Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Il Festival di Cannes rinviato a data da definire, probabilmente tra la fine di giugno e i primi di luglio. Più ottimisti alcuni dei festival che afferiscono ad AFIC. Sarà sufficiente un mese per mettere in atto, oltre alle misure necessarie per tutelare i lavoratori del settore, quelle per garantire la sicurezza delle persone nelle manifestazioni che prevedono una grande affluenza di pubblico? 

Di

Poche ore fa il Festival di Cannes ha deciso di rimandare il calendario della manifestazione. Il comunicato, ottimisticamente, parla di un “semplice rinvio”, previsto tra la fine di giugno e l’inizio di luglio 2020: “Non appena lo sviluppo della situazione sanitaria Francese e internazionale ci consentirà di valutare questa reale possibilità renderemo nota la nostra decisione, in conformità con le consultazioni in corso insieme al governo francese e al municipio di Cannes, nonché con i membri del consiglio del Festival , Professionisti dell’industria cinematografica e tutti i partner dell’evento“.

Molto ottimisti alcuni dei festival rappresentati da AFIC, l’Associazione che mette insieme più di 70 festival cinematografici presenti entro il territorio italiano. Gli slittamenti annunciati hanno già alcune date, tutte stabilite tra la prima settimana di maggio e la prima di luglio e coinvolgono manifestazioni come Il Bergamo Film Meeting (nuove date 23-31 Maggio), Sguardi Altrove (nuove date 7-15 maggio) Far East (Nuove date 26-4 luglio), Florence Korea Film Festival (Nuove date 21-29 Maggio) Festival Cinema Africano, Asia e America Latina (Nuove Date, 2-10 Maggio 2020), Premio Cinema Giovane & Festival Delle Opere Prime (Nuove date, 4-6 Maggio), Sguardi Altrove Film Festival (Nuove date 7-15 Maggio), Dieci Minuti Film Festival (Nuove Date 8-13 Giugno), Bolzano Film Festival (Nuove Date, 9-14 giugno), sono invece posticipati con date da definire il Reggio Calabria Film Fest, Il Busto Arsizio Film Festival, Il Trento Film Festival, Le Voci dell’Inchiesta, Festival di Cinema del Reale.

La domanda che ci poniamo, al di là degli effetti del marketing positivo a cui non chiediamo di arrestarsi, ma di rivalutare alcune strategie di pensiero, è se un mese di tempo sia sufficiente per attuare, tecnicamente, norme di sicurezza adeguate e conformi ad una situazione complessa che coinvolge in maggior misura le manifestazioni di massa o che prevedono affluenze importanti. Oltre al prolungamento delle misure di contenimento, che ci sembra ormai ovvio anche per l’Italia, dovremo fare i conti per un po’ di tempo con nuovi metodi e comportamenti di convivenza sociale.

Mentre l’Inghilterra prevede misure draconiane indefinite dopo aver diffuso lo studio dell’Imperial London College sulla lotta al COVID-19 con misure di intervento non farmaceutiche, AFIC fa richiesta al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini e alla Direzione Generale per il Cinema del MiBACT, di urgenti misure speciali per affrontare la drammatica situazione.

Le richieste includono: la definizione di una quota straordinaria riservata alla promozione (da aggiungersi al normale riparto annuale) per sostenere le manifestazioni che non si possono svolgere in questa emergenza e che, sia in caso di spostamento delle date che di forzato annullamento, hanno già sostenuto spese di preparazione e avviamento; la riconsiderazione della quota di riparto dedicata alla promozione per quando l’azienda Italia ripartirà; accelerazione delle procedure di verifica sui rendiconti per l’anno 2019 onde erogare quanto già assegnato e avvio dei bandi per l’anno 2020 che sono già in forte ritardo.

Tutte richieste legittime.

Ci chiediamo, realisticamente, come e se saranno attuabili nei tempi immaginati. 

Michele Faggi