Indie-eye – Cinema – Rivista di Critica Cinematografica

Stuck dell'olandese Mathijs Geijskes è in concorso al LFF 2017. La recensione 

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Mathijs Geijskes dopo aver ottenuto la laurea in studi cinematografici all’università di Utrecht ha lavorato senza sosta a partire dai primi anni novanta come sceneggiatore e regista. I suoi corti sono stati selezionati nei principali festival internazionali, vincendo numerosi premi.

Devoto al formato breve, riesce in pochi minuti a raccontare la tragedia umana con i toni della black comedy, calando i suoi personaggi in situazioni al limite.

Stuck non fa differenza in questo senso; il corto, presentato nella sezione competitiva del Lucca Film Festival curata da Rachele Pollastrini, con un inizio in medias res ci propone un’immagine graficamente cruda e dalla composizione formale geometricamente distaccata. Un piccolo animale selvatico morto è riverso su un prato, mentre a pochi metri di distanza c’è un’auto capovolta con una coppia a bordo.

Stuck gioca sui gesti e i tic di una coppia giunta al limite della sopportazione in un contesto estremo. Mentre il loro mondo è capovolto, i piccoli egoismi e le ripicche si esprimono con consueta crudeltà anaffettiva, con il surplus dell’esperimento pavloviano.

L’incapacità di comprendersi li condurrà verso un destino beffardo e crudele, dove qualsiasi gesto costretto dalle dimensioni dell’abitacolo e dalla loro posizione fisica, diventa occasione per rimanere prigionieri delle proprie ossessioni.

Il talento di Geijskes è evidente quando all’apice di una condizione tragica, riesce a giocare con i corpi dei suoi attori accentuandone le qualità grottesche. Se il rischio potrebbe esser quello di abbandonare qualsiasi empatia per privilegiare l’osservazione antropologica, il regista olandese riesce ad evitare il cinismo dei suoi stessi personaggi, sottolineandone i bisogni primari con divertita benevolenza. Ma l’aspetto più interessante è legato alle caratteristiche tipiche del road movie che si innestano in un setting statico e da camera. I dialoghi, i riferimenti, le schermaglie tra i due protagonisti del film, alludono alla dimensione di confine del viaggio, tra adattamento e autismo, ridotta al solo trauma dell’incidente, unica traccia visibile di un percorso interrotto.

Michele Faggi

Mathijs Geijskes
Stuck
Olanda - 2015

Con Peter Blok, Tjitske Reidinga
Durata 11 min