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Lucca Film Festival 2017, al via la ricca sezione del concorso cortometraggi

La prima giornata dedicata alla sezione competitiva cortometraggi del Lucca Film Festival, curata da Rachele Pollastrini, è in programma oggi  4 aprile 2017 presso il Cinema Centrale di Lucca alle ore 14:00, mentre per la seconda tranche la data da segnarsi sul calendario è quella del 6 aprile 2017 alle ore 15:30, sempre al cinema Centrale di Lucca.

Molti i paesi in concorso e grande attenzione al cinema delle donne. Le registe presenti in questo primo blocco di corti sono: la statunitense Eileen O’Meara, animatrice di talento e autrice di ben dodici corti a partire dai primi anni novanta, oltre che parte del dipartimento animazione per molte produzioni televisive di alto livello, tra cui Spawn. La O’Meara a Lucca porta Panic Attack! un corto d’animazione disegnato interamente a mano e dal punto di vista di una donna mentre soffre di un attacco di panico.

L’israeliana Tamar Rudoy porta in concorso Daughter of the Bride, storia di Tirza, ventiseienne che vive in una realtà completamente deragliata e deragliante, nel confronto costante con il contesto famigliare. La Rudoy è nata a Gerusalemme nel 1984 ed è al suo secondo corto dopo essersi laureata a Tel Aviv nel 2014. Capture, che è il suo film di laurea, è stato ospitato in numerosissimi festival cinematografici. Al momento sta lavorando al suo primo lungometraggio, un documentario.
Dall’Italia arriva Simona Guggio che porterà a Lucca nella giornata di oggi il suo Mechanical Animal, riflessione tra organico e meccanico, divino e artificiale. Un corto che punta alla sperimentazione e che ha un titolo molto simile al terzo album di Marylin Manson. La francese Lisa Diaz porta a Lucca il suo secondo film corto, Ma Maison è la storia di un ritorno nella casa materna. La decisione di vendere lo stabile si scontra con i vecchi ricordi, tra luoghi, vecchie foto e poesie terribili che emergono dalla memoria. 

Ma Maison

La polacca Magdalena Jaroszewicz sarà a Lucca con il suo Wild Berries, sguardo sofferto su una famiglia in frantumi. Pilar Palomero, autrice spagnola, porta in concorso il suo quarto lavoro in assoluto,  La noche de todas las cosas, dolorosa ricognizione su un lutto da elaborare.

La cinese Lin Wang, porta in concorso il suo secondo lavoro intitolato Death in a Day. L’acclamata autrice di Shangai, che ha presentato il suo cinema in numerosi festival di cinema corto, racconta la storia di Evan, un bimbo di sette anni che vorrebbe continuamente vivere insieme ai suoi giocattoli, ma l’imminente morte del padre, ricoverato in coma profondo e la possibile vedovanza della madre, lo metteranno in contatto per la prima volta con l’idea della morte. 

Oltre al numero consistente di corti legati alla cinematografia femminile, la prima tranche del concorso cortometraggi curato da Rachele Pollastrini, ospita oggi in concorso: Colombi, del notevole Luca Ferri, racconto di un secolo nella vita di due innamorati, tra amore e decadenza.

Colombi

Tokri (The Basket) è il corto d’animazione dell’indiano Suresh Eriyat, fondatore dello studio Eeksaurus, produzione specializzata in corti di animazione, lunghi live action, ma anche video musicali. Con Tokri il regista indiano utilizza le tecniche della clay animation per raccontare uno spaccato di vita a Mumbai. 

Lo svizzero Simon Guélat, attore affermato (Sister, Ma nouvelle Héloïse) realizza il suo secondo corto come regista. The Three House (Cabane) è il racconto di formazione dedicato ad un gruppo di adolescenti che tirano su una capanna in una zona militare dove sono penetrati illegalmente. Ma i giorni della scuola incombono e la magia sta per finire.

Metaxy del regista tedesco Jøel Dombrower è uno strumento di indagine epistemologica sul “fare film”. Stile, media, il soggetto che collassa sulla struttura del film stesso. Tre vignette separate e tre modi trasversali di condurre la narrazione. Il centro di tutto è “rimanere vivi nell’era del Digitale”. 
Dalla Francia arriva Elements 1, 2, 3 di Tomaž Burlin, autore di documentari e regista sperimentale stanziato a Parigi, membro dei collettivi artistici  L’Etna e L’Abominable. Il film è una perifrasi in immagini e musica, un’interazione che trova la massima espressione in quello che potremmo definire cinema di poesia “pura”.

La traccia sperimentale del concorso cortometraggi del Lucca Film Festival viene mantenuta anche dal giapponese Masahiro Tsutani che porta in concorso il suo Movements Arising from different Relationships/ Between Regularity and Irregularity II. Tsutani, nella tradizione del cinema indipendente e “autarchico” del Giappone, cura per questo corto tutti gli aspetti, incluso il sound design, aspetto centrale di un’opera che si contraddistingue per le sue qualità aurali. Secondo di una serie di corti sulla fluttuazione di suono, tempo, materia. Un’esperienza da non perdere.
Conclude la selezione dei corti in concorso per la prima giornata del 4 aprile il lavoro di Stefano Giannotti intitolato Celeste Laguna, elegia stravagante sulle città impossibili.

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