Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

La diseducazione di Cameron Post, potente storia d'amore tra due giovani donne all'ombra del fondamentalismo religioso statunitense, esce domani 31 ottobre al cinema grazie a Teodora Film. L'opera prima di Desiree Akhavan ha ottenuto l'U.S Dramatic al Sundance di quest'anno. Leggi la nostra recensione in anteprima 

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The Miseducation of Cameron Post di Desiree Akhavan è una dichiarazione di indipendenza. Chloe Grace Moretz che interpreta la giovane protagonista ricorda una coraggiosa crociata dilaniata dal dubbio, come Lauryn Hill, quando in uno studio in Giamaica si apprestava a fare quell’album essenziale che ormai ha più di vent’anni. Anche lei, vulnerabile e senza paura, trovava la sua completa rappresentazione in una serie di battute d’arresto. Questo film e questo disco lavorano sullo stesso terreno, l’apprendimento dell’amore.
Il ballo di fine anno segna una svolta crudele nel destino di Cameron, Akhavan la cerca e la trova immersa in un bagliore celeste mentre balla con Coley (Quinn Shephard), l’amica diventata amante durante l’anno scolastico. Disinibite e a proprio agio, sono convinte di vivere una notte memorabile, ma mentre si rifugiano in macchina per concedersi un po’ di piacere, Cameron è scoperta dal fidanzato che poco prima l’aveva accompagnata. Lo sportello si apre e cade a testa in giù. La sua vita si capovolgerà da un momento all’altro.

Unica destinazione possibile God’s Promise, il campo religioso che corregge gli “invertiti” e diventa la sola e solida soluzione per famiglie cristiane fondamentaliste.

Adolescenti perduti in un ambiente bucolico sotto lo sguardo paziente del reverendo Rick, interpretato dal docile John Gallagher Jr., che strimpella la chitarra e sorride spiegando a denti stretti quanto è migliore la vita adesso che non è più gay.

Ma ben più pericolosa è la direttrice del centro, il tipo di cattivo Disney irrecuperabile, il cui unico obbiettivo è ricondurli in uno stato di rettitudine spirituale. La Bibbia diventa lo strumento per giustificare paure e pregiudizi e i ragazzi cavie per dimostrare che l’orientamento sessuale è una malattia paragonabile alla tossicodipendenza.

Due improvvisatori che portano avanti credenze e idee mentre infliggono torture mentali a quei ragazzi che considerano peccatori. Dio non commette errori, se c’è qualcosa di sbagliato in te, è tua la colpa e quindi è un tuo dovere morale risolverla, ecco qui le parole che vengono sputate fuori come un mantra continuo e assillante di fronte a discepoli non sempre riluttanti, ma sofferenti per la scarsa accettazione dimostrata dai genitori.

Cameron cresce a poco poco, il suo silenzio schivo crolla di fronte a due nuovi amici, Jane, una enigmatica fanciulla che coltiva erba nella foresta adiacente e Adam un nativo americano la cui attrazione per gli uomini ha provocato non pochi problemi alla nascente carriera politica del padre.

Akhavan osserva silenziosa, solo a volte blocca l’obiettivo sulla faccia di Moretz e quello sguardo non diventa solo il punto in cui guardare ma soprattutto quello con cui sentire ciò che Cameron prova. Passaggi eleganti e sofisticati creano un linguaggio visivo a sé, la regista ci lascia sprofondare nei sogni e nei ricordi della protagonista che sono però deformati e disturbati dalle conversazioni “naturali” che ha prodotto la terapia.

Come nell’album “The Miseducation of Lauryn Hill”, il film è composto da una serie di giunzioni che portano Cameron a evolversi, a conoscersi, a passare dall’adolescenza all’età adulta.

È sovversivo non per i brividi facili che ti lascia ma per quanto incoraggi gli spettatori a farsi un’idea propria intorno a certi tabù sociali, per la sensibilità con cui la regista guida il suo film, dando avvio a un processo generativo. Passo dopo passo il ribelle, il miserabile, il rifiutato, l’escluso trova il suo sentiero di ricerca senza parole e ogni anima innocua messa ingiustamente dentro una prigione trova non solo la libertà ma una chiara percezione del bene e del male.

La forza del film è nello sguardo curioso e inquieto di Desiree Akhavan che forse proprio per questo si è aggiudicata il Gran premio della giuria: U.S Dramtic al Sundance Festival di quest’anno.

Francesca Fazioli

Laureata nelle discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo. Dopo una tesi sul teatro, sul cinema mai discussa e sull'ascolto per la conclusione del Master ho capito che la curiosità è diventata confusione. Adoro i concerti, la Signora del Venerdì e i libri di Jonathan Franzen.
Francesca Fazioli

Desiree Akhavan
La diseducazione di Cameron Post
USA - 2018

Con Chloë Grace Moretz, John Gallagher Jr., Sasha Lane, Forrest Goodluck, Jennifer Ehle, Marin Ireland, Owen Campbell, Quinn Shephard, Emily Skeggs, Dalton Harrod, Christopher Dylan White, Isaac Jin Solstein
Durata 90 min
Titolo originale The Miseducation of Cameron Post