Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

PJ Harvey: A dog Called Money, il documentario di Seamus Murphy verrà distribuito in Italia da Wanted Cinema a partire dal 21 maggio e con un sistema online che consentirà di sostenere le sale cinematografiche fisiche che aderiscono al progetto. Con il patrocinio di Amnesty International 

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Seamus Murphy è ormai collaboratore fisso di Pj Harvey. Con la musicista di Yeovil aveva già realizzato tutto il framework audiovisuale per “Let England Shake” esperimento che superava i confini angusti del videoclip, ma anche quelli della relazione tradizionale tra cinema e musica. Dopo quel progetto, il documentarista e fotografo inglese ha continuato a intrecciare il percorso della Harvey e ha organizzato la serie di video intorno a The Hope Six Demolition Project. In quel caso, la Harvey, in viaggio tra Afghanistan, Kosovo e Washington DC, sollevava delle questioni che sono ormai del tutto assenti anche in quelle pericolosissime estetiche/politiche del cambiamento. Vera e propria “opera pubblica”, se si pensa a tutta l’azione politica che si sdipanava a partire dal video di The Community of Hope, ha trovato infine una forma cinematografica più organizzata nei 94 minuti di “A Dog Called Money”, film presentato alla Berlinale 69 nel febbraio del 2018.

Polly e io ci conosciamo e ci fidiamo l’un l’altro– ha dichiarato Murphy – Abbastanza per lei per viaggiare con me in Afghanistan e in altri luoghi stimolanti, e per me credere che viaggiare con lei sarebbe stato qualcosa che avrebbe creato una magia. Poi mi ha invitato a stare dietro un vetro per filmare ogni momento della registrazione delle canzoni che ha portato indietro. Individualmente e insieme, questa è la nostra risposta a ciò che abbiamo incontrato in questi viaggi.

Il film sarebbe dovuto uscire regolarmente nelle sale grazie alla distribuzione Wanted Cinema, ma sarà presentato in prima visione per l’Italia su una particolare rete di piattaforme VOD insieme al patrocinio di Amnesty International. Wanted chiama gli spazi online “sale immaginarie” per un motivo preciso: rispetto alla programmazione VOD tradizionale, il film sarà disponibile in date e orari precisi, come un qualsiasi evento cinematografico. L’utente lo acquisterà direttamente sui siti dei cinema “reali” che decideranno di aderire all’iniziativa e di programmarlo.

Iniziativa notevole che sostiene le sale cinematografiche in questo periodo difficile, dividendo i proventi tra distributore ed esercente secondo le logiche commerciali che regolano la programmazione delle sale fisiche. Lo spettatore stesso diventa sostenitore attivo del suo cinema preferito, “in attesa di tempi migliori“, come ha detto Anastasia Plazzotta, ceo di Wanted. La stessa Wanted lancerà presto una nuova piattaforma chiamata WantedClan. Tutte le proiezioni saranno accompagnate da eventi live, dirette streaming con ospiti speciali.

Michele Faggi