.

Il quieto vivere – Gianluca Matarrese (Italia, 2025, 87’)

In un piccolo borgo calabrese, la protagonista Luisa lotta per resistere a una vita fatta di lavori precari, figli da crescere e conflitti familiari esplosivi, in particolare con la cognata. Le tre zie, custodi di una tradizione domestica ormai svuotata, tentano invano di riportare la pace. Il quieto vivere è un ritratto di resilienza femminile, ma anche un affresco sociale dell’Italia interna, tra paesaggi marginali e tensioni quotidiane che diventano metafora di un Paese diviso.
Disponibile dal 31 agosto (ore 21.00) al 3 settembre (ore 21.00)

Gianluca Matarrese (Torino, 1978) si è formato tra Italia e Francia, muovendosi tra cinema, teatro e televisione. Ha vinto il premio Jean Vigo con La dernière séance (2021) e si è distinto per un cinema intimo, spesso legato all’autobiografia (Fuori dai giochi, Fashion Babylon). Con Il quieto vivere esplora la dimensione corale e sociale, restando fedele al suo sguardo sulle fragilità individuali.

GIORNATE DEGLI AUTORI – NOTTI VENEZIANE

6:06 – Tekla Taidelli (Italia, Portogallo, 2025, 90’)

Leo, intrappolato in un’esistenza di lavori precari e dipendenze, incontra Jo-Jo, donna enigmatica e ferita dalla vita. Insieme partono verso il Portogallo, alla ricerca di libertà e senso. Il film racconta il percorso di due giovani che provano a sottrarsi al grigiore delle proprie esistenze, misurandosi con relazioni fragili e il bisogno di speranza. Lo stile narrativo alterna realismo sociale e introspezione poetica.
Disponibile dal 6 settembre (ore 21.00) al 9 settembre (ore 21.00)

Tekla Taidelli, regista italo-portoghese, lavora sul tema della marginalità giovanile e dell’identità sospesa tra culture. Nei suoi cortometraggi precedenti, come Rive Droite, ha sviluppato un linguaggio cinematografico basato su atmosfere sospese e ritmo meditativo.

Una cosa vicina – Loris G. Nese (Italia, 2025, 90’)

Il film segue un bambino negli anni ’90, cresciuto tra segreti e lutti familiari. Da adulto, attraverso il cinema, affronta la violenza ereditaria e ricostruisce la propria identità. La pellicola esplora il trauma intergenerazionale e la memoria come strumento di trasformazione, con un linguaggio narrativo che alterna ricordo e immaginazione, mostrando come il cinema stesso possa diventare terapia e rifugio.
Disponibile dal 30 agosto (ore 21.00) al 2 settembre (ore 21.00)

Loris G. Nese, giovane regista italiano, ha esordito con cortometraggi selezionati a Locarno e Torino. Il suo cinema indaga le dinamiche familiari e sociali, utilizzando un linguaggio intimista e una forte attenzione al dettaglio psicologico.

Film di stato – Roland Sejko (Italia, 2025, 78’)

Attraverso filmati d’archivio rari, il documentario ripercorre i quarant’anni di regime comunista di Enver Hoxha in Albania, mostrando come il cinema sia stato utilizzato come strumento di propaganda e controllo sociale. La narrazione evidenzia la manipolazione mediatica, le pratiche culturali imposte e l’impatto sulle vite quotidiane dei cittadini, proponendo uno sguardo critico sulla funzione politica del cinema.
Disponibile dal 5 settembre (ore 21.00) all’8 settembre (ore 21.00)

Roland Sejko, documentarista italo-albanese, si occupa di storia politica e memoria collettiva. Ha diretto corti e documentari premiati nei festival europei, con particolare attenzione a regimi autoritari e alla rappresentazione cinematografica del potere.

Indietro così! – Antonio Morabito (Italia, 2025, 94’)

Stefano guida un laboratorio teatrale con persone con disabilità psichiche, trasformando fragilità e periferie in spazi di creatività, resistenza e vita. Il film documenta le prove, i momenti di scoperta e le performance finali, con uno sguardo rispettoso e intimo verso i partecipanti. È un’opera che celebra la resilienza e il valore terapeutico dell’arte, capace di generare comunità e senso di appartenenza.
Dal 3 settembre (ore 21.00) al 6 settembre (ore 21.00)

Antonio Morabito ha lavorato prevalentemente nel documentario sociale, con attenzione al teatro e alle arti performative come strumenti di inclusione e cambiamento. Il suo lavoro combina etnografia e narrazione cinematografica.

