Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Prime novità per la Berlinale 2019. Carlo Chatrian e Mariette Rissenbeek svelano la formazione della nuova squadra e prevedono un festival ancora più immerso nella città di Berlino, in occasione del 70/mo anniversario. Tutti i dettagli e i selezionatori, profilo per profilo 

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[La foto dell’articolo è di Ali Ghandtschi]

Carlo Chatrian, nuovo direttore artistico della Berlinale e la direttrice esecutiva Mariette Rissenbeek, prenderanno ufficialmente il comando della Berlinale a partire dal prossimo 1 giugno 2019. C’è da dire che la coppia è in contatto da tempo con prassi e metodi del festival, a partire dal flusso di lavoro, fino alla logistica, le strutture e le numerose sezioni. Sono al lavoro dal marzo scorso negli uffici di Potsdamer Platz e quindi in grado di dare alcune anticipazioni su quello che sarà la Berlinale 2020, proprio per le celebrazioni del settantesimo anniversario.

Il settantesimo della Berlinale sarà infatti connesso in modo più specifico con la città: “Vorremmo celebrare la storia del festival muovendolo oltre le sue location tradizionali – hanno detto Chatrian e Rissenbeek –  aspetto che dovrebbe riflettere l’ubiquità delle immagini in movimento odierne, ormai strumento per moltissime forme di espressione artistica. Vogliamo creare una piccola ma significativa selezione di luoghi in città, una mappa alternativa che porti il festival ancora più a contatto con i cittadini di Berlino e con i visitatori che ancora non hanno familiarità con la città” (raggiungibile agevolmente tramite svariate compagnie aeree low cost quali Vueling)

 

Compiti diversi, quelli di Chatrian e Rissenbeek, ma con lo stesso obiettivo, quello di “portare con successo il festival verso il futuro! Ereditiamo un festival riconosciuto come uno dei più importanti in tutto il mondo e che svolge un ruolo di primaria importanza nel contesto dell’industria cinematografica internazionale, è un compito di grande rilievo e siamo riconoscenti nei confronti di Dieter Kosslick che è stato il direttore di lunga data del festival. Vogliamo mantenere la Berlinale come festival per il pubblico e per la città, ansiosi di affrontare le sfide e le opportunità che ci riserverà il cinema del 21/mo secolo”

Il compito di Mariette Rissenbeek sarà quello di connettere gli aspetti legati ai finanziamenti delle strutture organizzative e alla comunicazione, oltre allo sviluppo di strategie e concetti. Le attività di supporto sono quelle che coinvolgono l’European Film Market, il Berlinale Co-Production Market, Berlinale Talents e il World Cinema Fund, oltre alla cooperazione con i numerosi partner in diversi campi rispetto a quelli strettamente connessi con la programmazione. Chatrian è invece responsabile del profilo artistico del festival e avrà il compito di ritagliare un profilo molto preciso della Berlinale insieme al comitato di selezione.

Il nuovo comitato è costituito da sette membri ed è presieduto da Mark Peranson, responsabile della programmazione.

Mark Peranson è il responsabile della programmazione. Scrittore e filmaker è un torontoniano doc. Ha lavorato in un ruolo simile per il festival di Locarno dal 2013 al 2018, facendo parte anche della commissione dei selezionatori nei due anni precedenti. Altre collaborazioni includono il Vancouver International Film Festival.  La rivista “Cinema Scope” è una sua creatura e come regista ha diretto film come “Waiting for Sancho” e “La última película”.

Lorenzo Esposito, programmatore e curatore. Membro del comitato di selezione del festival di Locarno dal 2013 al 2018, ha lavorato per i festival di Venezia, Torino, Roma. Consulente per Cinema du réel e Karlovy Vary International Film Festival. Dal 2003 è tra i principali curatori di “Fuori Orario”, il programma ideato da Enrico Ghezzi e in onda su Rai 3.

