Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Rappresentare l’università in un film non accade spesso nel cinema italiano, che si limita spesso a focalizzare l’attenzione sulla componente studentesca, ma raramente sulla natura del sistema accademico, i docenti e le loro dinamiche relazionali, e soprattutto il clima che si respira nei “Dipartimenti”, dove i professori universitari, gli studenti e la componente amministrativa si relazionano, lavorano, collaborano, ma di rado si confrontano, in una serie di percorsi di vita poco rappresentati nell’intero immaginario cinematografico del nostro paese. 

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Un professore universitario, Stefano Nari, docente di letteratura comparata, sta rientrando in Facoltà dopo un incontro amoroso con una sua studentessa. Lo attende una sgradevole sorpresa: il suo assistente di cattedra gli mostra una lettera pubblicata sull’ultimo numero di una delle più prestigiose riviste accademiche. Un anonimo lo accusa di esser incorso in un clamoroso errore in un suo articolo, uno studio sulle origini etimologiche della parola “tradimento”: citando come esempio positivo il film di Jean Luc Godard Il disprezzo, tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia, il Prof. Nari dimentica che il film, nella sua versione italiana, è stato ritoccato dal produttore, che ne ha modificato le musiche e tagliato alcune scene significative. Una banale dimenticanza per una persona qualsiasi ma non per un docente universitario affermato, rispettato, invidiato per la sua carriera, e temuto per il suo potere accademico. Assalito da dubbi e sospetti, crollano tutte le certezze del professore, sfidato in una partita impari da un perfetto “giocatore invisibile”.
Tratto dall’omonimo romanzo di Giuseppe Pontiggia del 1979, Il giocatore invisibile è il primo lungometraggio del regista italiano Sergio Alpini, già aiuto regista di Roberto Faenza in Marianna Ucrìa e Sostiene Pereira, e docente di Digital Video alla “Alma Artis”. Il film, prodotto da Polis srl e distribuito dalla Iervolino Entertainment s.p.a., ha vinto il premio Miglior Film alla 13° Edizione del Salento International Film Festival, in ex aequo con Oblivion Season dell’iraniano Abbas Rafei. Girato interamente nella città di Pisa, è interpretato, tra gli altri, da Luca Lionello, Sergio Albelli, Guenda Goria, David Riondino e Paolo Benvenuti.
Rappresentare l’università in un film non accade spesso nel cinema italiano, che si limita spesso a focalizzare l’attenzione sulla componente studentesca, ma raramente sulla natura del sistema accademico, i docenti e le loro dinamiche relazionali, e soprattutto il clima che si respira nei “Dipartimenti”, dove i professori universitari, gli studenti e la componente amministrativa si relazionano, lavorano, collaborano, ma di rado si confrontano, in una serie di percorsi di vita poco rappresentati nell’intero immaginario cinematografico del nostro paese.
L’opera di Sergio Alpini è una suggestiva e ambiziosa trasposizione cinematografica di un romanzo complesso e tremendamente attuale. Approcciandosi alla materia con uno sguardo da sociologo, e combinando l’aspetto teorico con quello del documentarista sul campo, il regista fa luce sul vero volto dell’Università e dell’intera società italiana, raccontando i retroscena più oscuri del mondo accademico: rivalità, gelosie, nepotismo, concorsi poco limpidi.
Una realtà che si palesa in tutta la sua ferocia, una sorta di legge di natura dove il pesce più grande mangia il pesce più piccolo, e dove la meritocrazia è una sorta di paravento necessario a coprire episodi incessanti di clientelismo, o il più becero familismo amorale.
Il libro di Pontiggia e il film di Alpini svelano il vero volto del modello italiano di società, retto da tradimenti, gelosie, rivalità, piccole frustrazioni che segnano l’esistenza umana in maniera indelebile, carriere fulminanti e tante altre “sospese” ma relegate in una sorta di limbo, bloccate in attesa di qualche favore che potrebbe un domani concretizzarsi in un riconoscimento sociale.
La sceneggiatura del film, scritta brillantemente da Paolo Serbandini e Giovanna Massimetti, rende lo spunto diffamatorio iniziale molto più cinematografico e meno letterario, senza mai compromettere i presupposti e gli elementi forti che stanno alla base dell’opera originale: il tema del tradimento, la metafora del sacrificio negli scacchi, e il Destino che governa le nostre vite.

Stefano Alpini
Il giocatore invisibile
Italia - 2016

Con Sergio Albelli, Francesco Turbanti, Guenda Goria, Ludovica Bizzaglia
Durata 100 min

 

Giuseppe Salzano

Giuseppe Salzano

Giuseppe Salzano studia Filosofia e ama la Letteratura, ma la sua grande passione è il Cinema ed ogni altra cosa che sia arte audiovisiva