Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Dopo la presentazione dello scorso ottobre, il documentario Il volto di Milano arriva in sala a Milano e dintorni. Due le sale a programmarlo: il Cinema Rondinella di Sesto San Giovanni e il Cinema Beltrade di Milano. Mentre al Cinema Beltrade oltre al film, Massimo Zanichelli proporrà i suoi eno-doc con degustazioni vinicole a tema, su indie-eye è possibile leggere la recensione in anteprima 

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Il volto di Milano, il film diretto da Massimo Zanichelli, è un documentario ‘investigativo’ che s’insinua tra le pieghe di una città come fosse un mistero, come fosse il segreto ben custodito di una giovane donna che non può più confessarlo. Attraverso i microtraumi visivi ed emozionali di un montaggio a strappi, la regia si mimetizza con il suo oggetto di indagine, l’essenza imprendibile di Milano. «Milano è una città fatta d’angoli», osserva Maia Sambonet, l’artista visiva la cui voce s’alterna a quella del giornalista Gianni Mura, della regista Marina Spada e dello scrittore Giorgio Fontana nel contrappunto di visioni e poetiche del microcosmo meneghino a cui il documentario s’affida. Ma se Milano è una città fatta d’angoli, appena superato lo spigolo, c’è la morbidezza impensata, in un concerto di punte aguzze e sinuosità che è insieme anatomia urbanistica e morale di un luogo profondamente geloso di sé e della sua «bellezza timida».

La regia, valorizzata da una fotografia netta e potente nel suo nitore luministico, materializza un’antitesi attraverso accostamenti visivi tra architetture civili e sacre, le guglie del Duomo colte di sghimbescio e i palazzi quasi brutalisti della (post) modernità, la plasticità degli apparati scultorei e le insegne pubblicitarie aderenti alla superficie urbana come una seconda pelle, le digressioni incantate ai Navigli e la skyline che strizza l’occhio al futuro prossimo di una patinata quanto feroce competizione metropolitana.

  

E il contrasto che vivifica il nervo estetico del film è lo stesso che riverbera, verbalizzato, nelle meditazioni dei quattro milanesi illustri che alla loro città dedicano uno sguardo malinconico e vitale, per nulla indulgente, ma sempre, nonostante tutto, innamorato. I chiaroscuri di Milano, spiega Marina Spada, sono i chiaroscuri del mondo e c’è qualcosa di affascinante e prezioso nel poter vivere in uno spazio che, coagulando le sue particolari mutazioni sociali, sintetizza quelle universali: Milano vive la sua età di passaggio e, insieme a Milano, la civiltà tutta, smarrita di fronte al precipizio identitario.

Gianni Mura racconta di una città che non riconosce più, che ha moltiplicato le forme di negligenza e perduto la solidarietà e, per autodifesa, si è indurita, diventando il manifesto «della moda e delle mode», con frotte di nuovi poveri si raccolgono nelle strade, invisibili alla frenesia del quotidiano. Eppure, grattando la superficie della stereotipia, qualcosa resiste del passato e nuove geografie impreviste si aprono all’aggregazione e allo scambio in una ricerca furtiva, ma mai paga dell’umanità perduta.

Giorgio Fontana coglie l’elemento di singolare identificazione tra struttura urbana e struttura spirituale di Milano: così come la città manca di orizzontalità dello spazio, ma è densa e raggomitolata in un perimetro raccolto, allo stesso modo, la sua indole si sviluppa in verticale, articolandosi nella stratificazione e nel profondo di una coscienza riluttante all’autopromozione.

Un’immagine che le parole di Maia Sambonet riescono a concretizzare è quella dell’acqua che spinge sotterranea per affiorare in superficie: c’è qualcosa di acquatico e cangiante anche in Milano, la piena saggezza di non opporsi ai flutti, a un futuro che avanza e rivendica le sue ragioni imperscrutabili. Marina Spada ricorda, impercettibilmente commossa, Gabriele Basilico e quanto quest’ultimo avrebbe voluto testimoniare con le sue fotografie la nascita della nuova Milano. Lo story-telling, in parole o immagini, della e sulla città è tensione senza fine verso l’ineffabile, un impegno interpretativo inesausto e proprio questo impegno Il volto di Milano lo onora con rigore e intensità, nel suo pregevole accordo tra vigore estetico e sensibilità narrativa.

Il volto di Milano di Massimo Zanichelli, proiezioni e appuntamenti

CINEMA RONDINELLA (Viale G. Matteotti 425, Sesto San Giovanni MI)
– Lunedì 6 febbraio – h20.00
presentazione Il volto di Milano di Massimo Zanichelli
Il regista sarà presente in sala

CINEMA BELTRADE (Via Oxilia 10, Milano)
– Martedì 7 febbraio 2017 – h21.30
presentazione Il volto di Milano di Massimo Zanichelli,
Regista e cast saranno presenti in sala.
Brindisi al termine della proiezione

– Martedì 14 febbraio gennaio 2017 – h18.20
Proiezione doppia: Il volto di Milano + F for Franciacorta di Massimo Zanichelli
Il regista sarà presente in sala.
Degustazione vini Franciacorta al termine della proiezione

– Domenica 19 febbraio 2017 – h10.30
Proiezione doppia: Il volto di Milano + Sinfonia tra cielo e terra. Un viaggio tra i vini del Veneto di Massimo Zanichelli
Il regista sarà presente in sala.
Spaghettata e degustazione vini veneti al termine della proiezione

– Martedì 21 febbraio 2017 – h18.20
Proiezione doppia: Il volto di Milano + Generazione Barolo – Oddero Story di Massimo Zanichelli
Il regista sarà presente in sala
Degustazione Barolo al termine della proiezione

Carolina Iacucci

Massimo Zanichelli
Il volto di Milano
Italia - 2016

Con Gianni Mura, Giorgio Fontana, Marina Spada, Maia Sambonet
Durata 53 min