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Le sorelle Macaluso di Emma Dante: recensione

Le sorelle Macaluso. Il nuovo film di Emma Dante in sala, grazie a Teodora Film. La nostra recensione

Emma Dante trasforma la sua pièce teatrale in un film.
Sia sulla scena che in una sala cinematografica la regista/drammaturga incanta come le creature di cui racconta la storia. I suoi personaggi vivono sempre in bilico tra grandezza e decadenza, animate da un sogno possibile che resta però inaccessibile. Affonda le unghie in quello che ha di più caro, la famiglia, rifugio e gabbia infernale.

Le Sorelle Macaluso non è solo il racconto in tre atti della vita di cinque sorelle, diverse ma solidali tra loro, ma anche la storia del luogo in cui crescono e invecchiano, un appartamento diroccato che affaccia sul mare di Palermo. La macchina da presa della regista si sofferma su ogni angolo, indugia sugli spazi, sulla mobilia, dandoci un senso di immobilismo e di precarietà. La stessa sensazione ci deriva dalla ripetizione ossessiva della Gymnopédie No.1 di Eric Satie emessa per la prima volta da un carillon a parete e poi nel suo arrangiamento classico diventando il motivo principale della colonna sonora.

Emma Dante introduce questi due elementi già dall’inizio quando ancora le ragazze sono giovani e spensierate, inebriate in un vortice di esuberante sorellanza. Si preparano a una gita fuori porta, dirette al Charleston, uno sgargiante stabilimento balneare sulla spiaggia di Mondello.
Il primo atto è un tour de force, in cui Emma Dante ci presenta le sue protagoniste, Maria è la più grande, snella, aggraziata, vuole fare la ballerina, Pinuccia civettuola e vanitosa, vuole attirare su di sé lo sguardo ammirato degli altri e anche della sorella più piccola, Antonella. Lia è goffa e aggressiva, vuole leggere, i romanzi rappresentano la sua fuga permanente, Katia è paffuta e pacifica, vuole solo divertirsi.

E poi c’è un esercito di benevoli piccioni che svolazzano nella soffitta delle Macaluso, sono loro la fonte di reddito primaria di questa famiglia, dati in affitto per matrimoni e feste per poi tornare sempre al nido una volta liberati.


La morte prematura della sorella minore distrugge il fragile tessuto che lega insieme questa piccola congrega, lo spettatore come le protagoniste comincia a vivere in uno stato di terrificante tensione, non vediamo ciò che capita, ma troviamo le quattro sorelle sopravvissute di nuovo in casa, di nuovo insieme, invecchiate, gli anni ottanta ormai sono un ricordo, la spensieratezza e i sogni si sono dissolti.

Maria ha gli occhi tristi, il suo corpo è emaciato e quando ancora accenna un passo di danza sembra una marionetta slogata, i suoi passi ora sono inquietanti, come lo sguardo torvo di Lia, imprigionata nella lettura dei suoi romanzi, ai ferri corti ancora una volta con Pinuccia. Il senso di colpa e la vergogna divampano fin quando Maria non annuncia qualcosa di sconvolgente, con indosso il suo vecchio tutù si abbuffa di pasticcini.

La potenza di questa scena ricorda vagamente la novella del Verga, La Roba, in cui Mazzarò non vuole morire senza portare con sé la ricchezza accumulata durante la vita, se questo era animato dall’avidità e dall’ossessione, la voracità di Maria è invece causata dalla disperazione e dai rimpianti di una vita non vissuta, incompiuta e ora al capolinea.


La fotografia di Gherardo Grossi evoca un mondo in cui passato e presente sono strettamente collegati e vita e morte coesistono, i toni freddi utilizzati fin dal principio si incupiscono nella parte centrale, esaurendo quel bagliore che pian piano si spegne fino all’atto conclusivo, un fervido gioco di memoria in cui il nero del lutto sfocia in una liberazione, i sensi di colpa possono acquietarsi per le sorelle Macaluso che riscopriamo anziane.

Soprattutto nella mente di Lia che come una pallida regina si prepara alla morte. Qui Emma Dante ci concede di vedere cosa sia davvero accaduto ad Antonella, in quella giornata assolata al mare, forse perché Lia finalmente ha trovato pace.

Le Sorelle Macaluso di Emma Dante (Italia 2020, 94 min)
Interpreti: Alissa Maria Orlando, Laura Giordani, Rosalba Bologna, Susanna Piraino, Serena Barone, Maria Rosaria Alati, Anita Pomario, Donatella Finocchiaro, Ileana Rigano, Eleonora De Luca, Simona Malato, Viola Pusateri

Regia: Emma Dante
Sceneggiatura: Emma Dante, Elena Stancanelli, Gorgio Vasta
Fotografia: Gherardo Gossi
Montaggio: Benni Atria
Distribuzione: Teodora Film


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Laureata nelle discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo, ha frequentato un Master in Critica Giornalistica all'Accademia d'arte drammatica Silvio D'Amico e una serie di laboratori tra cui quello di scrittura cinematografica tenuto da Francesco Niccolini e Giampaolo Simi. Oltre che con indie-eye ha collaborato e/o collabora scrivendo di Cinema e Spettacolo per le riviste Fox Life, Zero Edizioni, OUTsiders Webzine
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