giovedì, Ottobre 1, 2020

The Endless River di Oliver Hermanus a Venezia 72 – la conferenza stampa

I piccoli e grandi drammi di una esperimento sociale non totalmente riuscito, come quello sudafricano, sono al centro del lavoro di Oliver Hermanus. The Endless River è ambientato in una piccola cittadina dove una giovane donna accoglie il marito tornato dopo aver scontato 4 anni di carcere, con la speranza di ricominciare una vita insieme. Gli intenti, in seguito ad una breve parentesi positiva, si infrangono quando la ragazza inizia a frequentarsi con un vicino di casa rimasto vedovo dal brutale assassinio della moglie e del figlio. Nasce un legame perverso tra i due, dove rabbia, dolore e frustrazioni quotidiane tramutano in breve i sentimenti in nuova ed efferata violenza.

Oliver Hermanus racconta in conferenza il suo nuovo lavoro, partendo dal significato del luogo (una piccola città) scelto come location del film.

“La piccola città scelta vuole essere un esempio di come in alcune zone del paese non si è proceduto ad una perfetta integrazione razziale. Restano degrado, miseria e solitudine che in molte occasione sfociano in violenza”.

Abbiamo letto che ha cercato di comparare temi molto sentiti in Sud Africa con elementi di critica universale?

“Credo che tutte le storie abbiano un carattere universale. Il tema della violenza sulle donne nel mio paese è molto sentito, così come in tutta l’Africa però sono tematiche che anche in Europa si fanno sentire e fortunatamente vengono discusse”.

Ci parli della protagonista e della  personalità che emerge nella storia..

“E’ una persona che ha difficoltà a prendere decisioni importanti. La sua condizione precedente di persona sola in attesa della liberazione del marito hanno un impatto sulla sua libertà di scelta.

 I personaggi possono scegliere o è il contesto sociale che sceglie per loro?

“Le ripeto in una situazione difficile e in un ambiente degradato spesso il retaggio del passato condiziona le scelte nel presente e spesso la violenza ha la meglio sui sentimenti e l’amore. Il Sud Africa soffre ancora del retaggio del terribile periodo dell’apartheid ma anche di errori del presente”.

C’è più finzione o cronaca nel suo film?

“L’omicidio o la violenza nei confronti delle donne purtroppo è un crimine ricorrente in Sud Africa. Ho svolto molte ricerche sul tema. I personaggi sono dipendenti l’uno dall’altro questo è il legame che li fa decidere di non separarsi. Ma si tratta di pura convenienza non di amore.

Come pensa che il pubblico sudafricano reagirà alla visione del film?

“Siamo un paese molto variegato, non so cosa aspettarmi. Ci saranno reazioni e discussioni sull’omicidio che descrivo. Non ci si può aspettare la condivisione del pubblico a prescindere, nei miei film cerco sempre di provocare per alimentare il dibattito”.

 

The Endless River di Oliver Hermanus – South Africa, France, 108’
Interpreti: Nicolas Duvauchelle, Crystal-Donna Roberts, Clayton Evertson, Darren Kelfkens, Denise Newman.

 

Alessandro Allori
Alessandro Allori
Dal 2003, anno della sua Laurea in Scienze Politiche Alessandro Allori si è dedicato dedicato al campo della comunicazione, del marketing e del giornalismo. Ha collaborato con numerosi settimanali e si occupa di maketing e contenuti redazionali per alcune agenzie di comunicazione.

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