Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Bruder è il primo corto diretto da Jarek Duda, giovane autore formatosi alla Internationale Filmschule Köln e passato dalla musica rock alla regia. In concorso al Ca' Foscari Short Film Festival 5, la recensione 

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È un’Amburgo criminale quella filmata da Jarek Duda, giovane autore formatosi alla Internationale Filmschule Köln e passato dalla musica rock alla regia. Attraverso i colori lividi fotografati da Felix Tonnat, il regista tedesco segue la formazione di Lukasz, ventiquatrenne al soldo della malavita locale, tra una resa dei conti e la punizione esemplare di un creditore. Ma il quadro plumbeo e senza alcuna via d’uscita si spezzerà quando Kamil, il fratello minore del ragazzo, si presenterà a casa dopo la morte dei genitori, costringendo Lukasz ad occuparsene.

La relazione che si instaura tra i due ha come scenario obbligato quello della città, per Lukasz luogo oscuro vissuto sul bordo, per Kamil legato ad uno stupore che presto rivelerà il suo rovescio crudele. Quando il boss che regola la vita illegale di Lukasz finirà in carcere, Duda filmerà i due ragazzi sul tetto di un complesso urbano, mentre l’orizzonte di cemento si apre alle evoluzioni di un drone copter telecomandato; la dimensione è quella di una nuova scoperta dello spazio cittadino, secondo una prospettiva condivisa e legata al gioco. Ma se per Lukasz la riconoscenza verso i suoi padroni occupa ancora un ruolo determinante, Kamil interpreta il passaggio da uno stato all’altro come una naturale prosecuzione della fiducia che indirizza nei confronti del fratello.

Il teatro di guerra di un terribile atto intimidatorio, sarà per Kamil l’occasione per dimostrarsi partecipe della vita di Lukasz senza poter comprendere la violenza nascosta nel rituale della vendetta. Jerek Duda sospende lo sguardo all’apice della tragedia e ne riversa tutto il carico su Lukasz; sarà in fondo la sua volontà di scendere dall’auto del boss per correre verso il fratello il primo vero gesto di consapevolezza; anche in questo caso Duda gioca per sottrazione, spostando il climax e riconducendolo ad una sconnessione tra volontà e realtà, modo dello sguardo che attraversa tutto “Bruder”, dall’occhio di Kamil che scruta dalla porta chiusa e interpreta la violenza contro il fratello in modo distorto, fino a Lukasz che rimane immobile davanti all’incendio che sta distruggendo la piccola fabbrica.

La scelta di abbandonare una vita violenta sará sempre una questione di ricontestualizzazione del punto di vista; Duda evita qualsiasi spiegazione didascalica e lascia che Lukasz si allontani non visto mentre i suoi compari cercano di sfondare la porta di un appartamento, così come il viaggio verso una meta imprecisata sarà il possibile inizio di un nuovo corso.

Jarek Duda
Bruder
Germania - 2014

Con Linus Düwer, Lena Röpert, Adrian Saidi, Deniz Türkmenez
Durata 28 min

 

Michele Faggi

Michele Faggi

Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. È un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Si è occupato di formazione. Ha pubblicato volumi su cinema e new media. Produce audiovisivi