mercoledì, Agosto 4, 2021

Ramon hai sgarrato di Alessandro Ripane: recensione

Sperimentale come esperienza. In "Ramon hai sgarrato", Il fumetto, come il cinema, diventa questione di possibilità, avvicinandosi al caos del quotidiano esistere. Note sullo splendido volume di Alessandro Ripane, pubblicato per Edizioni BD

Del mondo antropomorfo Alessandro Ripane sceglie la fusione non riconciliata. Le sue sono creature ibride che consentono alla dimensione umana e a quella animale di comunicare in modo insolito, spesso respingente, ma proprio per questo senza filtri e mediazioni.

Ramon Hai Sgarrato“, il volume pubblicato da Edizioni BD due giorni fa, è forse una delle sue opere più sperimentali, se con il termine intendiamo quella forma della creatività che consente di oltrepassare le regole imposte a generi, formati e linguaggi.

Fiaba, noir o biografia, i luoghi della letteratura dal romanzo al fumetto, nel metaverso del talentuoso illustratore diventano aperture verso l’inconscio, anche quello mediale assorbito da decenni di letture, iconografie immaginarie, topoi del disegno stesso.

Per quanto lo stile di Ripane abbia certamente un alto livello di riconoscibilità, questo non si cristallizza mai in uno stile che fa il verso a se stesso. Dalla lowbrow art corrotta di alcuni lavori, qui si passa a quel tratto vicino a certa cultura underground, che si avvicina in parte alle stilizzazioni del Massimo Mattioli più anarchico.

Da una parte elementi bidimensionali molto semplici, che gridano la loro urgenza e che allo stesso tempo fondono la ripetibilità dell’illustrazione infantile con gli elementi più mostruosi e inquietanti che da questa possono emergere.

La mutazione non è quindi solo interna ai personaggi, ma grida a gran voce il proprio spazio, sfondando i confini del fumetto e soprattutto, quelli della pagina stessa.

Ogni vignetta, ogni situazione, ogni elemento della scansione narrativa, subisce gli effetti di un terremoto. Si apre allo sguardo e trasforma il viaggio nella costruzione del racconto durante il suo farsi.

Un duello tra autore e autonomia dei personaggi che estende il sadismo di Chuck Jones in “Chuck Amuck”, con sorprendente libertà e furibonda amoralità.

Ramon, che ha deciso di sgarrare durante la produzione stessa del racconto, è l’anello mancante di una storia che irride le funzioni della detection.

Ramon è un nome, un codice, un’unità minima del linguaggio, il seme del punk, un disegno cancellato, una tavola improvvisamente sottratta, oppure il mondo dentro una vagina, parto possibile per una serie di creature che entrano in un modo e ne escono diversamente raccontate.

Ma al di là di tutta l’architettura metanarrativa, tra l’altro liberissima ed esilarante, “Ramon hai sgarrato” è pura esperienza.

Ecco che il termine “sperimentale”, spesso così abusato, torna ad assumere un significato preciso, legato alla dimensione empirica. Il Fumetto, come il cinema, diventa questione di possibilità, avvicinandosi al caos del quotidiano esistere.

Ramon Hai sgarrato di Alessandro Ripane – 2021- Edizioni BD
ISBN: 978-88-349-0647-7
Pagine: 230
Formato: 17×24 brossurato
Prezzo: 15 euro

Michele Faggi
Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. È un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Si è occupato di formazione. Ha pubblicato volumi su cinema e new media. Produce audiovisivi

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