Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

La famosa invasione degli orsi in Sicilia narra le vicende di Leonzio, re degli orsi, che dopo la scomparsa del figlio Tonio, rapito dai cacciatori, entra in uno stato di apatia, incapace di guardare al benessere del resto del branco. La tavolozza dei colori di Lorenzo Mattotti fatta di marroni, rossi, aranci, gialli e verdi si mescola dando vita a uno spettacolo caleidoscopico, rendendo il film vivace e carnevalesca. Andrea Camilleri avva offerto la voce al Vecchio Orso Saggio, la cui scomparsa nel buio è una coltellata al cuore. 

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Lorenzo Mattotti sa come sorprenderti. Alimenta un girotondo che non ha fine, questo film è un racconto nel racconto, la metafora di un mondo che resta ancorato al mistero primordiale con cui tutti noi siamo costretti a venire a patti. Questo abile fumettista si spinge oltre il realismo, i suoi personaggi diventano figure mitologiche, archetipi.
La storia prende forma dalla bocca di un menestrello che con sua figlia è costretto a rifugiarsi in una grotta mentre la neve invade le valli. Il risveglio accidentale di un orso mette in moto il congegno orchestrato da Jean-Luc Fromental e Thomas Bidegain, gli sceneggiatori, che fanno la scelta audace di non attenersi al testo originale, prolungandolo, arricchendolo e caricandolo di sfumature, oscillando tra poesia, avventura e satira di un mondo colmo d’avidità.

Dino Buzzati scrisse questo romanzo illustrato nel 1945, pubblicandolo a puntate sul Corriere dei piccoli.

Il cantastorie chiederà ospitalità in cambio di un racconto, la narrazione, la sua messa in scena diventano il cuore stesso del film, l’amore e la fede dell’autore nella capacità delle parole di evolversi in idee, in concetti, in immagini indelebili, offrono due versioni complementari di una stessa parabola che coinvolge orsi e umani.

La famosa invasione degli orsi in Sicilia narra le vicende di Leonzio, re degli orsi, che dopo la scomparsa del figlio Tonio, rapito dai cacciatori, entra in uno stato di apatia, incapace di guardare al benessere del resto del branco. L’arrivo dell’inverno minaccia una carestia così il re decide di intraprendere un viaggio, non solo alla ricerca del figlio, ma anche per sfamare la sua grande famiglia, invade la pianura, dove abitano gli uomini. Qui con l’aiuto del suo esercito e di uno stravagante mago ossessionato dal consumare incantesimi trova Tonio e prende il comando del palazzo.

L’incontro tra animali antropomorfi e razza umana è celebrata dagli elementi naturali, dalle montagne, dalla pianura, dal mare e dall’azzurro del cielo, l’ambiente circostante diventa il terreno epico per una serie di battaglie e per apparizioni spettrali costruite da linee rette e movimenti fluidi. La tavolozza dei colori di Lorenzo Mattotti fatta di marroni, rossi, aranci, gialli e verdi si mescola dando vita a uno spettacolo caleidoscopico, rendendo il film vivace e carnevalesca. Il lavoro sulle ombre dei personaggi e sugli spazi è incredibile, crea l’illusione di una tridimensionalità mentre l’immagine resta in 2D. La danza della vittoria, la sfilata dei soldati, la preparazione da parte degli orsi delle palle di neve assumono un aspetto quasi infantile, con la memoria torni a Fantasia di Walt Disney, ammaliato non solo dalla qualità tecnica ma dal fatto che tutto sia intriso da un afflato poetico.
Sedotti da questi orsi ingenui e sentimentali, bambini e adulti si trovano di fronte una favola meravigliosa che parla di accoglienza e accettazione delle differenze, ma l’autore decide comunque di chiudere con un interrogativo.

È questo il modo migliore per sintetizzare la rara e preziosa comprensione del suo immaginario, dove le risposte possono trasformarsi in suggestioni.
Le voci che Mattotti ha scelto per i suoi personaggi sono ingombranti quanto le personalità che dietro al microfono recitano, onesto, duro e resiliente Leonzio, interpretato da Toni Servillo, scaltro, avido e manipolatore il consigliere del re, Salnitro, un perfetto Corrado Guzzanti ma soprattutto Andrea Camilleri, con quel tono profondo che solo l’età e l’esperienza concedono, nel ruolo del Vecchio Orso saggio trovato nella caverna dal cantastorie la cui scomparsa nel buio è una coltellata al cuore.

Lorenzo Mattotti
La famosa invasione degli orsi in Sicilia
Francia, Italia - 2019

Con Toni Servillo, Antonio Albanese, Linda Caridi, Maurizio Lombardi, Corrado Invernizzi, Alberto Boubakar Malanchino, Beppe Chierici, Roberto Ciufoli, Nicola Rignanese, Mino Caprio, Corrado Guzzanti, Andrea Camilleri
Durata 82 min
Titolo originale La fameuse invasion des ours en Sicile

 

Francesca Fazioli

Francesca Fazioli

Laureata nelle discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo. Dopo una tesi sul teatro, sul cinema mai discussa e sull'ascolto per la conclusione del Master ho capito che la curiosità è diventata confusione. Adoro i concerti, la Signora del Venerdì e i libri di Jonathan Franzen.