Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Dal 21 al 24 novembre la 30° edizione del festival di Viareggio, niente concorso ma un omaggio a tutti gli autori che hanno partecipato negli anni alla manifestazione. In programma anche una retrospettiva su Mario Monicelli 

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Si potrebbe dire che un festival senza anteprime e senza concorso è un po’ come una canzone dei Led Zeppelin senza il riff di Jimmy Page. Come sembrerebbe altrettanto naturale parlare di ridimensionamento di fronte alla 30° edizione di Europacinema, il festival dedicato al cinema europeo che si svolgerà a Viareggio dal 21 al 24 novembre. In realtà, però, si può già considerare un risultato positivo la sopravvivenza di un festival che, a causa della grave crisi economica e della perdita di appeal delle ultime edizioni, sembrava destinato all’oblio.

Dopo l’addio travagliato e polemico di Felice Laudadio, storico fondatore della manifestazione, e l’intermezzo non molto fortunato di Pier Marco De Santi, il Comune di Viareggio ha affidato la direzione artistica a Daniele De Plano, regista viareggino di teatro e tv. Per sopperire alla mancanza di fondi e di finanziamenti, gli organizzatori hanno optato per un’edizione celebrativa, con la riproposizione di alcuni film presentati negli anni precedenti. Il festival sarà quindi una sorta di grande retrospettiva della stessa storia di Europacinema con 30 film selezionati: da La sorgente del fiume di Theo Anghelopulous (1987) a Le avventure del barone di Munchausen di Terry Gilliam (1988);  da Trainspotting di Danny Boyle (1996) a Funny Games di Michael Haneke (1997); da Caravaggio di Derek Jarman a Hijos di Marco Bechis (2001).

Il programma sarà arricchito dalla presenza di Ettore Scola (per lui pronta la cittadinanza onoraria), di Sergio Castellitto e di Peter Greenaway, ormai un habitué dei festival toscani (a settembre fu l’ospite d’onore del Lucca Film Festival), che presenterà il film 3X3D, realizzato assieme a Jean-Luc Godard e Edgar Pêra. Una serie di eventi collaterali avranno poi il compito di rendere più vasta l’attrattiva: ci sarà una retrospettiva dedicata a Mario Monicelli, con ben 31 film da vedere, la mostra “I disegni di Fellini”, un omaggio al grande regista che assieme a Laudadio è stato il primo a credere nel festival; una personale del pittore Valente Taddei, autore del manifesto ufficiale di Europacinema, e 60 gigantografie di Sergio Fortuna, esposte lungo tutto il viale a mare di Viareggio. Tutto già visto, ma secondo gli organizzatori in un’ottica nuova, sperimentale, che proverà a rendere più serrato il dialogo tra il cinema e le altre arti figurative.

NUOVE PROSPETTIVE Se la presenza di Felice Laudadio come ospite d’onore fa presagire un ritorno dello storico fondatore alla guida del festival, l’obiettivo di questa edizione è di non interrompere il rapporto tra il cinema e Viareggio. Il “The best of” ha un grande merito, quello di certificare il ruolo di un festival che negli anni passati è stato un punto di riferimento nella cultura cinematografica europea, rappresentandone le varie tendenze. Ecco perché suona strana l’intenzione di Daniele De Plano di trasformare Europacinema in un festival dedicato esclusivamente alla commedia d’autore. Logico punto di arrivo, diranno in molti, nella città che ha dato i natali a Mario Monicelli; ma forse, ci permettiamo di notare, la scelta di genere è un limite che un Festival non può porsi. Se la politica di Europacinema fosse stata sempre indirizzata verso la commedia di genere, a Viareggio non avremmo visto autori come Wim Wenders, Margarethe Von Trotta, Volker Schlöndorff. E il festival, senza dubbio, avrebbe avuto minore spessore.

In una città nella quale le sale cinematografiche non esistono più e quelle rimaste hanno una programmazione difficile da digerire (tanto per fare un esempio, questa settimana la scelta è tra Sole a catinelle, L’ultima ruota del carro, Stai lontana da me), Europacinema ha il dovere non solo di rimanere un baluardo ma anche di aprire un nuovo ciclo basato sul cinema di qualità. E allora, perché limitarsi solo alla commedia? Perché non sperimentare invece nuove forme di interesse collettivo? In attesa di risposte, godiamoci questa edizione senza tappeti rossi, senza anteprime internazionali e senza concorso, un lungo viaggio nel passato che, speriamo, possa servire come nuovo punto di partenza.

Il programma completo di Europacinema

Michele Nardini

Michele Nardini è laureato in Cinema, Teatro e produzione multimediale all’Università di Pisa e ha alle spalle un Master in Comunicazione pubblica e politica. Giornalista pubblicista, sta maturando esperienze in uffici stampa e in redazioni di quotidiani, ma la sua grande passione rimane il cinema
Michele Nardini