giovedì, Luglio 7, 2022

Rebellion – un atto di guerra di Mathieu Kassovitz: la recensione del DVD CG Entertainment

L’ordre et la morale usciva nelle sale, poche e non italiane, nel 2011. Che a firmarlo fosse Mathieu Kassovitz, a suo tempo enfant prodige, autore a soli venticinque anni de L’odio (1995), non è bastato ad impedire l’ostruzionismo nei confronti della produzione prima e distribuzione poi, di un film politicamente ingombrante, né è servito a contenere la defezione di un pubblico legato alla banlieu parigina del Kassovitz esordiente più che al suo talento registico.

Ricostruzione storica di fatti temporalmente vicini ma rimossi perché geograficamente periferici rispetto a una prepotente cultura eurocentrica, questo Rebellion, così tradotto (e tradito) nei paesi anglofoni, mantenuto tale nell’edizione dvd CG Entertainment che lo rende dal 2017 fruibile nel nostro paese, erge muri all’immediatezza per sondare le capacità di oltrepassarli, scatola cinese di un’idea di mondo che, mutati gli attori e le coordinate delle vicende, maturando si perpetua la stessa.

Nel cuore del Pacifico la Nuova Caledonia è ancora oggi possedimento francese; negli anni Ottanta del secolo scorso vi prese campo la FLNKS (Fronte di Liberazione Nazionale Kanaki e Socialista), iniziatrice di quel percorso, fatto di sangue sparso su tentativi di dialogo, che la porterà forse all’indipendenza il prossimo 4 novembre, data fissata per il referendum, già posticipato una volta (i titoli di coda del film parlano infatti del 2014).

L’ostico incipit, imperniato attorno ad un gergo che da suburbano si fa politico-militare, chiarifica i suoi colori, che pure restano sempre torbidi nell’immagine, inquadrandosi nello schema riconoscibile della caduta, qui dilazionata su un lasso di tempo logorante. Dieci i giorni scanditi dal conto alla rovescia, i “fin qui tutto bene” prima dello schianto, clamoroso quanto proporzionato al peso delle rinnovate, ripetute illusioni.

22 aprile 1988: Philippe Legorjus, capitano del GIGN, forza speciale dell’esercito francese qualificata in missioni di antiterrorismo, viene inviato ad Ouvéa, incaricato di mediare con i dissidenti per ottenere la liberazione degli ostaggi fatti prigionieri in seguito ad un attacco armato da parte dei nativi Kanaki.

E’ l’inizio di un’odissea senza ritorno: soverchiato dagli interessi delle poltrone – in quegli stessi giorni in patria Mitterrand e Chirac combattevano l’unica battaglia che contasse davvero, quella elettorale – disposte a sacrificare vite e verità pur di convertire i fatti a loro favore, Legorjus prova a remare controcorrente in direzione di una soluzione diplomatica che eviterebbe altre vittime, conserverebbe integra la morale e soprattutto, avrebbe buone probabilità di riuscita. Manca il tempo, gli dicono; l’evidenza via via più lampante è che l’esito possibile fosse un unico soltanto, prestabilito, incontrovertibile. L’esercizio dell’arbitrio si limita allora all’obbedienza ai comandi, l’etica del soldato da anteporre o meno a quella dell’uomo.

Kassovitz ricava dalle pagine del memoire dello stesso Legorjus, proprio dal regista qui interpretato, una figura complessa, in evoluzione, umanissima ma, o proprio per questo, ambivalente. Il più sensibile degli strateghi, il più tormentato dei traditori, alla stregua di tutti misera pedina sullo scacchiere, ma di un gioco giocato per scelta. Dentro, i fantasmi dell’impatto con la storia ai margini della Storia, subito mistificata, presto obliata dal Centro.

Tecnicamente ricercato, dalla scelta delle location all’utilizzo delle luci, dagli insoliti movimenti di macchina ai jump cuts, e abbondantemente citazionistico – dialoghi serrati e setting rimandano in primis a Scorsese e Coppola, confermando la schiera dei riferimenti dell’autore già palesata ne L’odio, dove un giovanissimo Cassel rifaceva De Niro – questo Rebellion, a metà tra thriller politico e war movie, è un film dalla dura corazza, oltre la quale allo stile fa egregiamente da sussidio un contenuto incandescente, apre uno scorcio alternativo, seppur parziale, alle menzogne ufficiali e ufficiose, infligge ferite nuove riportando alla luce verità vecchie.

Il comparto extra del dvd è limitato al solo trailer.

Veronica Canalini
Veronica Canalini
Critica Cinematografica iscritta al SNCCI. Si anche classificata al secondo posto al concorso di critica cinematografica “Genere femminile: quando le donne criticano il cinema” indetto da Artemedia, oltre a scrivere di Cinema per Indie-eye, si è occupata di critica letteraria per il Corriere del Conero.

ARTICOLI SIMILI

CINEMA UCRAINO

Cinema Ucrainospot_img

INDIE-EYE SU YOUTUBE

Indie-eye Su Youtubespot_img

FESTIVAL

ECONTENT AWARD 2015

spot_img