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Nella sentita rivisitazione del classico di Murnau in una versione animata realizzata in rotoscoping, l'artista Andrea Mastrovito condensa con grande ambizione molti temi di scottante attualità, restituendoci un'elegia dolente e orrorifica sullo stato delle democrazie occidentali. Presentato alla Festa del cinema di Roma, la recensione di Nysferatu 

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Siamo nel 2017, Hutter é un agente immobiliare che vive felicemente a New York con sua moglie Ellen, fin quando non viene inviato ad Aleppo dal suo capo, il cinico broker Knock, per vendere una proprietà nei pressi di Ellis Island al misterioso conte Orlok. Una volta giunto a destinazione, Hutter assisterà per la prima volta agli orrori della guerra, conoscerà il misterioso passato del conte e i motivi per i quali lo hanno spinto a fuggire clandestinamente verso la grande mela.

Nysferatu – Symphony of a Century dell’artista Andrea Mastrovito stupisce per l’idea alla base, che è sicuramente tra le più innovative dal punto di vista tecnico (nonostante abbia già illustri predecessori, tra i più recenti le pregevoli opere di Richard Linklater, Waking Life e A Scanner Darkly su tutte), ma soprattutto per l’encomiabile coraggio di mettere le mani sul capolavoro seminale, e opera chiave di tutto il cinema espressionista tedesco, che è Nosferatu il vampiro di Friedrich Wilhelm Murnau, rivisitandone il soggetto e riadattandolo per la sensibilità del pubblico di oggi.

Ripercorrendo con estrema fedeltà tutti i passaggi narrativi del capolavoro e utilizzando la bellezza di 35 mila disegni, la pellicola è stata completamente realizzata in rotoscoping, tecnica di animazione che consiste nel ricalcare (con acquerello, matita o altro) tutti i fotogrammi delle scene girate con i veri attori, in modo da dare un tocco davvero unico e suggestivo alle immagini, con dei personaggi che sembrano mimare una danza tetra e triste dal fascino vintage.  Il risultato è certamente ineccepibile, l’utilizzo minimalista del bianco e del nero enfatizza la paura e l’angoscia che caratterizza l’intera storia, mentre la scelta del muto e dell’accompagnamento orchestrale permettono al film di mantenere vivo e costante l’incredibile fascino sinistro delle ambientazioni ed, in modo particolare, tutte le apparizioni dell’inquietante figura del conte Orlok.

Opera sicuramente molto ambiziosa, che condensa in sé molti temi di scottante attualità, agevolata dalla scelta di utilizzare la figura del vampiro che si adatta sempre a molteplici chiavi di lettura. L’ombra del conte Orlok che si allunga sulle strade di Manhattan rimanda immediatamente alla minaccia terroristica, ma il vampiro stesso che si aggira sperduto per la notturna città desolata e trovando poi il posto adatto per lui solo a Ellis Island, rappresenta una chiara metafora dell’immigrazione e della fuga dalla propria terra natia.

NYsferatu scava alle radici della complessità delle sovrapposizioni e della confusione tra questi fenomeni, spesso oggetto di semplificazioni strumentali da parte del mostruoso connubio tra media e politica, proponendo non soltanto una rilettura della storia del film, ma un arguto tentativo di rielaborazione del mito del mostro, inscenando la propria parabola di alienata emarginazione in un’epoca capace di partorire mostri reali ben peggiori del vampiro.

Mentre il mostro scatena il panico, tra le pieghe di ogni angolo della città aleggia l’ombra del potere finanziario, che nella Grande Mela trova il suo cuore pulsante e nero, incurante delle istituzioni che soggioga, dove il popolo è sempre in cerca di una cura per una malattia che non riesce a comprendere.

Il conte Orlok, così come allora l’incredibile classico senza tempo di Murnau, è uno spauracchio scelto brillantemente per poter rappresentare al meglio gli orrori della guerra in Siria, l’egoismo e il vile animo umano del mondo occidentale, ma soprattutto la scellerata e perfida strumentalizzazione del dolore di chi fugge, di chi, proprio come il conte Orlok, è costretto a fuggire verso una falsa terra promessa.

Andrea Mastrovito
Nysferatu - Symphony of a Century
USA - 2017

Con animazione
Durata 65 min

 

Giuseppe Salzano

Giuseppe Salzano

Giuseppe Salzano studia Filosofia e ama la Letteratura, ma la sua grande passione è il Cinema ed ogni altra cosa che sia arte audiovisiva