sabato, Settembre 26, 2020

Lucca Film Festival 2017: Stuck di Mathijs Geijskes: concorso cortometraggi

Mathijs Geijskes dopo aver ottenuto la laurea in studi cinematografici all’università di Utrecht ha lavorato senza sosta a partire dai primi anni novanta come sceneggiatore e regista. I suoi corti sono stati selezionati nei principali festival internazionali, vincendo numerosi premi.

Devoto al formato breve, riesce in pochi minuti a raccontare la tragedia umana con i toni della black comedy, calando i suoi personaggi in situazioni al limite.

Stuck non fa differenza in questo senso; il corto, presentato nella sezione competitiva del Lucca Film Festival curata da Rachele Pollastrini, con un inizio in medias res ci propone un’immagine graficamente cruda e dalla composizione formale geometricamente distaccata. Un piccolo animale selvatico morto è riverso su un prato, mentre a pochi metri di distanza c’è un’auto capovolta con una coppia a bordo.

Stuck gioca sui gesti e i tic di una coppia giunta al limite della sopportazione in un contesto estremo. Mentre il loro mondo è capovolto, i piccoli egoismi e le ripicche si esprimono con consueta crudeltà anaffettiva, con il surplus dell’esperimento pavloviano.

L’incapacità di comprendersi li condurrà verso un destino beffardo e crudele, dove qualsiasi gesto costretto dalle dimensioni dell’abitacolo e dalla loro posizione fisica, diventa occasione per rimanere prigionieri delle proprie ossessioni.

Il talento di Geijskes è evidente quando all’apice di una condizione tragica, riesce a giocare con i corpi dei suoi attori accentuandone le qualità grottesche. Se il rischio potrebbe esser quello di abbandonare qualsiasi empatia per privilegiare l’osservazione antropologica, il regista olandese riesce ad evitare il cinismo dei suoi stessi personaggi, sottolineandone i bisogni primari con divertita benevolenza. Ma l’aspetto più interessante è legato alle caratteristiche tipiche del road movie che si innestano in un setting statico e da camera. I dialoghi, i riferimenti, le schermaglie tra i due protagonisti del film, alludono alla dimensione di confine del viaggio, tra adattamento e autismo, ridotta al solo trauma dell’incidente, unica traccia visibile di un percorso interrotto.

Michele Faggi
Michele Faggi
Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. È un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Si è occupato di formazione. Ha pubblicato volumi su cinema e new media. Produce audiovisivi

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