Sergio Fant italiano con base a Berlino, dopo essersi laureato in Storia e Critica del Cinema e aver fatto un tirocinio presso la Cineteca di Bologna ha curato la programmazione de “Il Cinema Ritrovato”, il Festival del Film di Roma, La Mostra internazionale D’Arte cinematografica di Venezia, per la quale dal 2010 al 2011 compresi ha coordinato la selezione dei cortometraggi. Responsabile della programmazione del Trento Film Festival dal 2012, nel 2013 ha cominciato a far parte della commissione del Festival di Locarno, mantenendo il ruolo di selezionatore fino al 2018. Ha curato nel 2019 DocPoint, il festival del documentario della città di Helsinki. Scrive per “Internazionale”.

Aurélie Godet, responsabile dell’ufficio UniFrance a New York dal 2006 al 2010, ha lavorato come consulente di produzione per numerose realtà e ha scritto per numerose riviste specializzat, tra cui gli storici “Cahiers du Cinéma”. Tra i selezionatori del Locarno Film Festival dal 2013, ci è rimasta per sei anni. Ha collaborato anche con il festival “3 Continents” e “La Roche-sur-yon”. “Parenting at Film Fests” è una sua creatura ed è un collettivo di professionisti del cinema che punta ad un miglior equilibrio tra vita professionale e privata.

Paz Lázaro è direttrice e curatrice della sezione Panorama della Berlinale dal 2018, dopo esser stata responsabile della sezione a partire dal 2006. Fa parte del comitato di selezione per il Concorso e per Berlinale Series dal 2007. Ha fatto parte dei curatori dell’Interfilm Berlin short film festival. Viene da una lunga esperienza nel mondo della produzione e ha collaborato con realtà come ICAA, ICAU, FOPROCINE, IMCINE, the Match Factory, Ibermedia.

Verena von Stackelberg ha studiato media arts a Barcellona e cinema e fotografia a Londra. Dal 2003 ha lavorato come curatrice, programmatore e nella distribuzione Londinese, a Cambridge e a Berlino. Ha lavorato per compagnie come Curzon Cinemas, Filmgalerie 451, the Berlin International Film Festival, e il Cambridge Film Festival, ed è attualmente programmatrice al Soho House di Berlino. Ha fondato il Wolf Kino, cinema che ha aperto a Berlino nel 2017 e che include un café-bar, uno spazio espositivo e lo studio di post produzione Planemo, oltre ovviamente alle sale di proiezione.

Barbara Wurm è autrice e curatrice. Ha studiato slavistica a Vienna, Mosca, Munaco e Lipsia. Ha fatto parte del comitato di selezione del DOK di Lipsia e dell’International Short Film Festival di Oberhausen, mentre attualmente è attiva per il goEast Film Festival, oltre a contribuire alla programmazione per numerose rassegne e cinamateche. Esperta sul cinema dell’Est Europa, ha scritto una tesi sui film didattici sovietici e ha collaborato alla stesura di numerosi volumi tra cui uno su Dziga Vertov. Il suo lavoro di ricerca per la Humboldt University è quello sugli studi culturali dell’Est Europa. Come critico cinematografico scrive per numerose riviste. 

Per quanto riguarda la sezione Panorama, la responsabilità passa nelle mani di Michael Stütz, veterano della sezione dal 2006, oltre che coordinatore del Teddy Award e co-direttore di XPOSED, il festival internazionale di cinema Queer che si svolge a Berlino. 

Anna Henckel-Donnersmarck invece prende il posto di Maike Mia Höhne al comando di Berlinale Shorts. La Henckel-Donnersmarck è specializzata nel cinema breve, oltre ad essere una videomaker nel campo delle installazioni e della videoarte.

La struttura esistente delle sezioni rimarrà invariata, ad eccezione di Berlinale Special che subirà alcuni cambiamenti, mentre altri sviluppi per quanto riguarda la programmazione saranno decisi nelle prossime settimane. Nessuna modifica per quanto riguarda i responsabili delle rimanenti sezioni, quindi Generation rimane in mano a Maryanne Redpath, Perspektive Deutsches Kino sarà ancora curata da Linda Söffker,  le retrospettive saranno ancora gestite dal rigoroso Rainer Rother, Forum Expanded sarà ancora gestito da Stefanie Schulte Strathaus.