L’incanto – Tomaso Pessina (Italia, 2025, 85’)

Un viaggio tra memoria e immaginario cinematografico: Pupi Avati e la storica sala Odeon di Milano raccontano la magia del cinema e il suo potere di incantare. Attraverso interviste, aneddoti e materiale d’archivio, il film celebra l’esperienza collettiva della visione e la capacità del cinema di trasformare il quotidiano in straordinario.
Disponibile dal 7 settembre (ore 17.00) al 9 settembre (ore 17.00)

Tomaso Pessina lavora tra documentario e critica cinematografica. La sua ricerca si concentra sulla memoria storica del cinema italiano e sull’impatto culturale delle sale storiche.

DOM – regia di Massimiliano Battistella (Italia, Bosnia-Erzegovina, 2025, circa 80 ’)

Mirela, oggi quarantenne, vive a Rimini con la sua famiglia. Ma dentro di sé porta un passato sospeso: evacuata a dieci anni dall’orfanotrofio Dom Bjelave allo scoppio della guerra a Sarajevo, la donna intraprende un viaggio di ritorno nella sua città natale, per ristabilire frammenti di sé, ritrovare amici d’infanzia e soprattutto, ricostruire un ponte verso la madre. Il film intreccia materiale d’archivio dell’assedio, una colonna sonora evocativa del compositore bosniaco Nedim Zlatar, e immagini personali che danzano tra memoria individuale e tragedia collettiva.
Disponibile dal 29 agosto (ore 21.00) al 1° settembre (ore 21.00)

Massimiliano Battistella firma soggetto, regia e sceneggiatura di DOM, portando sullo schermo un percorso intimo e universale. Il film combina prospettive emotive con un’attenzione estetica raffinata, esplorando lo sradicamento e il ritorno come esperienza estetica oltre che esistenziale

La quinta stagione – regia di Giuseppe Carrieri (Italia, 2025, 60’)

Un racconto corale tra sapori e visioni, La quinta stagione mette in scena cinque grandi chef italiani che si raccontano in termini d’amore per la vita e per un tempo immaginario che li accomuna: la “quinta stagione”. Film sensoriale e lirico, un viaggio tra cucina, cultura e connessioni emotive, un percorso gastronomico e umano enigmatico e affascinante.
Disponibile dal 2 settembre (ore 21.00) al 16 settembre (ore 21.00)

Giuseppe Carrieri – cineasta e autore – realizza un documentario intimista che esalta la simbiosi tra arte culinaria e creatività esistenziale, unendo sguardo poetico e rigore estetico.

Articolo 1 – Luca Bianchini (Italia, 2025, 53’)

Tre storie di vite spezzate sul lavoro raccontano tragedie, lutti e resistenza. Il film dà voce a chi resta e dignità a chi non c’è più, riflettendo sulle disuguaglianze, sulle condizioni lavorative e sull’impatto sociale dei drammi individuali.
Disponibile dal 3 settembre (ore 19.00) al 6 settembre (ore 19.00)

Luca Bianchini si occupa di cinema sociale e documentario narrativo, focalizzandosi sulla dignità delle persone comuni e sull’impatto della memoria collettiva sul presente.

Tevere Corsaro – Pietro Balla e Monica Repetto (Italia, 2025, 95’)

A Roma, un ciclo-attivista, una contadina e un poliziotto uniscono le forze per salvare il Tevere dalla speculazione edilizia, sognando un sentiero verso il mare. Il film è una riflessione sulla cittadinanza attiva, sull’ambiente e sulla possibilità di trasformare la passione civica in azione concreta, con un occhio poetico al paesaggio urbano.
Disponibile dal 4 settembre (ore 21.00) al 7 settembre (ore 21.00)

Pietro Balla e Monica Repetto, coppia di documentaristi italiani, lavorano su temi ambientali e sociali, con un linguaggio visivo diretto e partecipativo.


Redazione IE Cinema
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